Mostrare, dire, predicare, razzolare

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Un conto è così.

“Ma che stai facendo? Metti giù quella mannaia, potresti far male a qualcuno”.
“Obbedisco, capo”.
Un attimo dopo tutto è finito. Quello stupido di George con la faccia insanguinata e gli occhi increduli ancora in cerca della lama conficcata nella fronte. “Mi licenzio, George. Ero venuto per dirtelo”.
Il cervello di George svanisce velocemente, ma non tanto in fretta da non registrare un ultimo suono dal mondo esterno. È Miller, quello scansafatiche di Miller, che se la ride premendogli un piede sul petto e lo spinge a terra per estrarre la mannaia insanguinata. Ora il campo visivo di George è occupato solo dal neon tremolante del soffitto. Dovrei farlo riparare quel cazzo di neon, il suo ultimo pensiero.

 

Un altro è così.

Miller entrò nell’ufficio di George con una mannaia e gliela conficcò al centro della fronte alla luce tremolante del neon. Era il suo modo, non ortodosso, per dire mi licenzio.

 

Nel primo caso è mostrare, nel secondo è dire. Dire è più facile di mostrare. Lo scrittore mediocre dice, quello bravo mostra. Smettetela dunque di dire bravo a quelli che scrivono dicendo, perché non è così che impareranno a mostrare.

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