Ciak, si scrive

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Di sabato, col brutto tempo, cosa c’è di meglio che andarsene al cinema a vedere un film? Detto fatto, biglietto alla cassa e sei già seduto in platea.
Allunga le gambe, sistema comodamente il cappotto nella poltrona a fianco e rilassati. Stai per assistere a uno spettacolo emozionante.
Se ascolti gli altri in sala, nei brevi momenti che precedono il film, fai attenzione però. Potresti incappare nel monologo di quell’individuo spocchioso che sta imponendo alla sua fidanzata, fidanzata non ancora per molto, una lezione magistrale sulla filmografia del regista. O peggio, hai la grande fortuna alle tue spalle di Tizio che dice a Caio come si concluderà il film, chi è l’assassino, quale sarà la battuta più riuscita di stasera, rovinandoti ogni sorpresa. Da mettere immediatamente al rogo. Per fortuna le luci si attenuano fino al buio e al silenzio totale. Sullo schermo vedi apparire i primissimi fotogrammi della pellicola.

Ok, blocca tutto.

Che scena hai intravisto? Un’auto che si materializza dalla nebbia in bianco e nero? Un’alba fantascientifica e satura di colore di una New York del 2134? Una gogna medievale che imprigiona un giullare deriso dalla folla?
Un attimo fa eri di qua, in un sabato ordinario e reale. Un attimo dopo sei al di là, altrove, in un mondo straordinario. Magari del tutto simile al presente, ma che nel buio della vasta sala su quel grande schermo fa tutt’altro effetto.
Nelle prossime due ore scarse, o abbondanti, la storia che scorrerà davanti ai tuoi occhi dipenderà dalla fantasia di uno sceneggiatore, uno scrittore di cinema, che non solo ha pensato a tutto quello che vedrai, ma lo ha anche raccontato sulla carta dettagliatamente prima che esistesse sulla pellicola o nello storyboard del regista.
Senza la sua visionarietà, a meno che il regista stesso non abbia sceneggiato personalmente il film, nulla di ciò che stai per vivere avrebbe mai potuto esistere.
Un film, ogni film, nasce da un testo scritto. Questo testo prende il nome di sceneggiatura. E tutto ciò che non è scritto in sceneggiatura non apparirà mai nel film. Logico, ma magico.

Poiché ti piace scrivere, altrimenti adesso non saresti qui in sala con me sul mio blog, ti faccio una domanda facile facile: ti piacerebbe diventare tu quel mago?

1. Continua

5 commenti

Archiviato in Scrivere per il cinema

5 risposte a “Ciak, si scrive

  1. Tenar

    No, ci ho pensato. Mi piace proprio la prosa. Scrivere una frase dopo l’altra. Io adoro il fumetto, ho seguito anche un corso di sceneggiatura con degli esperti della Bonelli, che mi ha fatto apprezzare ancora di più i fumetti, ma non ho mai sentito l’esigenza di scrivere una sceneggiatura. Alla fine, forse, voglio essere signora e padrona almeno della mia storia.

    • Quello che fai notare, l’essere padrona e signora delle proprie parole scritte, è forse la differenza più importante tra scrittura letteraria e cinematografica. Quando parlerò di questo aspetto più nello specifico sei già arruolata per esprimere il punto di vista dello scrittore puro.

  2. Manuela Simoni

    In una sorta di senile gioco semiserio ci ho pensato tutte le volte che ho visto una trama con buoni spunti cadere nella banalità. Tuttavia preferisco, come dice Tenar, essere padrona delle mie parole.

  3. Sono curiosa riguardo alla scrittura, perciò sì, mi piacerebbe molto scrivere una sceneggiatura. In fondo scrivo comunque con un film nella testa, perciò sarebbe interessante vederlo trasferito sullo schermo, con tutte le modifiche del caso.

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