Thriller paratattico con sviluppo ipertestuale

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Un ipertesto organizza l’informazione testuale in maniera non lineare, attraverso una struttura costituita da blocchi di informazione collegati tra loro da percorsi, detti link, che il lettore può seguire o no, costruendo in tal modo all’interno del testo – e delle possibilità prefigurate per lui dall’autore – un proprio individuale percorso di lettura.
Meglio di così non si può dire. Posso affermarlo con sicurezza perché a scriverlo non sono io ma Gino Roncaglia in Nuove frontiere della scrittura.

Come vedete ho appena creato un ipertesto, un approfondimento esterno al testo che ci permette di interrompere il flusso di lettura di questa pagina per inerpicarsi per sentieri secondari che forse ci condurranno a uno scorcio mozzafiato che ci saremmo persi se avessimo seguito la via maestra.

Se oggi non sei uno scrittore 2.0, se non hai familiarità con gli ipertesti, non solo nella lettura ma anche nella creazione artistica, avrai vita sempre più dura nell’editoria. Bisogna fare di necessità virtù.

Gli ipertesti vanno però progettati, non basta limitarsi a creare un collegamento a Wikipedia: consistono di note, corredi bibliografici, link audiovisivi, elementi tutti finalizzati ad arricchire il testo, e in grado di realizzare la serendipità, cioè la sensazione piacevole che si prova nel trovare una cosa imprevista mentre se ne cerca un’altra.

Un link ben progettato è un po’ come aprire un baule dimenticato in soffitta e trovarci dentro inaspettatamente i vecchi giochi di quando eravamo piccoli: un piacevole imprevisto per noi lettori, ma assolutamente previsto dall’autore 2.0.

Perciò, ancor più delle volte precedenti, il nostro thriller paratattico di partenza è solo il punto di partenza. Cosa ne costituisca l’ipertesto dipende solo dalla creatività della versione che sarete in grado di ideare.

Non so se l’esperimento è alla mia portata, però voglio provarci. Provateci anche voi.
Buono sviluppo ipertestuale e serendipità a tutti.

 

Ah, già, il brano paratattico: concentrato sull’ipertesto mi stavo quasi dimenticando il testo…

Una giovane donna si trova sperduta nel quartiere parigino di Montmartre, intorno a lei una scura coltre di buio. La giovane cammina fra i vicoli costeggiando un lungo muro, ha paura, entra finalmente in una casa. Sale le scale, comincia a intravedere una luce, si trova nel mezzo di un bar frequentato da uomini ubriachi. Gli uomini si avventano su di lei: la vogliono rapinare, forse abusarne. La donna urla di terrore, i maniaci la legano, la buttano in un fiume, aspettano sulla riva di vederla divorata dai topi. La donna sprofonda nell’acqua, comincia a dondolare. Si sente soffocare. Una mano la scuote, si sveglia, finalmente la voce amica del dentista: «Tutto fatto signora. Mezza corona, prego!»

Alfred Hitchcock con Helgaldo

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47 commenti

Archiviato in Moleskine

47 risposte a “Thriller paratattico con sviluppo ipertestuale

  1. Una
    giovane donna
    si trova sperduta
    nel quartiere
    parigino di Montmartre,
    intorno a lei una scura
    coltre
    di buio. La giovane cammina fra i vicoli costeggiando
    un lungo
    muro
    , ha paura, entra finalmente in una casa. Sale
    le scale, comincia a intravedere
    una luce
    , si trova nel mezzo di un bar
    frequentato da uomini ubriachi
    . Gli uomini si avventano su di
    lei: la vogliono rapinare,
    forse abusarne.
    La donna urla
    di terrore
    , i maniaci la legano,
    la buttano
    in un fiume
    , aspettano sulla riva di vederla divorata
    dai topi
    . La donna sprofonda nell’acqua, comincia a
    dondolare.
    Si sente soffocare.
    Una mano la scuote, si sveglia,
    finalmente la voce
    amica
    del dentista: «Tutto fatto signora. Mezza corona,
    prego!»

  2. Una giovane donna si trova sperduta nel quartiere parigino di Montmartre, intorno a lei una scura coltre di buio. La giovane cammina fra i vicoli costeggiando un lungo muro, ha paura, entra finalmente in una casa. Sale le scale, comincia a intravedere una luce, si trova nel mezzo di un bar frequentato da uomini ubriachi. Gli uomini si avventano su di lei: la vogliono rapinare, forse abusarne. La donna urla di terrore, i maniaci la legano, la buttano in un fiume, aspettano sulla riva di vederla divorata dai topi. La donna sprofonda nell’acqua, comincia a dondolare. Si sente soffocare. Una mano la scuote, si sveglia, finalmente la voce amica del dentista: «Tutto fatto signora. Mezza corona, prego!»

