Quel famoso scoop di Helgaldo

foto_libro

Mentre ve ne state in vacanza spaparanzati in spiaggia a godervi il fresco o imprigionati in ufficio, con la mente annoiata e il desiderio già alla spiaggia, questo blogger ha lavorato per voi. Lavoro sporco, questa volta.
Ullalà! Che mai avrà fatto Helgaldo per esordire in questo modo?
Ha realizzato lo scoop del secolo, degno del Pulizer per l’editoria. Lo so, il Pulizer per l’editoria non c’è. Ma ci sarà l’anno prossimo dopo questa mia di oggi. Ma partiamo dall’inizio.

Caro blogger, lettore, aspirante scrittore, scrittore emergente ma non ancora del tutto, editor in erba eccetera e quant’altro, devi immaginare. Tra l’altro, come dice una famosa pubblicità, puoi.

Immagina allora una scrivania, un computer e pile di libri ammassati sulla scrivania che nascondono alla vista colui che sta scrivendo alla tastiera in questo istante. Chi è questo individuo? Te lo dirò tra poco. Sappi però che i libri sulla scrivania sono davvero tanti, troppi. E lui non riesce a starci dietro.

Abbandoniamo per un attimo il nostro uomo e trasferiamoci in casa editrice. Lì è appena nato un nuovo libro, e ora il marketing, l’ufficio stampa, l’editore stesso e anche l’autore del libro si fanno una domanda: e ora, come faccio a promuovere il mio libro? Come farlo conoscere ai lettori? Come ottenere una recensione favorevole che venga letta da molte centinaia di persone? Semplice. Invio il libro alle redazioni culturali dei giornali, quelli grossi – Repubblica, Il Corriere e tutti gli altri – e spero che ci siano una pagina, ma che dico?, un trafiletto di recensione. Basta così poco per fare la fortuna di un libro quale che sia. Per essere sicuri che verrà preso in considerazione telefono, faxo, e-mailizzo, allego alla copia omaggio il comunicato stampa, un biglietto di ringraziamento, una dedica personalizzata («Gentile caporedattore culturale, con la presente vengo a dirle… indistinti saluti», un po’ Totò, un po’ Peppino), pur che si parli del mio libro, che tanta fatica editoriale mi è costato.

Questo discorso, continuate a immaginare, lo fa ogni editore, per ogni libro che esce dalla sua tipografia. Tanti editori, tanti libri. E le copie omaggio sulla scrivania descritta in precedenza aumentano. Aumentano a dismisura. E l’omino dietro la scrivania non riesce più neppure a pensare alle onde del mare, perché è travolta dai libri. Poverino.

A questo deve un favore; quell’altro l’ha invitato a un cocktail dove ha mangiato e bevuto a sbafo, e ora gli pare brutto non trovare uno spazietto per quell’agile volumetto che è appena giunto in cima alla sua pila. E poi ci sono le battaglie, i giochi di ruolo, le conoscenze personali, le minacce velate. L’editore del quotidiano è lo stesso della casa editrice, vuoi che non lo recensisco? Il direttore del quotidiano gioca a tennis con l’editor del libro (che di solito lo fa vincere): come faccio a non dargli un po’ di spazio sulla pagina? L’autore mi ha invitato nella sua villa in Sardegna: sono io il fesso che non ne approfitta? E poi le minacce, sempre velate, sempre traverse: non parli del mio best-seller? E io tolgo la pubblicità dal tuo giornale. Credete che abbia inventato tutte queste cose? Un po’ sì, un po’ no. Alcune sono vere, altre verosimili. Ma la pila di libri aumenta, è un fatto incontrovertibile.

E ora lo scoop del secolo. Cari eccetera e quant’altro, cosa immaginate (potete…) che ci sia oggi, 29 luglio 2015, sulla scrivania del povero caporedattore culturale della RepubblicaCorriere della Sera-tutti gli altri? Non riuscite a immaginarlo? Non vi preoccupate, ve lo dice Helgaldo. Resterete stupiti dei libri a un passo dal traguardo dell’agognata recensione, quelli che stanno nella pila sulla scrivania…

 

Franco Trentalance, Ritrattare con cura
Ilya Somin, Democrazia e ignoranza politica
A proposito di un sogno. Le più belle interviste di Bruce Springsteen
Dante Virgili, La distruzione
Andrea Carandini, Paesaggio di idee
Timothy Brook, Il cappello di Vermeer
Clive Cussler, Sepolcro
Maestro Tetsugen Serra, Zen 30
Louise S Kaplan, Perversioni femminili
Stefania Auci, Florence
Mauro Alvisi e Patrizia De Rossi, Autostop generation
Antonio Socci, Avventurieri dell’eterno
Salvatore Requirez, Il segreto dell’anfora
Lucrezia De Domizio Durini, Arturo Schwarz. Il coraggio della verità
Wole Soyinka, Africa
Kevin Brooks, L’estate del coniglio nero
Gabriella Airaldi, Andrea Dori
I.J. Singer, Sender Prager
Gesuino Némus, La teologia del cinghiale
Marcello Simoni, L’abbazia dei cento delitti
Gioacchino Criaco, Zefira

No, dico, meglio del Watergate…

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3 commenti

Archiviato in Fenomeni editoriali

3 risposte a “Quel famoso scoop di Helgaldo

  1. Lei è peggio di una blatta, caro il mio Hell, si infila dappertutto e scruta, con quelle sue antennine, scruta senza sosta…

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