Pronto soccorso per scrittori

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La libreria Feltrinelli in piazza Duomo a Milano ha riaperto i battenti da qualche mese, dopo essere stata chiusa al pubblico per parecchio tempo, causa lavori di ammodernamento. Il nuovo look nella disposizione dei testi prevede un’attenzione maggiore che in passato alle esigenze dei lettori, questa la buona notizia.
Infatti, se prima i libri erano collocati sugli scaffali in base alle tipologie classiche (narrativa, poesia, marketing, turismo, storia, cinema…), questa suddivisione viene ora affiancata e arricchita da altre aggregazioni, sorprendenti, in base a temi specifici.
Non la faccio lunga. Per esempio accanto alla sezione dove si annidano i libri di linguistica e di scrittura, ho scoperto essere nata, non so se momentaneamente o in eterno, una parte specifica denominata «Pronto soccorso per scrittori esordienti».
Il pronto soccorso in questione raggruppa una decina di libri scelti allo scopo, quello cioè di rianimare gli esordienti in difficoltà. Da notare che gli stessi testi si trovano impilati anche nella sezione «Scrittura». Però l’idea di proporli in base a un deficit da prestazione scrittoria è sicuramente meritevole.
Ma in base a quali statistiche di mercato e giudizi di valore si è giunti all’idea che mancava un defibrillatore per scrittori?
Ve lo confesso: il pronto soccorso per scrittori esordienti mi lascia perplesso, non credevo ai miei occhi quando l’ho visto. Avrei voluto immediatamente rivolgermi a un addetto in cerca di spiegazioni. Interpellare finanche il direttore della libreria.

Caro direttore, la ringrazio per il servizio che ora offre sul punto vendita ai clienti incespicanti con la scrittura, servizio teso al miglioramento dei pessimi romanzi in self-publishing e no che probabilmente l’è toccato leggere in spiaggia quest’estate. Però mi ha commesso un errore imperdonabile, certamente non per colpa sua ma di qualche suo collaboratore che l’ha mal consigliata. Vede, caro direttore, un conto è l’esordiente, un altro l’aspirante. L’esordiente magari è un pessimo scrittore, ma in libreria il suo libro l’ha già piazzato. Scritto bene, scritto male, ma non possiamo più intervenire. Ha già passato nei mesi precedenti il vaglio dell’editor e l’editore ha investito imprudentemente su di lui, sul suo successo. È come se lei volesse dare l’ossigeno a uno che è già morto. Troppo tardi, il pronto soccorso non serve più a meno che il libro non abbia venduto poche o niente copie e l’editore stia ricercando l’autore del flop per assestargli qualche buona legnata sulla schiena. Nel qual caso pronto soccorso sì, ma consistente in garze, cerotti, alcol e gesso.
Se proprio pronto soccorso dev’essere che almeno sia per l’aspirante. Con lui qualcosa si può ancora tentare. Anzi, le do un aiuto, per quanto mi è possibile.
Per quel che può diffondere Da dove sto scrivendo del suo credo editorial-sanitario, ché qui non viene molta gente, dirò a tutti gli aspiranti che hanno bisogno di un pronto soccorso sulla scrittura che esiste una lista di medicinali che trovate in questi giorni in Feltrinelli.

Scrivere per il teatro, Carocci
Come si scrive un giallo, Highsmiths
Scrivere giorno per giorno. Il diario, Zanichelli
Manuale di scrittura e comunicazione Zanichelli
Dizionario di stile e scrittura, Zanichelli
L’arte di riassumere, Il Mulino
Il sogno di scrivere, Cotroneo
Ricettario di scrittura creativa, Zanichelli
Manuale di scrittura non creativa, Roncoroni
Il mestiere di scrivere, Carver

Chissà se il pronto soccorso è aperto ventiquattr’ore al giorno solo alla Feltrinelli di Milano o risulta operativo in tutta Italia.

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26 commenti

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26 risposte a “Pronto soccorso per scrittori

  1. GenioChiara

    Dovrei passare dalla Feltrinelli di Catania, per un controllino. Io mi procuro le mie pillole da solo, e sicuramente ne acquisterò qualcuna di quelle da te consigliate! Saluti

    • Caro Eugenio, passa pure dalla libreria, ma il consiglio è tutto loro: io mi limito solo a riferire i fatti di Milano. Sarebbe interessante avere un inviato speciale alla Feltrinelli di Catania… Arruolato! 🙂

  2. Non serviva una ulteriore conferma che – in Italia, almeno – sia più la gente che scrive di quella che legge.
    Si stava davvero meglio quando si stava peggio.

  3. valeriaromeo

    L’iniziativa è meritevole ma dovrebbe esserci una selezione più restrittiva, ai giorni nostri chiunque può pubblicare un libro con un contribuito, indipendentemente dal merito.

  4. valeriaromeo

    Come hai fatto a realizzare l’immagine?

  5. Leggendo il titolo del post per un attimo ho pensato che intendessi parlare del saggio su Jack London (ho appena finito di leggerlo, che forza della natura era quell’uomo…). Comunque, è davvero curiosa questa dicitura della Feltrinelli. A questo punto sono curiosa di verificare se anche qui a Roma hanno messo una sezione simile o si tratta di una bizzarria locale.
    Curiosità: c’era gente davanti agli scaffali?

  6. Sabato mattina (eh lo so, prima non riesco) vado a fare un giro alla Feltrinelli di Bologna per vedere se esiste il reparto pronto soccorso anche qui… poi vi aggiorno 😉

  7. Ma che “esordiente” e “aspirante” siano cose diverse lo sappiamo in pochi che bazzichiamo in zona “scrittori sognatori”, in genere i due termini sono considerati sinonimi per individuare la tipologia dello scrittore non famoso che vorrebbe diventarlo, di quello che si autopubblica perché gli editori non lo considerano, ecc. e la libreria ha raccolto in un angolo gli strumenti che possono aiutarlo (uhm!). Visto il rilancio della nuova Feltrinelli, probabilmente, hanno voluto fare colpo con una dicitura di sicuro “appeal” fra il pubblico soprattutto di giovani.

  8. Simona C.

    A quando il numero di telefono per le emergenze? E il gruppo di sostegno per scrittori anonimi? Si lucra su tutto in questo Paese. Evviva noi!

  9. Dovrò quindi farci un salto, anche se ormai sono legata da un patto di sangue alla OPEN e alla HELLIS BOOKS bazzico anche nelle altre, certo, ma di sicuro non compro 😀 mi propongo per il telefono amico come telefonista, il mio n. è….. in ultima battuta certo la differenza tra esordiente e aspirante è notevole: aspiro, esordisco e poi forse emergo, poi mi affermo, mi consolido e divento una STAR

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