    Alfred Hitchcock con Helgaldo

  3. Ecco, bene, io ho il mio bel testo, ma… come li faccio i collegamenti ipertestuali? 😦

  4. E ora vediamo se WordPress si incarica di rendere cliccabili i collegamenti!

    Da qualche mese, la scuola linguistica di Mister Helgaldo (https://dadovestoscrivendo.wordpress.com) sta proponendo dei divertenti esercizi di scrittura su come dare diverse letture a un testo paratattico scritto con la collaborazione di Hitchcock (https://it.wikipedia.org/wiki/Alfred_Hitchcock). Gli studenti più assidui, Marina (http://trentunodicembre.blogspot.it) e Michele (https://michelescarparo.wordpress.com) hanno invaso di versioni e commenti il breve brano thriller proposto, ma negli ultimi tempi l’intervento di un coniglio mannaro (http://spartacomencaroni.blogspot.it) e di una giovane donna, Iara R.M, hanno fornito un contributo efficace all’iniziativa.
    E, a proposito di giovani donne, ce n’è una che si è persa nei vicoli di Montmatre (http://www.parigi.it/it/montmartre_il_quartiere_degli_artisti.php) che aspetta di fare la sua nuova comparsa nell’esercizio linguistico di oggi, per raccontare ancora una volta la sua disavventura causata da un fastidioso ascesso dentale (http://www.my-personaltrainer.it/benessere/ascesso-dentale.html).
    Ci troviamo, infatti, ancora una volta a Parigi, dove una scura coltre di buio costringe la donna a trovare riparo in una casa dove, in realtà, c’è un bar frequentato da uomini ubriachi. Gli uomini si avventano su di lei: la vogliono rapinare, forse abusarne. La donna urla di terrore, i maniaci la legano, la buttano nel fiume, aspettano sulla riva di vederla divorata dai topi. La donna sprofonda nell’acqua, comincia a dondolare. Si sente soffocare. Una mano la scuote, si sveglia, finalmente la voce amica del dentista: «Tutto fatto signora. Mezza corona, prego!»

    • WoW, l’ha fatto! 🙂

    • Bravissima Marina, sei la dimostrazione che con la perseveranza e l’aiuto della rete (il nostro Michele), anche gli ipertesti diventano alla portata di tutti. Forse basta eliminare le parentesi ai link e la tua versione diventa identica a quello che avevi immaginato, e che Michele ha postato per te. D’ora in poi qualunque sviluppo al thriller non ci deve preoccupare, siamo capaci di tutto. Per arrivare a fare rete mi sono inventato in un’ora un secondo blog, con legge sulla privacy inclusa, quando per costruire il primo ho impiegato tre mesi di vani tentativi. Dobbiamo fare delle prove, il web 2.0 è fatto per sperimentare. Prova a riproporre il testo senza le parentesi, secondo me viene uguale a quello di Michele…

      • No: io l’ho modificato e lavorato con un editor html. Non è difficile, ma bisogna saperne un po’ 🙂

      • La dimostrazione che ne so poco, sono uno scrittore 1.3, punto 4 al massimo…

      • La scuola Helgaldiana è parecchio impegnativa! Ma, come ho scritto a Michele e ripeto anche in pubblico, la verità è che ti vogliamo bene! 🙂

      • Wow, questo è un commento impegnativo. Non so se Michele vorrà impegnarsi a sua volta. Mi metto alla finestra e aspetto la risposta, ma conoscendolo (per ciò che scrive) sarà già partito per i mari del Sud, per la Legione straniera, per Ibiza.

      • Ma certo: come si fa a non amare la Scuola Helgaldo? It’s funny. Don’t ever tell anybody anything. If you do, you start missing everybody.

