Sauna e fauna

foto_illustrazione_folla

Nel mare Egeo la fresca brezza del meltemi in questo istante accarezza la pelle abbronzata dei turisti. Qui in Liguria, invece, non c’è un refolo di vento, anche anonimo, in grado di rompere l’accerchiamento di questo clima soffocante che da giorni toglie il fiato a turisti e autoctoni.
Da buon milanese sono fuggito verso il mare portandomi appresso altre centinaia di migliaia di concittadini e tutta l’umidità meneghina. Quindi mi ritrovo in una piazzetta di Varazze, a qualche chilometro da Genova, insieme con i miei compaesani – di liguri non v’è traccia se non nei negozietti di souvenir – a boccheggiare come a Milano. Bello andare in vacanza per sentirsi appiccicaticci come a casa.

Faccio la sauna nella minuscola camera d’hotel «arieggiata» da quattro pale appese al lampadario che girano lentamente come nei bar malfamati di Caracas, inondandomi di aria calda. Trattamento benessere incluso quindi nel prezzo del tre stelle, come non dirmi fortunato? In compenso l’area fitness & benessere fa visitatori uguali a zero.
Segue sauna da spiaggia: il libro lasciato aperto sul lettino, fila 5 posto 17, lo ritrovo dopo il bel bagno caldo in mare esattamente sulla stessa pagina. Neppure la grammatura leggera della carta minimum fax subisce svolazzi eolici in queste giornate d’aria stagnante. Spero quindi nel refrigerio serale, uno dei pochi servizi del turismo ligure non a pagamento, almeno per ora. Speriamo che la giunta Toti appena insediatasi in Regione mantenga le promesse fatte in campagna elettorale: meno tasse, più serate refrigerate free.
Però poi arriva la sera, e la notte, e mi ritrovo a vagare di bar in bar, di panchina in panchina, di caruggio in caruggio e qualsiasi cosa incontro sulla mia strada bolle. Bolle la birra, bolle la panchina riscaldata dal lato b di quello che se n’è appena allontanato per farsi una birra calda, lasciandomi sedere. Anche le vetrine dello shopping dei caruggi si stanno fondendo, neppure mostrassero pullover invernali e felpe di lana in saldo.
L’unica soluzione è fingersi morto. Restare immobile come una mosca sul vetro e guardarsi attorno cercando nei tratti della gente qualche caratteristica per costruire dei futuri personaggi da romanzo, giusto per non buttare via questa serata torrida. Macché, son tutti personaggi già autoconclusi. Ho incontrato nell’ordine: una bambina grassa con una maglietta raffigurante il logo di Batman deformato causa ciccia, le ali da pipistrello stirate al massimo, ben oltre la visione cinematografica in 16/9. Una donna cannone di 200 chili, ma poteva essere anche una ragazza – con corporature simili mi è difficile stabilire l’età delle persone – che prima si massaggia i piedi in mezzo alla strada e poi si allontana con il fidanzato che cerca inutilmente di cingerla col braccio. Quattro ragazzine in pieno sviluppo battonesco. Denominate immediatamente «gambe a spasso» grazie ai simpatici jeans a pantaloncino interdentale. Un papà che insegna al figlioletto ad andare sullo skateboard. In realtà si diverte solo il papà, il figlioletto si limita a rincorrerlo per tutta la piazzetta. La gente me compreso, lo confesso, tifa per lo skateboard – non vediamo l’ora che l’uomo si frantumi davanti al virgulto, ma dio per oggi non ci ascolta –. Quando poi quello che dovrebbe essere il più responsabile dei due dà il via libera al piccolo (avrà sì e no sei anni), ecco che al terzo tentativo quello ci lascia un pezzo di mento sulla pavimentazione liscia. Proprio vero: non c’è giustizia a questo mondo. Un chihuahua minuscolo, cioè più piccolo del più piccolo chihuahua che possiate immaginarvi si è addormentato come un bimbo tra le braccia della sua padrona. Due sessantenni – una è di colore – leopardate su zeppe vertiginose. Mi chiedo chi o cosa vadano cercando, evidentemente c’è mercato per chiunque. Un’altra donna, questa in tacchi a spillo mi sfreccia davanti in monopattino. Dulcis in fundo, un padre premuroso con al seno il suo bebè fasciato in un rebozo, che mi dicono essere una fascia porta neonati di origine messicana. Molto naturale, etnico e ascetico, il padre. Anche un po’ stronzo, aggiungo. È come il gioco dell’intruso nella Settimana Enigmistica applicato alla fauna di Varazze. Lo eleggo quindi a ciliegina sulla fauna.
Rientro in hotel ore 0.30, rimetto in moto le pale del soffitto, ma il mondo gira piano, troppo lentamente perché il meltemi giunga fino a me. Resta solo sauna e fauna.

Annunci

4 commenti

Archiviato in Moleskine

4 risposte a “Sauna e fauna

  1. Ma quali Georges Perec, Foster Wallace e pipponi vari ed eventuali!
    Voglio il “diario di una gita d’agosto” di Helgaldo in cima a tutte le classifiche!

  2. P.s. Le ali di Batman tese al massimo sulla maglietta della povera bambina cicciona mi sfianca dalle risate!

  3. Qui il mettermi tira che la bora a Trieste sembra la brezza di Varazze, a confronto.
    Però gli italiani sono sempre uno spettacolo. Dovresti fare concorrenza a Severgnini… 🙂

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...