Appunti di scrittura – La scheda personaggi

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Scrivere è un’arte (con un po’ di tecnica), ma scrivere letteratura è una magia, e qui non c’è tecnica o arte che tenga. Puoi essere creativo e non andare oltre la prima pagina; puoi scrivere bene e non andare oltre la prima pagina; puoi essere bravo a immaginare una scena e, di nuovo, non andare oltre la prima pagina.
Come si fa a superare la prima pagina se non sei un Proust o un Manzoni, un Dickens o un Baricco? Va be’ Baricco no, almeno non accostato a questi tre. Comunque, come si fa?
Io, che non sono neppure la metà della metà di un mezzo Baricco, parto sempre da un personaggio, qualcuno di cui potrei raccontare la storia, se non quella futura che entrerà nel mio racconto o romanzo, almeno quella passata, quella che precede la trama, cioè l’antefatto della storia. Anche Ulisse ha una storia precedente alla sua partenza da Itaca per la guerra: Omero non ce la racconta, però sa che Ulisse non parte in fasce, ma è già re di Itaca prima che inizi la sua odissea. E proprio lì ci sono già i tratti, le debolezze e le genialità di un uomo straordinario che affascinò gli antichi e affascina anche i moderni.
Noi invece, più banalmente di Omero, possiamo ispirarci a un vicino di casa immaginario o reale. A un vecchio amore, lei però non l’ha mai saputo che l’amavo, quindi è del tutto immaginario nel mio immaginario. O quello che vuoi tu. Fin qui siamo capaci tutti, bella scoperta. Ma poi? Che si fa?
Chi crede che la narrativa si intrecci con un po’ di tecnica, come il sottoscritto, scrive una scheda personaggi del personaggio. Questo è un lavoro gratificante: hai un foglio bianco da riempire con la vita di un tizio, e sei tu il creatore di quella vita e di quel tizio. Eppure dopo un’oretta scarsa che stai scrivendo ti sei già perso, hai iniziato senza rendertene conto il tuo romanzo, quanto meno il tuo papiro, che è talmente orrendo e banale (orrore e banalità vanno in coppia anche in letteratura, non sono solo una prerogativa dei nazisti) che molli il colpo.
Perciò sei passato dallo scrivere nome e cognome del tuo personaggio ad attribuirgli fatti e fatterelli che non c’entrano niente con il tuo scopo, la tua trama. La sto facendo lunga, me ne rendo conto, meglio arrivare al punto. Mi accorgo però solo ora che questo post è esageratamente prolisso, e post prolissi non vanno affatto bene. Ne riparliamo domani, ok?

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