Giri di parole (per scrittori esperti e no)

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Come per il maiale, anche del blog non si butta niente. Oggi vi propongo di confrontarvi con un gigante della letteratura come Salinger, anche se nella traduzione italiana di Matteo Colombo per Einaudi.
Ovviamente è un gioco di scrittura, anzi di riscrittura, tra i più stimolanti in assoluto. Se siete scrittori esperti, e a maggior ragione se non lo siete ma vi piace giocare con le parole, il divertimento è assicurato, ve lo garantisco.

In che cosa consiste il gioco? Nel riscrivere un celebre passo del Giovane Holden – che ho già avuto modo di pubblicare sul blog per altri motivi –, riformulando il testo senza la presenza di una lettera dell’alfabeto, che quindi non deve più comparire nel brano, né all’inizio né all’interno delle parole.
Bisognerà quindi riproporre il testo con sinonimi per quanto possibile adeguati alla narrazione, in cui non compaia più una data lettera dell’alfabeto, mantenendo però stile e registro linguistico del brano originale.

Poiché sono estremamente perfido vi chiedo di riscrivere il testo a conclusione di questo post senza la lettera erre. Vi va di provare?

Come al solito copiate il brano e a revisione conclusa rincollatelo nei miei commenti. Sono certo che passerete un’ora a divertirvi e maledirmi, battagliando con le parole in una mission impossible. Battagliare no, ha la erre. Combattere! Pure… Anche pure ha la erre. Ma c’è un’azione espressa da un verbo che non la contenga? Aiuto!

Be’, siate un po’ creativi, anzi creativi senza erre, siate fantasiosi.

 

Sono arrivato che era ancora molto presto, così mi sono seduto su uno di quei divani di pelle vicino all’orologio nell’atrio e ho guardato le ragazze. Un sacco di scuole avevano già chiuso per le vacanze e c’era qualcosa come un milione di ragazze sedute e in piedi che aspettavano di veder arrivare quello con cui avevano appuntamento. Ragazze con le gambe accavallate, ragazze con le gambe non accavallate, ragazze con gambe pazzesche, ragazze con gambe orrende, ragazze che dovevano essere ragazze stupende, ragazze che dovevano essere delle stronze, a conoscerle. Era un gran bello spettacolo, non so se mi spiego. Per certi versi era deprimente, perché ti chiedevi che fine avrebbero fatto tutte quante. Una volta finita la scuola e l’università, dico. Ti immaginavi che quasi tutte avrebbero probabilmente sposato un cretino. Uno che parla sempre e solo di quanti chilometri fa con la sua stupida macchina con un litro. Che se la prende e fa i capricci come un bambino se lo batti a golf, o anche solo a un gioco stupido come il ping-pong. Uno di quelli veramente cattivi. Di quelli che non leggono mai un libro.

 

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30 commenti

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30 risposte a “Giri di parole (per scrittori esperti e no)

  1. Tra un po’ mi risponderai male, lo so… 🙂
    Mai giocato a #liposcrivilo con scrivere creativo e #scritturebrevi?

    http://scriverecreativo.com/

  2. Sono giunto in anticipo, così mi sono seduto su uno di quei divani di pelle vicino alla pendola, nell’angolo della stanza, e ho adocchiato le “tipe”. Un sacco di scuole avevano già chiuso, in vista delle vacanze, così quelle stavano lì, sedute o in piedi, aspettando il “tipo” con cui avevano appuntamento. Qualcuna con le gambe accavallate, con le gambe non accavallate, con gambe pazzesche, con gambe agghiaccianti, alcune stupende, o solo puttane, conoscendole.
    Un bello spettacolo, non so se mi spiego. Ma anche avvilente, immaginandone il domani. Una volta finita la scuola e gli studi, dico. Te le immaginavi quasi tutte sposate con un deficiente. Un pallone gonfiato che non vada più in là, con la testa, di quanto consumi con la sua stupida macchina. Che si lagni come un bambino se lo batti a golf, o anche solo a un gioco stupido come il ping-pong. Uno di quelli cattivi senza scampo. Di quelli che non leggono mai non dico una poesia, ma nemmeno una pagina.

    • Bello spettacolo, non so se mi spiego… mi pare che hai interpretato liberamente alcune parti. Puttane, per esempio, non mi pareva nelle intenzioni di Holden, troppo puro lui per usare un’espressione così forte, che ne pensate? Però non sei stato il solo a usarla come espressione…

      • Non mi piace essere pedante e trovare solo qualche parola, sul vocabolario, giusto per essere ligio. Così interpreto 🙂
        Per il resto ho scelto una linea “giovanilistica”: tipe, tipo, puttane… ho preso un timbro e ho cercato di seguirlo fino alla fine.

