Perché una daina sì e un aquilo no

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Adesso voglio parlarti brevemente dei nomi di animali: anche qui, come per i nomi di persona, la lingua italiana ha il maschile e il femminile, ma tradizionalmente sono usati solo per i nomi di animali domestici o anche per quelli selvatici, ma molto famosi: il cane/la cagna, il cavallo /la cavalla, il leone/la leonessa. Per gli altri animali, che sono la maggioranza, si usa di solito un solo genere grammaticale che può essere maschile (daino, corvo) o femminile (lepre, aquila) e si usa per i due sessi, precisando, se occorre, un daino femmina, un’aquila maschio. Anche in questo caso, però, non lasciarti togliere la tua libertà: la lingua ti mette a disposizione una struttura grammaticale e se vuoi puoi usarla, e puoi dire una daina, una corva; forme così si trovano a volte nelle favole per i bambini, perché dire mamma daino a un bambino può confondere le idee, invece mamma daina è chiarissimo, per il bimbo che legge e anche… per il cucciolo di mamma daina, che magari sarà un dainino. Però attenzione, non puoi fare il contrario, non puoi dire un lepro o un aquilo, se non per scherzare (per scherzo ho sentito usare anche mammo!), perché la lingua italiana deriva il femminile dal maschile e non viceversa: è fatta così e non possiamo farci niente.

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2 commenti

Archiviato in Dove vanno le parole

2 risposte a “Perché una daina sì e un aquilo no

  1. Visto che ci sto lavorando in questi giorni: il femminile di “medico”?
    Giusto per avere un’alternativa a dottoressa e professoressa…

    • Ho fatto qualche telefonata sottoponendo a chi ne sa più di me la tua apparentemente semplice domanda. Apparentemente… Dal punto di vista grammaticale è facile, il femminile di medico è medica. Non so a te, ma a me suola male. Ma c’è anche a chi suona bene, e se tu volessi usarla nel tuo romanzo nessuno potrebbe dirti che è sbagliato. Infatti è correttissimo. Però, lo userei più facilmente in un libro di medicina, nel bando di un concorso pubblico per tre posti da medico barra medica, in un discorso sulle pari opportunità della presidente della Camera Boldrini. Le alternative sono donna medico o medico donna. Nel tuo romanzo preferirei forse leggere dottoressa/professoressa. Un giro interminabile per tornare punto e a capo…

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