Thriller paratattico con sviluppo scientifico

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Due più due fa quattro, tranne che per gli scrittori che sfruttando la creatività che li contraddistingue potrebbero giungere a qualsiasi numero, anche il più strampalato e sorprendente, se il processo narrativo lo richiedesse.
Il bello della letteratura, della narrativa in particolare, sta proprio nella logica falsa ma verosimile – complice la fantasia – con cui l’autore riesce a ingannare anche quei lettori che vivono di scienze esatte. Resta inteso che tali lettori sono ben contenti di lasciarsi raggirare pur di godere di meravigliosi mondi alternativi a quello reale, che non lascia molte vie di scampo all’imprevisto. Credo si chiami sospensione dell’incredulità, o qualcosa di simile.

È risaputo che gli scrittori fanno spesso a botte con le scienze esatte, fisica e matematica soprattutto, e non sempre quando scrivono sono consapevoli di infrangere alcune leggi che governano la natura. Trasgredire consapevolmente o ignorare bellamente i principi scientifici per molti romanzieri suonano come sinonimi. Se quindi con le scienze esatte avete un rapporto di amore-odio, più odio che amore, è il momento di affrontare la questione alla radice.

Vi propongo quindi il nostro solito thriller paratattico di Hitchcock chiedendovi di svilupparlo in chiave scientifica. Scientifica in senso lato, ovviamente. E con senso lato non intendo solo geometria. Logica, fisica, chimica, astronomia, non importa la materia. Importa che tutto ciò che svilupperete sulla giovane ragazza di Montmartre sia rigoroso, esatto, misurabile, riproducibile.

A seguire il thriller paratattico, oggetto dell’esperimento scientifico di oggi.

 

Una giovane donna si trova sperduta nel quartiere parigino di Montmartre, intorno a lei una scura coltre di buio. La giovane cammina fra i vicoli costeggiando un lungo muro, ha paura, entra finalmente in una casa. Sale le scale, comincia a intravedere una luce, si trova nel mezzo di un bar frequentato da uomini ubriachi. Gli uomini si avventano su di lei: la vogliono rapinare, forse abusarne. La donna urla di terrore, i maniaci la legano, la buttano in un fiume, aspettano sulla riva di vederla divorata dai topi. La donna sprofonda nell’acqua, comincia a dondolare. Si sente soffocare. Una mano la scuote, si sveglia, finalmente la voce amica del dentista: «Tutto fatto signora. Mezza corona, prego!»

Alfred Hitchcock con Helgaldo

 

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28 commenti

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28 risposte a “Thriller paratattico con sviluppo scientifico

  1. Più scientifica dell’illusione ottica…

    UN4 G10V4N3 D0NN4 51 7R0V4 5P3RDU74 N3L QU4R713R3 D1 M0N7M47R3, 1N70RN0 4 L31 UN4 5CUR4 C0L7R3 D1 BU10.
    3 51CCoM3 1L BR4N0 3 7R0PP0 LUNG0 D4 D3C1FR4R3, M1 F3RM0 QU1.

