Caro lettore, amore mio e poeta

foto_cigno

Caro lettore che mi segui abitualmente, o addirittura sei uno dei settanta che finora ha fatto la pazzia di iscriversi a questo blog per essere informato con un giro di mail su ciò che pubblico, oggi mi rivolgo a te. Personalmente.

Di passaggio casuale in rete o abbonato della prima ora, ti penso sempre, sei per me al centro. L’amore, lo sai, è tante cose, ma la prima che apprezzo del nostro rapporto è la pazienza di leggermi tutti i giorni, che è una grande qualità: senza pazienza, se ci pensi, non ci può essere amore, quindi so che tu mi ami.
Già qui però sto mistificando, lo so che non mi leggi tutti i giorni. Non potresti, umanamente. Ti capisco. A volte mi leggi, a volte non mi leggi, come in amore a volte ci si ama, a volte ci si odia. Però so che ti arriva una notifica da qualche parte ad avvertirti ogni giorno che ho scritto un altro post. Un altro post!

Ti segnalo che quello odierno è il numero 301, che non ti sto dando tregua da mesi, che ti suono il campanello ogni mattina, anche nei weekend, anche a Natale, come solo un seguace di religioni minori è autorizzato a fare. Sono insistente, come solo certi innamorati non corrisposti riescono a essere insistenti. Ti prometto consigli di scrittura inutili, come inutili sono le promesse di certi politici. Magari non hai neppure la vocazione per scrivere. Magari a te piace solo leggere. O fare altro.
Mi rendo conto che non hai ancora cancellato la notifica del giorno precedente, che te n’è arrivata un’altra. Sono tutte mail d’amore, credimi. A volte fanno ridere, a volte no. Qualcuna fa pensare, altre ti chiedi se abbia cambiato pusher. Vorrei giocare, ecco giocare con te. Giocare con te con parole nuove, le mie che si mischiano alle tue, quando hai voglia di commentare. Dovresti avere sempre voglia di commentare, in amore. «Ti è piaciuto?», «Quanto ti è piaciuto?», «Non ti è piaciuto?», «E perché non ti è piaciuto?». Che facile ironia!, che semplificazione!, perdonami non si tratta di questo.

Ecco, il commentare. In amore il commento è libero: «Mi passi il sale?». Non sei obbligato a rispondere sì, no. Puoi dire anche «ho visto il gatto». Vale anche questo come commento ugualmente valido. I post sulla scrittura, per esempio quello di ieri sulla focalizzazione sono solo una scusa, non me ne frega niente. È un punto di partenza, non di arrivo. Non devi pensare che per commentare devi possedere delle competenze sull’argomento che propongo giorno dopo giorno, puoi rilassarti come è giusto fare in amore, dove non è questione di intelligenza (si spera); l’intelligente a tutti i costi non viene su blog di Da dove sto scrivendo, va su Repubblica, da Mozzi (ci sono stato), da Cotroneo (ci sono stato). Mi basta che mi parli. Sono forse io intelligente? No, che non lo sono. A volte scrivo cose di cui non so nulla! Però ogni giorno voglio una scusa per poter parlare con te, immaginare la tua voce dietro il tuo nickname, dietro le tue parole di commento.

Mi piace che clicchi sul mi piace. Questo di solito piace molto ai blogger, ma mi piacerebbe di più che tu mi dessi un bacio. Mi dia, mi daresti un bacio, mi dai un bacio, vedi, ho problemi pure con il congiuntivo. Comunque non è la stessa cosa: se si ama non si dice «ti mando un bacio», «ti amo»: ci si scambia direttamente la saliva. Il blog è scambio, altrimenti non è un blog, diventa una pubblicazione, un saggio. Dai, facciamo gli scambisti. Un mio post, le mie parole, forse cambiano qualcosa in te, alcune particelle di te, ti fanno affrontare la giornata con una trasformazione non prevista (perdi l’autobus perché mi stai leggendo sullo smartphone, ritardi l’uscita di casa di quel quarto d’ora per leggere l’aggiornamento di oggi – che è anche meglio perché intanto l’aria si riscalda). Se non sono questi segnali d’amore, dimmi tu che devo fare per dirti parlami. Voglio la poesia.

Ecco, la poesia. Da te voglio la poesia, so che sei un concentrato di poesia, di poesie, che è poi quello che manca in questo blog: editoria, appunti di scrittura, fiction. Manca la poesia. Cioè manca tutto il resto: la poesia è tutto il resto, è una visione della vita, manchi tu. Cosa fai questa mattina, dove sei, chi incontri? Ma non il capoufficio, il cliente, la professoressa all’università. Un raggio di luce che disegna un’immagine sul pavimento, il vociare dei bambini all’asilo all’angolo, un cane che sonnecchia alla fermata dell’autobus. Tutte cose che da dove sto scrivendo non posso vedere né sentire. Raccontami di questo, vieni senza preavviso, senza invito: tre di notte, l’amore suona alla porta o squilla il cellulare: «Posso salire?», «Sei sveglio? Ho fatto un sogno, te lo voglio raccontare». «Ma io sto facendo altro, sto dormendo, sto scrivendo un post sul punto di vista». Non è certo amore, questo. L’amore è sali. L’amore è possibilità, cambiare rotta ora. Che amore è quello che rimanda a domani, all’argomento giusto, alla situazione appropriata? Che poi è falso comunque. Non frega a nessuno, né a chi scrive né a chi legge, delle dieci parole che devo o non devo usare in un romanzo, conterà più quanta poesia ci può stare dentro, e soprattutto fuori da quel romanzo, fuori da questo blog, ma che tu devi portare dentro: è la tua poesia. Sei tu, l’amore mio.

