Tra un racconto d’amore e un comunicato stampa

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Mi sono appena lasciato alle spalle il buondì di Mozzi, e due pagine dopo mi imbatto nelle sue basse origini editoriali. Per sua stessa ammissione, viva la sincerità, «in gioventù ho lavorato sette anni nell’ufficio stampa della Confartigianato Veneto, cominciando col rispondere al telefono e copiare in bella i testi, e lì alcuni giornalisti bravi e generosi mi hanno insegnato molte cose. Tra un racconto d’amore e un comunicato stampa sulle norme igieniche nella produzione del gelato c’è una bella differenza; ma la tecnica che ci sta sotto, vi piaccia o no, è sempre quella».

Mi chiedo in quanti, con aspirazioni letterarie, accetterebbero di lavorare per sette anni al comunicato stampa sulle norme igieniche del gelato; di rispondere al telefono e copiare in bella i testi, mansioni apparentemente di bassa manovalanza editoriale.

Eppure, piaccia o non piaccia, la tecnica è la stessa. E la tecnica è ciò che di solito manca all’aspirante scrittore intento al suo esordio-capolavoro, ma incapace di scrivere un comunicato stampa appena decente, o anche solo un post sul suo blog letterario che sia scorrevole nella lettura.

Purtroppo la scrittura è un’attività da valutare in blocco, e per giunta poco democratica. L’eccellenza nella precisione linguistica, nell’immaginazione comunicativa, nell’ordine in cui disporre gli argomenti lungo il testo, è il comun denominatore di ogni genere di scrittura. E non si distribuisce equamente tra gli scriventi. Non possiamo farci nulla: quest’eccellenza, o c’è tutta o manca del tutto.

Sarò sincero: un bravo scrittore e un blogger mediocre non li ho mai incontrati nella stessa penna. Né grandi saggisti che al contempo fossero giornalisti di quart’ordine. Quando scrivi sei l’unico responsabile di tutto quello che il lettore trarrà dal tuo comunicato stampa, dal post del blog, dall’articolo sul giornale, dall’incipit del tuo romanzo. Non esiste linea di confine tra scrittura alta e bassa, perché la tecnica le impregna entrambe fino al midollo. Tutto o niente, sempre. Che piaccia o che non piaccia.

 

 

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2 commenti

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2 risposte a “Tra un racconto d’amore e un comunicato stampa

  1. C’è chi fa di peggio, compilando, ad esempio, offerte commerciali da undici anni… Almeno lui aveva i giornalisti buoni e bravi ad aiutarlo.

    • Quello dei giornalisti buoni e generosi nei consigli non sono riuscito a inserirlo direttamente nel post, ma non era passato inosservato alla mia mente e alla mia esperienza. Ne approfitto ora, visto che hai avuto l’intelligenza di evidenziare il punto. Ebbene sì, si impara molto dai consigli di chi già pratica professionalmente la scrittura. Basterebbe avere la possibilità di vedere come opera materialmente per trarne grandi insegnamenti. Se si potesse, per un giorno, vivere a contatto con uno Steven King o qualsiasi altro scrittore, solo per osservarlo mentre produce, si trarrebbe una lezione che non passa attraverso manuali e corsi di scrittura in aula.

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