        (Questo commento è stato inviato da un remoto scoglio nel Dodecaneso)

  5. Ecco la versione di Marina:

    Da qualche mese, la scuola linguistica di Mister
    Helgaldo
    sta proponendo dei divertenti esercizi di scrittura
    su come dare diverse letture a un testo paratattico scritto con la
    collaborazione di Hitckock.
    Gli studenti più assidui, Marina
    e Michele
    hanno invaso di versioni e commenti il breve brano thriller proposto,
    ma negli ultimi tempi l’intervento di un coniglio mannaro
    e di una giovane donna, Iara R.M, hanno fornito un contributo efficace
    all’iniziativa.
    E, a proposito di giovani donne, ce n’è una che si
    è persa nei vicoli di Montmatre
    che aspetta di fare la sua nuova comparsa nell’esercizio
    linguistico di oggi, per raccontare ancora una volta la sua
    disavventura causata da un fastidioso ascesso
    dentale
    .
    Ci troviamo, infatti, ancora una volta a Parigi, dove una scura coltre
    di buio costringe la donna a trovare riparo in una casa dove, in
    realtà, c’è un bar frequentato da
    uomini ubriachi. Gli uomini si avventano su di lei: la vogliono
    rapinare, forse abusarne. La donna urla di terrore, i maniaci la
    legano, la buttano nel fiume, aspettano sulla riva di vederla divorata
    dai topi. La donna sprofonda nell’acqua, comincia a
    dondolare. Si sente soffocare. Una mano la scuote, si sveglia,
    finalmente la voce amica del dentista: «Tutto fatto signora.
    Mezza corona, prego!»

  6. iara R.M.

    Non potevo marinare anche questa prova!
    Non so se ho usato correttamente il programma suggerito da Michele…
    Ho tentato. Punto. Vediamo se supero la prova tecnica, altrimenti urge un corso di preparazione!!!

    Helgaldo con…

    Una giovane donna si trova sperduta nel quartiere parigino di Montmartre, intorno a lei una scura coltre di buio.
    La giovane cammina fra i vicoli costeggiando un lungo muro, ha paura, entra finalmente in una casa.
    Sale le scale, comincia a intravedere una luce, si trova nel mezzo di un bar frequentato da uomini ubriachi.
    Gli uomini si avventano su di lei: la vogliono rapinare, forse abusarne. La donna urla di terrore,
    i maniaci la legano, la buttano in un fiume, aspettano sulla riva di vederla divorata dai topi.
    La donna sprofonda nell’acqua, comincia a dondolare. Si sente soffocare.
    Una mano la scuote, si sveglia, finalmente la voce amica del dentista:
    «Tutto fatto signora. Mezza corona, prego!»

  7. iara R.M.

    Non è venuto 😥

    • Grande! Una classe di studenti 0.0 ahaha!

      • Cara Marina, hai ragione. Ai tempi di Internet siamo praticamente a zero. Se vogliamo essere autori contemporanei, e non dei classici, qualcosa sull’ipertestualità deve entrare nel nostro bagaglio di conoscenze.

      • Le conoscenze tecniche, forse, con un po’ di buona volontà possono arrivare, io mi sono dannata nel mio ebook a fare i collegamenti ipertestuali con i vari capitoli… e ci sono riuscita!
        Dici che in questa occasione ho ceduto alla pigrizia?
        Ma come non accogliere subito a braccia aperte la proposta tanto carina del buon Michele? 🙂

    • Mandamelo in posta elettronica con i link, te lo posto io. 🙂

      • iara R.M.

        Io voglio imparare!!! 😦
        Non mi arrendo ancora… ci sarà un tutorial…
        Aspettate. Mi studio qualcosa e ci riprovo.
        Tanto questa si può cancellare,vero? ^_^

      • Certamente, vuoi che cestino la tua prima versione? Oppure la teniamo per vedere l’avanzamento dei lavori?
        Non volevo crearti delle difficoltà, però uno scrittore che sa destreggiarsi con i link potrebbe avere più possibilità narrative di chi ancora non lo sa fare. Dimmi tu come devo procedere.

  8. iara R.M.

    A me piacciono le difficoltà. :-p
    Ci devo sbattere la testa per un po’… è una sfida con me stessa ora 🙂

    Il tentativo lasciamolo, altrimenti potremmo sembrare pazzi deliranti a chi passasse di qui per la prima volta.

    • Tu ti preoccupi ora della nostra reputazione mentale? Basterebbe rileggere ciò che abbiamo prodotto nelle versioni precedenti per prenderci tutti per pazzi deliranti. Ormai è certificato. Mi stupisce invece che i pazzi non aumentino in misura esponenziale versione dopo versione, eppure di blogger abbastanza fuori di testa ne conosco un sacco…

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