        A me ha fatto ridere l’orologio, che per tutti è diventato un pendolo 🙂

      • Ma certo, il bello è interpretare coerentemente il brano, scelta una linea seguirla. Non ci avevo pensato, per la verità. Io al contrario sono stato ligio, ligissimo, quasi grigio. Adesso pubblico la mia versione. Se l’orologio ti fa ridere perché diventa pendolo-pendola, aspetta di vedere la mia “interpretazione”…

  3. Eccomi! Ho cercato di immedesimarmi in un punto di vista maschile e di modernizzare un po’ il vocabolario, inserendo un po’ di gergo giovanile. Cosa ne pensate? Io mi sento un po’ blasfema, ma poco importa. Mi sono divertita. 🙂

    Sono giunto decisamente in anticipo, così mi sono seduto su uno di quei divani di pelle vicino alla pendola nella hall, e ho fissato le studentesse. Un sacco di scuole avevano già chiuso in occasione delle vacanze ed io vedevo qualcosa come un milione di giovani donne sedute e in piedi che aspettavano il belloccio con cui avevano appuntamento. Femmine con le gambe accavallate, femmine con le gambe non accavallate, femmine con gambe pazzesche, femmine con gambe anti-sesso, femmine che dovevano essere anime stupende, femmine che dovevano essere delle puttane, bastava un’occhiata. Vedevo un gran bello spettacolo, non so se mi spiego. In alcuni casi alimentava una sensazione di angoscia: chissà che fine le aspettava. Una volta finita la scuola e il college, dico. Le immaginavo quasi tutte sposate con un coglione. Uno che si bulla costantemente e solo di quanto voli la sua stupida macchina con una pugnetta di benzina. Che si incazza si lagna come un bambino se lo batti a golf, o anche solo a un gioco stupido come il ping-pong. Uno di quelli impunemente cattivi. Di quelli che non leggono mai nemmeno una pagina.

    • Bella versione, sono contento che ti sia divertita. In effetti è questo che conta. Tra l’altro si mettono in moto dei ragionamenti per trovare le parole adatte che, chissà, andrebbero ripetuti anche nella propria prosa, per migliorarla. Appena ho un attimo inserisco anche la mia versione, che ho redatto a mano ieri sera. Ma la tua ha molte soluzioni migliori della mia già così a occhio. Dovevano essere era l’unico scoglio davvero insuperabile, se non cambiando completamente la costruzione della frase, anch’io mi ci sono incagliato, quasi rinunciando a cambiarlo (in realtà non mi ricordo più come mi sono comportato, non l’ho sotto mano in questo momento).

    • Stile Chiara, post-moderno ovviamente…

      • Io ho cercato di non modificare la struttura della frase, ma di cercare sinonimi e perifrasi. Però, pur muovendomi entro questi confini, ho voluto immaginare Holden nei panni di un qualunque adolescente dei giorni nostri. Se avessi avuto più libertà, gli avrei messo in mano uno smartphone! 😀

      • Questo potrebbe essere un altro gioco interessante, dovrò pensarci. Rifare con linguaggio moderno e usando ambientazioni attuali brani del passato. Credo che saresti in pole position per riscriverli.

      • P.S. ieri, mentre tornavo a casa, stavo ripensando al testo e mi è venuto il pallino di modificare l’ultima frase con “non leggono mai niente, nemmeno il manuale d’uso della caldaia”… mi sembra più coerente e verosimile, ma forse mi prendo troppe libertà! 😀

      • Il manuale d’uso della caldaia è fantastica come soluzione “libera”, forse però a un adolescente non verrebbe mai in mente una caldaia, se non fatto di crack. Che ne pensi?

  4. Questa pova mi intiga! E pe non fami condizionae, non ho letto le alte isposte.
    (Tanto pe cominciae, ho tolto le “R” anche da qui) 😀

    Sono giunto in anticipo, così mi sono seduto su uno di quei divani di pelle vicino al pendolo nella stanza degli ospiti e ho dato un’occhiata alle fanciulle. Un sacco di scuole avevano già chiuso in occasione delle vacanze e mi sono imbattuto in qualcosa come un milione di fanciulle sedute e in piedi che aspettavano che giungesse quello cui avevano dato appuntamento. Fanciulle con le gambe accavallate, fanciulle con le gambe non accavallate, fanciulle con gambe pazzesche, fanciulle con gambe vomitevoli, fanciulle che avevano un passato da miss, fanciulle che diventavano odiose se solo ne chiedevi il nome. Uno spettacolo epico, non so se mi spiego, che tuttavia mi avviliva, in quanto immaginavi la fine possibile di ciascuna di esse. Una volta finita la scuola e completati tutti gli studi, intendo. Ti immaginavi quasi tutte queste giovani donne sposate con qualche stupido. Uno che sa molto bene di cosa è capace la sua stupida macchina se lasciata con un po’ di benzina. Che si offende e piagnucola come un bambino se lo batti a golf, o anche solo a un gioco banale come il ping-pong. Uno di quelli molto cattivi. Di quelli che non sanno nemmeno cos’è l’alfabeto in un manuale.

