C 39, classifiche di vendita

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Vado in posta per pagare una bolletta e la prima cosa che faccio è prendere il numerino dal distributore automatico a fianco dell’ingresso. Io sono il 39, C 39 per la precisione. Davanti a me poche persone attendono di pagare, meno male, oggi me la sbrigo subito – penso –, e in quel momento vengo attratto dai libri esposti nel locale. In un ufficio postale si vende ormai di tutto, lo sappiamo: libri, ricariche telefoniche, cancelleria, magliette, giochi per bambini. Addirittura i francobolli, in certi giorni.
Comunque un’occhiata veloce ai libri in attesa del mio turno mi pare sacrosanta. Ben in mostra sullo scaffale nel mezzo dell’ufficio, con tanto di cartellini rossi numerati a indicarne la posizione in classifica, vengono mostrati i primi dieci libri più venduti. Più venduti dove? Su Amazon, nelle librerie tradizionali, in quelle della posta? Non si sa.
Decido all’istante che potrei farne un post e mi metto diligentemente a scrivere sul mio telefonino i titoli elencati per non dimenticarmeli – oggi con lo smartphone si fa di tutto meno che telefonare –.
La classifica di vendite della mia posta vede in decima posizione La verità sul caso Harry Quebert di Joël Dicker, preceduto dall’Inferno di Dan Brown, sarà contento nonno Dante, penso. Ottavo, ma anche terzo e quarto, è E. L. James con le sue Cinquanta sfumature tricolori, rosso grigio nero, non importa il pigmento, tanto titoli e lettori sono intercambiabili. Osservo però, per dovere di precisione e onestà, che la trilogia è in formato tascabile: non so come ragionano alle poste, ma mettere tascabili e prime edizioni nello stesso calderone non è corretto. Reclamerò con chi di dovere per il disservizio quando sarà il mio turno allo sportello. Intanto continuiamo.
Settimo The Giver di Lois Lowry oppure Donato Carrisi con Il cacciatore del buio? Sarà un ex aequo al fotofinish o un cliente distratto ha mollato uno dei due sopra quell’altro? Chiederò allo sportello spiegazioni anche di questo, e già che sarò lì, ora che ci penso, mi informerò anche sulla metodologia di rilevamento delle vendite che adottano le poste italiane, sa, è per un articolo che devo scrivere…
Sesto in classifica Dannati di Glenn Cooper. Piccola nota: inferno e dannazione sono sempre sulla breccia, paradiso e redenzione non li compra mai nessuno.
A metà classifica, quinto posto, l’unico titolo che potrebbe interessarmi: Storia di una ladra di libri, Markus Zusak. Se fosse stato un saggio l’avrei acquistato al volo, e avrei applicato immediatamente i suoi consigli terminata la lettura. I libri costano e chi è un lettore forte sa che voglio dire: la sottrazione indebita in libreria è quasi un dovere. Però in questo caso penso sia un romanzo, e quindi restiamo purtroppo nel territorio della fiction. Chi è quarto e terzo già ve l’ho detto, anche se ci sfugge il perché di questo fenomeno editoriale.
A un gradino dalla vetta c’è Mr. Mercedes, l’ultimo di casa King, scrittore saccheggiato in questo blog per le sue molte riflessioni sulla scrittura che fanno tanto bene a chi vuole cimentarsi con la narrativa. Di lui, paradossalmente, non ho mai letto nulla, tranne On writing. In questi giorni ho però scoperto di possedere in casa una vecchia edizione tascabile della Zona morta, e credo che prima o poi l’affronterò. E siamo giunti finalmente alla vetta della classifica.
Al primo posto tra i libri più venduti, ancora una volta, «C 46!» urla l’impiegato allo sportello. Cazzo, ho perso il turno.
Proprio vero, galeotto fu il libro e chi lo scrisse.

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2 commenti

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2 risposte a “C 39, classifiche di vendita

  1. Ahahah troppo divertente!
    Però invece che appuntarti i titoli dovevi fargli una bella foto o magari un selfie, così non avresti perso il tuo turno 😉

    • L’avevo pensato, ma temevo di essere arrestato perché credo che non si possa fotografare senza permesso. Anche l’arresto non è un’idea da scartare comunque: avrei scritto un post dalle mie prigioni…

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