Il capoufficio, Wilde, Pirandello

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Su Linkedin, il social network per trovare il lavoro dei tuoi sogni, sogni peraltro solo notturni ormai, ho scoperto ieri che nella parte superiore della pagina mi appaiono sistematicamente dei brevi link di testo, che con doppio clic ti portano direttamente alle notizie. Non me ne ero mai accorto in precedenza, ma poiché si parlava di letteratura la mia vista si è come potenziata, e ho subito colto lo stimolo che Linkedin mi proponeva: «Comunicare con il capo? Oscar Wilde e Luigi Pirandello sono pronti a darti qualche consiglio», diceva il link da aprire.
In quel momento hanno però suonato alla porta e ho chiuso tutto, ma quando sono tornato indietro, la notizia era già cambiata, irrimediabilmente persa. Che cosa avranno mai da consigliarti Wilde e Pirandello riguardo ai rapporti col tuo capo? Il mio capo è Luigi Pirandello: uno, nessuno e centomila. C’è, perché lo vedo; non c’è quando hai bisogno; mi infinocchia in centomila modi.
Comunque ormai mi immagino i due scrittori alle prese col mio capo. Innanzitutto, lo affronteranno faccia a faccia o preferiranno anch’essi comunicargli le cose solo per iscritto? E se così fosse, useranno carta, penna e calamaio o una ben più banale mail?
Già me lo vedo Oscar Wilde davanti al Mac – per motivi estetici ha scelto il mondo Apple – scrivere con due dita sulla tastiera, clink clank, e lanciare il correttore automatico per sistemare eventuali errori di battitura prima dell’invio, giusto per non sfigurare.

Gentile dottor Rossi,
non esistono clink clank mansioni morali o mansioni immorali clink clank. Le mansioni clink clank sono pagate bene o pagate male, clink. Il mio senso estetico, clank, sarà più deliziato se mi darà l’aumento clank clink.

E il capo di rimando, mettendo in copia l’amministrazione:

Gentile dottor Wilde,
coloro che penetrano al disotto della superficie lo fanno a proprio rischio e pericolo. Ogni richiesta di aumento è perfettamente inutile per l’arte. Vada a farsi fottere.

Gentile dottor Rossi,
Lei si dice Rossi, ma chi è davvero Rossi? Lei si alza la mattina e davanti allo specchio mentre si fa la barba resta in compagnia di se stesso, senza nessuno attorno. Tutto tace, anzi Lei stesso per esser certo di restare muto, magari si mette dei turaccioli negli orecchi. Ma anche così non esiste silenzio: la voce di un lei interno a Lei, incessantemente parla. Un lei che non è Lei, che non è Rossi, che non è il Rossi solito e stimato in piazza dai suoi concittadini, e che iniziando a vivere si immagina, parlandole nella mente, che c’è un altro Rossi, anche scritto minuscolo, rossi, pronto a ordinare alla Sua coscienza: «Concedi l’aumento a Pirandello».

Gentile signor Pirandello,
lo sa che è il giuoco delle parti: se concedo un aumento a lei, dovrei concederlo a centomila altri. Ma fosse anche solo lei, maiuscolo o minuscolo che sia, non ce n’è per nessuno.

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