    “M3554 C0R0N4, PR3g0, P3R L’1MP3GN0”! 😀

  2. Una giovane donna si trova sperduta nel buio, a Montmartre. Vorrebbe uscirne, ma per trovare la via rischia di percorrere buona parte delle strade che vi si trovano: dato che il quartiere occupa un’area di circa mezzo chilometro quadrato, quanto dovrà camminare per uscirne? Si può stimare che Montmartre sia attraversata da carreggiate per una lunghezza di circa 50 km; la luce percorrerebbe l’intera distanza in neppure due decimillesimi di secondo ma è buio e, si sa, il buio può viaggiare a velocità superluminali (vedi questo interessante video sull’argomento, purtroppo solo in inglese http://www.iflscience.com/physics/what-speed-dark).
    La donna si ritrova quindi istantaneamente in un bar, occupato da persone ubriache (sapendo che ci sono 20 avventori, e che il proprietario distilla da sé la grappa, calcolare quante bottiglie si siano già scolati). La donna viene legata per essere seviziata ma, non appena appesa ad un trave per compiere il gesto abbietto, gli astanti si ritrovano irretiti dal calcolo del periodo del pendolo: presumendo la corda sufficientemente rigida, si domandano se l’oscillazione sia funzione del peso della donna oppure se la massa del pendolo stesso sia ininfluente. Per dirimere la questione ne misurano la frequenza del passaggio per la verticale e poi la calano nella Senna, in attesa che i topi la spolpino almeno un po’; a quel punto sarà agevole avere una conferma sperimentale della legge di oscillazione: si osserverà che è dunque indipendente dalla massa e, nell’ipotesi di piccoli angoli, si riduce ad un oscillatore armonico, indipendente quindi anche dall’ampiezza dell’oscillazione. L’esperimento però fallisce quando un topo mangia la corda.
    La donna si ritrova immersa allora in un flusso laminare: il fiume, avendo argini senza asperità, permette al fluido di spostarsi con un basso numero di Reynolds (Re); in questo caso, approssimandola nelle forme ad un cilindro, possiamo stabilire che Re è minore di 200000. Essendo la donna un cilindro, però, possiamo anche dedurne che il nutrizionista che la segue è un ciarlatano: le calorie per die dovrebbero essere diversi ordini di grandezza meno del numero di Reynolds. Per ovviare al problema, si consiglia un intervento alla cavità orale: l’estrazione di un dente, ad esempio, per meno di mezza corona le impedirà di mangiare regolarmente per molti giorni di seguito.

  3. Soggetto di sesso femminile, razza caucasica, trentadue anni. Giunge all’osservazione portata dai servizi di emergenza per malore e perdita di coscienza avvenuto durante una procedura odontoiatrica.
    Al PS la paziente giunge con stato di coscienza alterato, shock, ipotensione, pensiero allucinatorio con contenuto violento e persecutorio.
    Una consulenza psichiatrica ha rilevato la consistenza di un delirio lucido con contenuto persecutorio (minacce di violenza fisica e sessuale) contestualizzato nello spazio (un locale malfamato di Montmartre) con evidente simbolismo fallico (un lungo corridoio buio al termine del quale si trova una scala illuminata ed eretta in verticale) e nel tempo (notte buia).

    L’esame tossicologico mostra elevazione degli indici di flogosi, leococitosi neutrofila, incremento dei monoetilglicinexilididi urinari compatibili con sovradosaggio da lidocaina anestetico odontoiatrico. L’esame della cavità orale indica recente estrazione di radice di molare. Negativo il profilo biochimico e microbiologico e il restante esame obiettivo.

    Diagnosi di ammissione: delirio paranoide indotto da sovradosaggio di lidocaina.
    Esito dell’accesso: ricovero per monitoraggio profilo biochimico e tossicologico.

  4. iara R.M.

    Complimenti a tutti, siete sorprenDenti!

  5. Che sudata questa versione, sarà per il caldo di questi giorni? Eccomi comunque a voi.

    Una giovane donna di 25 anni, 2 mesi, 6 giorni, 21 ore e 46 minuti primi secondo il calendario gregoriano si trova sperduta a una latitudine Nord di 48° 51’ 24” e una longitudine Est di 2° 21’ 7” nel quartiere parigino di Montmartre, intorno a lei una scura coltre di buio. La giovane cammina a una velocità media di 3,7 km/h fra i vicoli costeggiando un lungo muro, i suoi ormoni producono una scarica di adrenalina tre volte superiore alla densità ritenuta nella norma, pari a 570 pg/ml, entra finalmente in una casa. Sale le scale che hanno una pendenza del 36%, comincia a intravedere una luce, si trova nel mezzo di un bar frequentato da uomini con un tasso alcolemico superiore a 1,6 g/l. Gli uomini si avventano su di lei: la vogliono rapinare, forse abusarne. La donna urla di terrore, propagando nell’aria un’onda sonora di 90 dB, i maniaci la legano, la buttano in un fiume, aspettano sulla riva di vederla divorata dai topi selvatici. La donna sprofonda nell’acqua, generando uno spostamento di massa liquida esattamente uguale al suo peso corporeo, comincia a dondolare. Si sente soffocare. Un arto prensile di homo sapiens sapiens la scuote, si sveglia, finalmente la voce amica del dentista: «Tutto fatto signora, Mezza corona, prego!»

