Scrittori vs blogger

foto_penna_hd_1

Chi mi segue già sa che sono sempre alla ricerca di qualche post interessante da segnalare, o almeno interessante per i miei parametri di ricerca. Qualcosa per cui la gente fa la fila.
Certo, ai concerti di Cristicchi non c’è fila, casomai a quelli di Biagio Antonacci. Ma se le canzoni di Antonacci sono famosissime, anche Cristicchi, pur senza far la fila, vale la pena di ascoltarlo.

Il Cristicchi di oggi, anzi del 2 gennaio, si chiama Michele Scarparo e il suo blog, dal titolo menzognero, Scrivere per caso. Lo conoscete? Se non lo conoscete, non importa.

Vi dirò il fatto così come si è svolto. Il 2 gennaio Scrivere per caso ha postato un articolo che trattava del famigerato panico da foglio bianco.
Perché ve lo segnalo? Non per le informazioni che offre – i famosi contenuti che devono necessariamente (?) possedere tutti i post per essere validi –, ma per l’approccio originale con cui tratta l’argomento: un approccio da scrittore.

Mi è piaciuta la scrittura ibrida contenuta in quel post. Cosa intendo per scrittura ibrida? Intendo che c’è un 33% di racconto, e se uno scrittore non racconta quando scrive – anche se fosse soltanto la lista della spesa – perché mai dovrebbe scrivere?
C’è poi un 33% di autobiografia, storia di sé presente e passata, vera e falsa, seria e ironica.
Infine, c’è un terzo di considerazioni sul tema in oggetto, quel famoso blocco dello scrittore che ci insegue perennemente, e a volte riesce a catturarci, regalandoci periodi improduttivi, sciaguratamente improduttivi.
Queste considerazioni non vengono però esposte come accade in un manuale di scrittura: sono solo accennate, sparse sulla pagina in modo lieve, tra le righe più che sulle righe.

Ho detto all’inizio – non vi sarà sfuggito – che Scrivere per caso è menzognero. Mente perché le parole scelte nel suo articolo sono tutto tranne che buttate a caso.
Comunque, il totale fa 99. L’un per cento per arrivare alla torta intera ce lo metto io, leggendo: perché in fondo è il lettore che completa la scrittura. E quel post presuppone fin dall’ideazione una controparte, il lettore appunto.

Ed è proprio da qui, partendo dal lettore, che vi propongo una riflessione più ampia sul rapporto blogger-scrittore che il post di Michele pone in evidenza, forse anche inconsapevolmente.

Perché un politico sente la necessità di aprire un blog? Per comunicare con l’elettorato, si spera. E grazie al proprio blog un’azienda interagisce con i clienti, un cantante con i fan e un calciatore con i tifosi della propria squadra. In tutti questi casi magari viene assoldato un professionista della scrittura per comunicare nel modo più efficace gli scopi che il detentore del blog si propone.

E nel caso di uno scrittore, perché dovrebbe esserci un blog? La risposta che mi sono dato è questa: per parlare con i lettori.
Uno scrittore affermato, per esempio, Paolo Nori, lo fa quotidianamente. Scrive sul suo blog come scriverebbe nei suoi libri, lascia cioè  traccia della sua voce letteraria anche nella lista della spesa che eventualmente fosse oggetto di un post. Chi legge i suoi libri (non io, per ora) ne ritrova comunque lo stile nel blog; e chi non li legge  (io, per ora) ha un assaggio tramite il blog dei libri che scrive. Blogger e scrittore coincidono, l’uno tira la volata all’altro.

E chi ancora non ha pubblicato, o ha pubblicato poco, o è poco conosciuto se non in una ristrettissima cerchia, perché utilizza un blog? La risposta è identica: per parlare ai lettori, se non a quelli attuali, almeno a quelli potenziali. Dovrebbe cioè fare lo scrittore anche nel blog, esattamente come ha fatto Scrivere per caso nel post che vi ho segnalato.

Invece assisto spesso a un altro fenomeno: vedo uno scrittore-blogger che si deturpa, e nel blog si riduce a semplice blogger che si occupa di tecniche di scrittura, offrendo consigli agli altri. Non fa invece lo scrittore, cioè non usa il blog per affinare la propria voce, qualunque essa sia. Recensisce libri, risponde ai blogger amici, entra nel dibattito sul tema più gettonato del momento, spiega il self-publishing, parla di Seo, punta al traffico. Fa mille cose, ma dei lettori si è persa traccia. Quelli verranno in seguito se riuscirà a pubblicare un libro. Intanto parla a quelli come lui, non a chi legge.

