Il fiordo di Killary

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Avrei voluto proseguire con i miei vecchi appunti di scrittura, ti sarebbero toccate le 5 w + h della storia. Che palle, chissà quante volte l’hai già letto: e il chi, e il cosa, e il perché… Invece no, ne parlerò più avanti – sì, è una minaccia – perché oggi mi va di continuare a giocare con la poesia combinatoria o automatica che dir si voglia, che ha già prodotto quel Jesus Christ Superstar, «capolavoro» letterario che le antologie mi stanno già chiedendo.
Se ieri abbiamo preso la metropolitana per arrivare alla poesia, oggi entriamo invece in libreria. Sono andato alla Feltrinelli in duomo, come al solito, e ho puntato dritto dritto a una collana fra le tante, la prima che mi è capitata a tiro. Mi sono ritrovato davanti a un bancone dov’erano esposti i libri della collana Fabula della Biblioteca Adelphi, che se ti interessa in questo momento fa sconti del 25%, può tornarti utile questa informazione. Ne hanno sistemati 13 sul lato lungo del bancone, con le loro belle copertine ben in vista che ho trascritto diligentemente da sinistra a destra, e Il fiordo di Killary, il libro a partire da sinistra, farà da titolo alla nostra nuova composizione.
Non ho aggiunto nulla di mio se non il meccanismo, e se non ci credi vai oggi stesso e vedrai di persona. Tredici titoli uno dietro l’altro, di mio ho inserito solo la punteggiatura, perché sul bancone quella no, proprio non c’era.
Concedimi però una riflessione prima di iniziare: gruppi di parole come questi, accostati a caso, in prosa non significano niente, siamo d’accordo. Quando quelle stesse parole sono invece incolonnate, basta questo modo di posizionarle e immediatamente rinascono, si arricchiscono di senso, si trasfigurano in nuovi significati, si combinano in immagini sorprendentemente originali. Insomma, fanno già poesia.
Chissà se lo sanno quelli dell’Adelphi che si affannano a cercare poeti inediti fino in Polinesia, e hanno già sui loro libri valanghe di poesie.

 

IL FIORDO DI KILLARY

I diabolici,
il weekend,
la settimana bianca.

La tentazione di esistere,
l’inconveniente di essere nati,
’14.
Casino Royal,
foglie rosse.

L’Adalgisa,
un uomo solo.
Abbiamo sempre vissuto in un castello
l’incubo di Hill House.

 

D’accordo, forse non sarà poesia. Ma, minchia!, che gran storia.

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4 commenti

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4 risposte a “Il fiordo di Killary

  1. Un saluto da una nuova visitatrice! Questi titoli accostati stimolano l’ormone del racconto. Mi è sempre piaciuto scrivere sulla base di spunti da collegare. E’ una bella sfida, ma anche un aiuto, tipo granello di sabbia per lo sviluppo della perla.

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