Il primo dollaro

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«Finito il racconto lo consegnai a mia madre, che si sedette in soggiorno, posò per terra il suo libro tascabile, e lo lesse tutto d’un fiato. L’impressione era che le piacesse, perché rideva nei punti giusti, ma non avrei saputo dire se era perché mi voleva bene e voleva farmi contento o perché il racconto era buono davvero.
“Questo non l’hai copiato?” mi chiese quando l’ebbe finito. Risposi di no. Disse che era abbastanza buono da stare in un libro. Nessuno dopo di allora mi ha mai detto qualcosa che mi abbia reso più felice. Scrissi altri quattro racconti su Mr. Rabbit Trick e i suoi amici. Lei mi diede un quarto di dollaro per ciascuno e li spedì alle sue quattro sorelle che, credo, provavano un po’ di compassione per mia madre. Loro, in fondo, erano ancora sposate, i loro uomini non le avevano abbandonate. È vero che zio Fred non aveva un grande senso dell’umorismo e aveva quella mania di tenere sempre chiuso il tettuccio della sua decappottabile, è vero che zio Oren beveva parecchio e aveva certe truci teorie sugli ebrei che governavano il mondo, ma loro c’erano. Ruth invece non aveva potuto contare sul marito, visto che l’aveva piantata. Ora voleva mostrare loro che “il bambino”, quantomeno, aveva del talento.
Quattro racconti. Venticinque cent cadauno. Fu il mio primo dollaro che guadagnai in questo mestiere».

Stephen King

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