Il lettore potenziale, cioè io, che passa dal suo blog non incontra la sua prosa, non scopre quale mondo vuole comunicare nel suo romanzo, né le sue riflessioni più profonde o più superficiali; soprattutto non familiarizza con il suo modo di disporre le parole sulla pagina.

Sappiate, cari scrittori, che da lettore non voglio sapere come nasce in generale un personaggio o una trama, voglio vedere direttamente i vostri personaggi, le vostre trame, voglio entrare in contatto con la vostra scrittura.

L’unica particolarità che vi distingue dagli altri è la vostra voce, che è in ogni caso unica. E anziché farla parlare voi che fate? Date spazio a un blogger sempre perfetto e politicamente corretto in tutto ciò che dice e pensa. Ma allora perché frequentarvi?
Se ciò che conta è il blogger, di guru accreditati su scrittura, politica, musica o sport ce ne sono tanti in rete. Ma voi siete guru o scrittori?

Scrivere per caso ha una voce, magari timida, ma la mostra a chi passa a leggere. Cristicchi e Antonacci, trovatene voi degli altri, anche quando parlano del niente lo dicono col loro timbro tipico, parlando sempre al loro pubblico. Ma voi che ve ne fate della vostra voce se non ce l’offrite in ogni post?

Annunci

7 commenti

Archiviato in Moleskine

7 risposte a “Scrittori vs blogger

  1. Beh… come prima cosa, grazie! È una grande soddisfazione vedere che a volte qualcosa di mio riesce ad attraversare una pagina web e ad arrivare al di là dello schermo 🙂
    Il mio modo di fare blog è atipico: i post che cercano di “insegnare” qualcosa sono pochi e, in generale, saranno sempre meno. Non perché sia geloso di chissà quali conoscenze (che non ho) ma proprio perché, a furia di commentare le regole degli altri, ho capito che di regole proprio non ce ne sono.
    A me piace raccontare storie, tutto qui. Faccio quello, fin dal principio. A volte anche imitando altri scrittori, più bravi e famosi di me. Per cercare di pormi i loro stessi problemi e capire che tipo di soluzioni si siano dati, posto che riesca a capirle.
    E poi perché, come tutti gli scriventi (che scrittori rischia di essere troppo impegnativo), metto le mie parole su un foglio perché voglio che qualcuno mi legga. Che si diverta. O che si commuova (magari non per il mio uso del congiuntivo!). Cinque minuti di distrazione e, se capita, di riflessione. Perché cos’altro è, davvero, uno scrittore?

    • La scrittura dovrebbe essere il primo e l’ultimo pensiero di uno scrittore, anzi di uno scrivente come dici tu, e ho detto anch’io in qualche post passato. Sarà poi chi legge a dire chi è o no scrittore, chi si merita tale appellativo, non certo delle regole scritte a tavolino che valgono per tutti e quindi per nessuno. Questo è il mio parere, posso sbagliarmi, ovvio. Però io cerco questo in rete e sui libri, e nel tuo post ho trovato ciò che cerco. Non ti montar la testa, ora. Sono solo un lettore, e come ben saprai devi trovarne almeno un altro perché tu gust is megl che uan

  2. Michele ti ha pagato per fargli ‘sta sviolinata? 😛

  3. Finalmente qualcuno che non mi fa sentire “blogger per caso”! Perché di fatto il mio blog non ha pretese didattiche, non rivela competenze in specifici settori, è lo spazio che si è ritagliato un’amante della scrittura che lo usa per raccontare, per soddisfare la voglia di dire qualcosa quando l’ispirazione non si completa nel progetto di elaborare un nuovo romanzo o racconto. Un passaggio di pensieri e parole, la tappa di un viaggio. Sono belli e interessanti i blog che danno consigli, che forniscono informazioni e, quando sono fatti bene, è pure piacevole seguirli, ma scrivere è un campo d’azione vasto ed il mio blog è il biglietto da visita per entrare in quello mio.
    Grazie per questo post nel quale mi sono seduta in una confortevole poltrona e non in una scomoda sedia 🙂

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...