    • Si fa presto a dire “Mezza corona”: ma la titolatura dell’oro e l’anno di emissione, dove li mettiamo? 😉

      • Caro Michele, come darti torto? Però ho già provato tempo fa a ricalcolare al cambio attuale la mezza corona del 1926. Tutto inutile, non ne sono venuto a capo. Avevo chiesto anche a Varoufakis, ma mi ha risposto che lui di queste cose non ne capisce nulla.

    • Curioso, dopo una sfilza di dati numerici, hai collocato il dentista nella preistoria vestendolo da uomo primitivo! 🙂

      • Cosa saranno mai 30.000 anni in confronto all’eternità del mondo? Tra il primo homo sapiens sapiens e il nostro dentista c’è poca differenza: meno di mezza corona. 🙂

  6. iara R.M.

    In StraRitardo, la mia versione ^_^

    Siamo nel famoso quartiere parigino di Montmartre; qui, una giovane donna si trova sperduta e benché il sole non fosse ancora tramontato,
    si sentiva come circondata da una scura coltre di buio.
    La giovane cammina fra i vicoli costeggiando un lungo muro, ha paura, entra finalmente in una casa. Sale le scale, esattamente 23 gradini; comincia a intravedere una luce, si trova nel mezzo di una piazza frequentata da uomini ubriachi; le sembrava di essere in un bar malfamato. Notata la sua presenza, nel giro di pochi secondi, gli uomini si avventano su di lei: la vogliono rapinare, forse abusarne.
    La donna urla di terrore, i maniaci la legano, la buttano in un fiume poco distante e aspettano sulla riva di vederla divorata dai topi.
    La donna sprofonda nell’acqua, comincia a dondolare.
    Si sente soffocare.

    Questa la sequenza di avvenimenti a cui assistono i soggetti coinvolti nell’esperimento condotto da una giovane studentessa in psicologia, impegnata nella stesura di una tesi di laurea.
    Lo scopo è verificare gli effetti del c.d. “Effetto Spettatore” relativo al fenomeno della responsabilità diffusa.
    Partendo dal caso esemplificativo di Catherine Genovese, detta Kitty,
    nel 13 marzo 1964 ai Kew Gardens di New York,

    Al link la ricostruzione video del fatto:
    (https://www.youtube.com/watch?v=zZ9g6GKvykQ)

    la nostra studentessa ripropone una situazione analoga, in cui una ragazza è la finta vittima di una aggressione violenta.
    L’esperimento è volto a verificare quanti dei soggetti che si trovavano ad assistere alla scena sarebbero intervenuti per aiutarla.
    Il campionamento dei soggetti avviene secondo le modalità standard previste per garantire una buona validità interna ed esterna all’esperimento.
    Le variabili interferenti sono individuate e tenute sotto controllo.
    La variabile indipendente è il numero degli individui presenti all’evento oggetto di studio.
    L’ipotesi prevede che La diffusione della responsabilità accada raramente quando la persona è sola, e aumenti con gruppi di tre o più persone.
    I partecipanti sono tenuti all’oscuro del reale fine della ricerca credendo di prendere parte a un esperimento volto a studiare gli effetti di un nuovo farmaco anestetico.
    I soggetti sono stati invitati a recarsi da soli, in coppia
    o in gruppi di 4 partecipanti in uno studio dentistico di Montmartre,
    dove avrebbero casualmente assistito dalla finestra alla presunta aggressione, realizzata da attori professionisti.
    E’ stata volutamente scelta una zona poco frequentata nella fascia oraria stabilita per la verifica.

    Le reazioni nelle tre situazioni previste sono state le seguenti:
    • I soggetti soli, alle grida della ragazza intervennero in una percentuale dell’82% telefonando alla polizia.
    • Quando erano in Due a partecipare all’esperimento il tasso calava al 60%.
    • Mentre nel caso di 4 partecipanti, il tasso di chi si mobilitò per aiutare la ragazza scese al 20%.

    I risultati confermano i dati ottenuti dalle ricerche condotte dai due psicologi sociali, Latané e Darley, nel lontano 1968.

    Al termine della prova, la sperimentatrice fa il suo ingresso e scuote i partecipanti dall’esperienza con un sorriso;
    poi, la sua voce amica annuncia:
    “Tutto Fatto. A ognuno di voi sarà dato il corrispettivo stabilito di
    Mezza Corona!”

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