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22 commenti

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22 risposte a “Caro lettore, amore mio e poeta

  1. Bello questo post, Hell!! 🙂
    Facciamo gli scambisti, dai! Ti invito ufficialmente a scrivere un guest per appunti a margine! 😀 Se ti interessa, scrivimi in mail! 😉

    • Che onore, non so quali appunti a margine di qualità potrò mai aggiungere ai tuoi. Ti contatterò, vedremo. 🙂
      Però facciamo gli scambisti subito, scambisti di visioni poetiche. Prendi il commento che segue al tuo, quello di Marina, per esempio. Dice che l’aria è caldissima oggi e che le mie parole hanno imprevedibilmente trasformato la sua giornata. Aggiungo io che uscendo ho visto a lato dei marciapiedi macchie di colore viola, migliaia di petali di non so che fiore, talmente leggeri che dovrebbero disperdersi nel vento e invece hanno la forza di raggrupparsi per colorare le strade del mio quartiere. Aggiungi a questi pensieri la tua osservazione, non ti sarà difficile, il tuo karma è sempre vigile. Falle viaggiare in rete, chiedi di riprenderle, di allargarle, di arricchirle, che viaggino di blog in blog per raggiungere che neppure conosciamo. Diffondiamo intenzioni poetiche, nostre, tutte quelle che riusciamo a far viaggiare oggi.

  2. Caspita, sono rimasta senza parole o, come direbbe un innamorato, senza fiato! Ecco, mi hai tolto parole e fiato.
    Oggi dev’esserti successo qualcosa di speciale! Sto cercando di “focalizzare” il tuo post di oggi, così, nel frattempo, abbraccio anche quello di ieri: vedi, io sono una che fa poesia con i fatti, perché ti seguo senza perdermi un colpo, commento senza farmi sfuggire l’occasione e… acc, devo correre a prendere i ragazzi da scuola: l’aria è caldissima e questo post ha imprevedibilmente già trasformato la mia giornata!

    • Marina ha scritto: l’aria è caldissima oggi e le tue parole hanno imprevedibilmente trasformato la mia giornata. Aggiungo io che uscendo ho visto a lato dei marciapiedi macchie di colore viola, migliaia di petali di non so che fiore, talmente leggeri che dovrebbero disperdersi nel vento e invece hanno la forza di raggrupparsi per colorare le strade del mio quartiere. Se unisci questi due pensieri in un unico post e lo rilanci sul tuo blog, e qualcuno se li viene a prendere e ci aggiunse qualcosa di piccolo e poetico che ha captato oggi, possono viaggiare in rete di blog in blog insieme ad altri per raggiungere chi neppure conosciamo, magari un blog che tratta qualche malattia genetica rara. Diffondiamo intenzioni poetiche, nostre, tutte quelle che riusciamo a far viaggiare oggi, facciamole viaggiare ovunque.

      • Sì, l’idea è bella, ho un po’ di tempo a disposizione e magari contribuisco a dare seguito al tuo delirium poeticum, ma io continuo a chiedermi quale strana stella ti abbia colpito la notte scorsa per darti questo, direi, originale risveglio! 🙂

      • Ahah, l’ho fatto! Come fai a convincermi sempre a partecipare alle tue iniziative?!
        P.S. Che poi, se lo sapevo, mi impegnavo di più a “fare poesia” ! 🙂

      • Lo fai per me, per Il flauto e tutti gli altri. 🙂

      • Ho trovato poetico l’interrompere i social network per scappare in una giornata che ti avvolge di calore a recuperare i figli. Sembra una cosa di tutti i giorni, quotidiana, eppure anche questo è calore, ma non più percepito epidermicamente, non è più visto nella sua componente poetica. Sei sempre in tempo per correggere il tuo frammento e cambiarlo, aggiungere tutto ciò che hai voglia di regalarci.

  3. Secondo me hai solo sbagliato pusher… 😄
    Dai, con la dose di domani andrà meglio. 🙂

  4. Giuseppe

    L’aria è caldissima oggi e le tue parole hanno imprevedibilmente trasformato la mia giornata. Uscendo ho visto a lato dei marciapiedi macchie di colore viola, migliaia di petali di non so che fiore, talmente leggeri che dovrebbero disperdersi nel vento e invece hanno la forza di raggrupparsi per colorare le strade del mio quartiere. E guardo le persone con meraviglia, camminando per strada mi lascio attraversare dentro l’anima cercando di catturare i loro pensieri; gioia, dolore, amore, ansie o tristenza non importa. Voglio custodire dentro il mio cuore, per un infinito breve momento, questi fotogrammi di vita.

    • Ciao Giuseppe, hai raccolto la scia. Ora, se hai un blog, se sei su facebook, un social, se hai una cassetta delle lettere deposita lì tutti questi pensieri e falli viaggiare a tua volta, chissà che altri non li faranno giungere sempre più lontano.

  5. “L’amore molesto”? ;P
    La poesia, come l’amore non si chiede. Se io domando: “mi ami?” qualsiasi risposta abbia mi lascerà insoddisfatto. Senza contare che la poesia è supremamente difficile e che i poeti (veri) si contano sulle dita di una mano; tutte le volte che ci ho provato ho davvero misurato la pochezza della mia profondità.
    “Ergo?”, mi dirai.
    Ergo ti voglio più bene se non faccio il poeta 🙂
    PS: ho appena finito “Norwegian wood” di Murakami. Non offenderti, ma mi ricordi proprio Midori 😉

  6. Hai visto, Helgaldo? Un animo nobile ha raccolto il tuo invito tramite il mio post! Bello, no?

  7. We love you too ❤

    …forever…

    (il forever va letto con voce roca minacciosa, della serie non ti libererai mai di noi… buahahahaha)

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