L’ultimo libro di carta

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L’anno scorso devo aver fatto il cattivo, perché a Natale mi hanno regalato un Kindle. È la nuova editoria che avanza, a cui non c’è rimedio se non rifugiarsi su un monte e vivere da eremita sempre collegato a Facebook.
So già che l’ereader di Amazon vincerà la mia intolleranza per il digitale, e i prossimi libri della mia biblioteca non dovranno più essere spolverati, una delle attività casalinghe che tutto sommato mi piaceva compiere.
Mi consolo del fatto che in casa ho ancora parecchi libri vecchio stile da leggere, e infiniti da rileggere. Ma non mi faccio illusioni, a un certo punto la tendenza si invertirà è l’acquisto compulsivo su Amazon a 0.99 centensimi farà il resto.
Per pareggiare l’entrata in casa del Kindle ho però commesso un ultimo peccato di gola cartaceo, da sempre meditato e sempre rinviato. Così sono giunto a un Punto Giunti e mi sono regalato Il giovane Holden di Salinger, nell’edizione Einaudi.
Di questo libro, malgrado non l’abbia mai letto, so già molto. E spero sia lui il mio terzo amore che vado cercando, e di cui ho parlato altrove.

Per ora mi limito a osservarlo esternamente. Mi appare come l’ultima chance, la roccaforte di frontiera dell’editoria cartacea all’invasione del digitale.
Il giovane Holden un libro particolare, fin dalla copertina. E mi chiedo che ne sarà dell’estetica del libro, quando tutto passerà dalla tre dimensioni dell’opera di carta alle due del libro digitale. Le menti degli Antichi scoprirono i solidi e gli occhi del Medioevo la prospettiva, la tecnologia attuale ci riporta di colpo a un mondo bidimensionale, una flatlandia culturalmente omogenea e volutamente standardizzata. Di questo passo ci ritroveremo accatastati in un punto.

Invece il libro di Salinger è tutto meno che uno standard. In copertina solo titolo e autore, in carattere bastone che risalta subito all’occhio. Niente illustrazione, copertina bianca a irridere le rozze scelte grafiche che puzzano di grafica, spalmate sulle copertine dei libri per gridare al lettore ci sono anch’io, comprami, come certe ragazze fatte con lo stampino: sui trampoli, bottiglia di birra in mano, piercing ombelicale.

Mi chiedo quale sia quell’editore così pazzo e sicuro di sé da non usare un’immagine in copertina, né mettere due citazioni sulla quarta, né qualche frase su un’aletta con il riassunto del romanzo, né la biografia di Salinger, peraltro non molto lunga da scrivere, né due parole ben combinate dal marketing su una fascetta che grida al capolavoro editoriale. Einaudi invece non fa niente, non tenta nulla. Solo titolo e autore sono sufficienti a vendere Il giovane Holden. Basta e avanza per invogliarti a spendere 12 euro a colpo sicuro.
Sul Kindle saranno fiume di parole, capitoli in anteprima, stelline e stellette, lettura dei commenti di altri lettori, spesso affini all’editore, per convincerti a sborsare 0,99 centesimi per un capolavoro di parole sparpagliate.

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2 commenti

Archiviato in Fenomeni editoriali

2 risposte a “L’ultimo libro di carta

  1. Attento a come parli, il Kindle è il mio miglior amico 😀

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