  5. Questa la mia versione, molto meno creativa delle altre, me ne rendo conto.

    Sono giunto che stavo di nuovo molto in anticipo, così mi sono seduto su uno di quei divani di pelle vicino alle lancette che spaccano i minuti nell’ampio vestibolo e ho puntato gli occhi sulle fanciulle. Un sacco di scuole avevano già chiuso causa vacanze e ci stava qualcosa come un milione di fanciulle sedute e in piedi che aspettavano la venuta di quello con cui avevano appuntamento. Fanciulle con le gambe accavallate, fanciulle con le gambe non accavallate, fanciulle con gambe pazzesche, fanciulle con gambe disgustose, fanciulle a cui si dovevano qualità stupende, fanciulle a cui si dovevano qualità odiose, facendone un po’ la conoscenza. Senza dubbio un bellissimo spettacolo, non so se mi spiego. Da alcuni punti di vista anche un po’ avvilente, in quanto ti chiedevi che fine toccava a tutte quante. Una volta finita la scuola o l’ateneo, dico. Ti immaginavi che quasi tutte finivano facilmente sposate a un deficiente. Uno che dice continuamente e solo quante miglia fa la sua stupida macchina con un gallone. Che gli va il sangue alla testa e fa le bizze come un bambino se lo batti a golf, o anche solo a un gioco stupido come il ping-pong. Uno di quelli decisamente cattivi. Di quelli che non leggono mai un volume stampato.

    • Che il pendolo sia diventato “lancette che spaccano i minuti” è fantastico!
      Mi è piaciuto molto, invece, come abbiamo provato tutti a sostituire l’aggettivo “orrende” di gambe: agghiaccianti, Michele; anti-sesso Chiara; vomitevoli io e disgustose tu.
      Povere gambe! 🙂

      • Verissimo. C’è davvero una ricchezza di vocaboli per dire la stessa cosa. In fondo abbiamo tutti fatto i traduttori da italiano a italiano. E credo che quando si dà un vincolo di scrittura così stretto come questo, poi si va in cerca di vocaboli che non ci sarebbero mai venuti in mente. Diventa vera scrittura creativa proprio perché c’è una limitazione forte nella scelta lessicale. Mi piacerebbe che si aggiungessero altri “traduttori” al brano. Ne vedremmo ancora più di agghiaccianti, anti-sesso, vomitevoli, disgustose. E perché no anti-tentazione o simili? Potremmo anche riscrivere lo stesso brano variando la lettera mancante, e ne verrebbero altre 20 versioni. Povero Salinger…

    • Le lancette sono uno spettacolo! non mi sembra affatto meno creativa… a me fa molto “fine ottocento”, scritta così.

  6. Beh, ora voglio anch’io una definizione! 😀

  7. Anche io ho usato fanciulle: dite che stona rispetto a come poi ho deciso di proseguire? 🙂

  8. paola

    Giunsi all’alba e mi sedetti su un divano di pelle vicino al pendolo che faceva tic tac e allungai gli occhi sulle fanciulle. Le scuole avevano già chiuso causa vacanze estive e un milione di fanciulle aspettavano li sedute con le gambe accavallate, non accavallate, gambe bellissime e non belle, fanciulle con sembianze stupende e fanciulle molto stupide al contatto al di là della sembianza. Tutto molto bello, non so se mi spiego. Un pochino stupido quando immaginavi a quale fine si stavano avvicinando tutte quante, una volta finita la scuola intendo. Ti immaginavi quasi tutte legate nel bene e nel male a un uomo stupido che ama innanzi tutto la sua stupida macchina e piange come un bambino se lo batti a golf, o anche solo a un gioco stupido come il ping-pong. Un uomo di quelli cattivi che non leggono mai un testo di fantasia.

    • Grazie Paola per aver partecipato al gioco. Anche tu hai saputo, come gli altri, riscrivere in chiave personale l’identico brano di partenza. Il pendolo che fa tic tac al posto dell’orologio all’inizio e il testo di fantasia in sostituzione del libro alla fine, sono due scelte sicuramente colorate e cariche di metafore. Pensa se a scuola gli insegnanti anziché dire agli alunni “prendete il libro” dicessero “ora leggiamo un testo di fantasia”. Sarebbe tutta un’altra cosa, da dimenticarsi di guardare l’orologio, anzi il pendolo che fa tic tac.

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