Calvino vs Imperi/parte prima

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Udite, udite. Anzi, leggete, leggete, che oggi sono in vena.

«Italo Calvino, nelle sue Lezioni americane, parlando degli incipit spiega che “fino al momento precedente a quello in cui cominciamo a scrivere, abbiamo a nostra disposizione il mondo […]. Ogni volta l’inizio è quel momento di distacco dalla molteplicità delle storie possibili, in modo da isolare e rendere raccontabile la singola storia che ho deciso di raccontare”. Daniele Imperi, invece, nel suo blog Pennablu.it afferma che “non esiste un vero incipit, ma l’inizio è solo il punto in cui lo scrittore decide di incominciare a narrare la sua storia”».

Il passo che avete appena letto è fresco fresco di stampa, e lo potete trovare in libreria cercando Era una notte buia e tempestosa, di Davide Giansoldati e Ivan Ottaviani, breve saggio sull’arte di scrivere incipit narrativi efficaci.

Qual è la bella notizia? Ovviamente, non solo che Imperi sia citato in un saggio, ma che sia citato addirittura come l’altro estremo di Calvino nella costruzione letteraria per eccellenza: l’incipit. Se Calvino è un punto di riferimento per chiunque scriva, in Italia e forse anche nel mondo, da oggi – è proprietà transitiva – lo possiamo dire anche di Imperi, anzi del maestro al pari di Calvino. Rivolgendosi a lui, cari blogger mi raccomando, usare d’ora in poi e per i secoli a venire sempre e solo il titolo che merita, smettiamola col tu, e di dire che si è amici. Occorrerà venerazione.

Già immagino le conseguenze: la felicità di chi lo segue quotidianamente sul suo blog; i telegrammi di auguri («Congratulazioni per conquista vette Calvino stop»); i corpi freddi e penzolanti all’aria di editor impiccati sotto i ponti, appartenuti a case editrici ottuse che rifiutarono i suoi primi scritti, sottovalutando il potenziale editoriale di un giovane alla pari di Calvino. Le file di editori, agenti letterari, procacciatori di talenti che albergheranno davanti a Pennablù e che ora brameranno e sbraneranno per accaparrarsi i manoscritti che dall’alto il maestro elargirà; la cerchia degli amici di rete più fedeli, a cui lasciò un commento, un parere favorevole su un post, un’ospitata nel blog come guest star, e che ora li custodiranno religiosamente, come reliquie da esibire a date prefissate. Come targhe commemorative sui muri delle strade – «qui soggiornò Hemingway o Manzoni» –: «qui scrisse un commento Daniele Imperi» (un «grazie» vergato dalla mano sua nel mio blog, per esempio, quanto varrà su e-Bay?).
San Gennaro fa il miracolo del sangue, San Daniele quello di moltiplicare le visualizzazioni.

Mi rendo conto solo adesso, che un suo parere, ma che dico?, uno sguardo rivolto dal maestro nella mia direzione, nella vostra direzione, farà di me, di voi, un blogger di successo. Ed ecco che siamo già alla raccomandazione all’italiana, all’accerchiamento editoriale, al «mi fai la prefazione al mio libro in self-publishing?». Che disgrazia, proprio lui burbero per eccellenza, che ama i discorsi solitari con le vette alpine, proprio lui costretto al centro della scena per fama imperitura.

E guarda la combinazione, ma è combinazione o ispirazione da lui stesso ispirata?, ho scelto l’aggettivo più adatto per il maestro, quello che lo racconta meglio perché da lui origina: Imperi imperituro. È proprio vero: nel nome degli scrittori grandi, è legge inesorabile, è presente in divenire tutto il loro destino editoriale, la gloria eterna. Imperi imperat.

Mi spiace solo che gli italiani abbiano già scelto un capo dello Stato nuovo nuovo. Perché io non ho dubbi su chi avrei votato. Speriamo almeno che Pennablù diventi senatore a vita come fu Montale, un altro al pari di Calvino. E visto che si è finiti su Montale, perché non chiedere anche una candidatura al Nobel per la letteratura?

Nel frattempo, che non dimentichi le sue umili origini da blogger.
Che non si dimentichi di noi, miseri mortali.

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12 commenti

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12 risposte a “Calvino vs Imperi/parte prima

  1. Sto ridendo come un cretino, da solo, chiuso nel cubicolo che qui si ostinano a chiamare ufficio. Che “nomen omen”, si sapeva dall’antichità. Mi domando invece se lui sapesse, o se sia stato un gentile omaggio; ma non cerco risposte, che in Italia la dietrologia IMPERA e degenera 😉

  2. Giuse Oliva

    maaa… non so cosa fare… mi viene da ridere al solo pensiero.
    😀
    Non voglio sminuire Imperi, che stimo, ma se hanno avuto bisogno di citare Daniele, su un saggio… allora come editoria siamo messi proprio male…
    Citare un blogger? Forse avevano bisogno di visualizzazioni?
    Complimenti Daniele! Da oggi sarai famoso e la tua bellissima vita in solitaria, potrà dirsi conclusa 😀

    • Cara Giuse, centri il tema perfettamente. Devi avermi letto nel pensiero… Infatti questa è solo la prima puntata, quella divertente. Seguirà la seconda, amara, sul futuro dell’editoria.

  3. Semplicemente straordinari: Daniele con la corona di alloro sul capo e tu con il cappello da giullare alla sua corte! 😀 😀

  4. Che bello sapere che un amico è stato lanciato nel firmamento dei grandi… almeno avremo finalmente un buon motivo per odiarlo. 😛

    P.S. si apre ufficialmente il fan club: “Imperi c’hai stufato, sei peggio di Volo&Moccia!”. Iscrivetevi numerosi! 😀

  5. Puoi sempre ripensarci… non è che devi passarci per forza dal mio blog. Posso corromperti?

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