I personaggi li hanno già presi tutti

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Qualche settimana fa ho incautamente dichiarato in questo blog che mi sarei rimesso a scrivere. Sono un blogger da racconti, e neanche troppo lunghi. Il romanzo non fa per me: troppo serio, troppo impegnativo, direi anche troppo inflazionato. E poi la mia creatività, se esiste, ha la taglia giusta per la narrazione breve.

Tuttavia, indipendentemente dal tipo di scrittura, se vuoi raccontare qualcosa ti serve un personaggio. Non dico che non si possa fare letteratura senza personaggi, qualcuno n’è capace (certi blogger ne sono capacissimi, possiedono una predisposizione naturale a narrare il nulla e il nessuno, che andrebbero studiati all’università); creare però un personaggio è quasi indispensabile per inserirlo poi in una trama, anche se minima.
E allora apro il portafoglio della mia creatività e non bado a spese.

N’è nata una donna, ha 21 anni, vive in un ambiente molto chic, è ricca da far schifo. Diciamo quindi che frequenta solo gente altolocata e periodicamente va dal chirurgo plastico per il tagliando. Non fa tutto da sola, è logico, ha tre schiavi al seguito che si occupano di lei. Schiavi che però, me l’ha puntualizzato subito, tratta quasi umanamente.

Le macchine sportive non le mancano quando vuole farsi un giretto in centro per lo shopping, una delle sue principali occupazioni. Borse Vuitton, scarpe Zanotti, abiti Gucci. I pretendenti in amore vengono presi in considerazione solo se portano in dote almeno un castello. Però dopo pochi giorni i soliti discorsi: e io ho un castello, e io ho una Ferrari, e io ho un campo da golf, e io ho una sala cinematografica nel tinello, e io ti sommergo di diamanti, la nostra povera ricca, che ha già tutto di suo, inizia ad annoiarsi e passa a un altro che la sappia anche far ridere (ma sempre con tutto quel po’ po’ di roba: precari e studenti fuori corso non ne vuol vedere, anche se la facessero ridere ventiquattr’ore al giorno. Anzi, in realtà mi ha confidato che non ha nulla contro costoro, ma è tale il suo tenore di vita che non saprebbe dove incontrarli questi marziani comunemente detti «la gente normale»).
E oltre allo shopping costoso che fa la signorina? Il un primo momento il panico, poi scava scava, il mio personaggio se n’è uscito con altre due belle occupazioni: dieci cani (di cui tre chihuahua) e tre cavalli. Be’, vuoi un ricco straricco senza equitazione al seguito?
Al personaggio serve però anche un obiettivo da raggiungere nella vita, lo dicono anche i manuali di scrittura. Detto fatto: un bel corso di recitazione, se non ci si annoia troppo e si studia poco, ma mi sa che mi annoio subito. Meglio se passo direttamente alla tv o alla moda. Poi un’illuminazione. Un calendario sexy come premio che mi faccio dopo il prossimo tagliando, tra un mese o due.

Io un personaggio così lo metterei, che ne so, sul treno dei pendolari Saronno-Milano Rogoredo all’ora di punta alle otto del mattino, mercoledì prossimo, per studiare come reagisce nel mondo reale degli umani. Onestamente mi pare una buona storia, voi che ne dite?

Ma non ho ancora finito di fare la domanda che mi ritrovo punto e a capo. Questo personaggio della fantasia l’hanno già preso. Si chiama Elettra Lamborghini, e sembra sia reale e viva dentro il teleschermo in qualche ospitata di Chiambretti.

Allora io mi dico: continua a fare il blogger, e lascia perdere questa chimera della narrativa. Rassegnati, dopo Achab i grandi personaggi della fantasia li hanno già presi tutti, per te non è rimasto nulla, tranne qualche precario e uno o due studenti a fine corsa.

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16 commenti

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16 risposte a “I personaggi li hanno già presi tutti

  1. Sono felice che tu abbia abbandonato il progetto perché questa personaggio era da prendere a sberle. Ma non è vero che i personaggi li hanno già presi tutti; certo, alcuni sono assai inflazionati e vengono a noia in fretta, Jennifer Egan invece si è inventata un dittatore che ha bisogno di rifarsi un’immagine e una giornalista fuori dal giro per aver commesso una grande cavolata, che tenta l’impresa. Ed è uscita una storia pazzesca.

    • Un personaggio da prendere a sberle non bisognerebbe però lasciarselo scappare a cuor leggero. 🙂

      Non conosco questa Egan, però un dittatore che vuole rifarsi un’immagine e una giornalista fuori dal giro, mi ricorda Macno di De Carlo. Nulla si crea, tutto si trasforma.

      • Non ho letto Macno, ho letto qualcosa di De Carlo all’inizio poi avrei preso volentieri a sberle pure lui 😀
        In ogni caso Egan premio Pulitzer, De Carlo al massimo può temperarle le matite.

      • Su De Carlo concordo a prescindere (ho letto solo Macno, ma è proprio brutto, potrei metterlo in palio per il peggior thriller paratattico…) 😀

  2. Lo scrittore al telescopio.

    Anna Karenina è un grande romanzo perché è lo specchio di un epoca. Lo scrittore (bravo, anzi genio) osservava al telescopio e ci ha mostrato, osservato con un ingrandimento di centinaia di volte, i particolari di quella società che loro per primi facevano fatica a comprendere. A volte ignorandoli di proposito, quei certi particolari, proprio perché scomodi.

    Oggi succede una cosa strana: la realtà è diventata lo specchio della fiction. Persino la mafia, a Roma, imita l’imitazione di se stessa e va in scena con un funerale talmente pacchiano da affondare abbondantemente nel ridicolo. La Lamborghini (perché mai non l’avranno chiamata Mercedes? Almeno Tesla, piuttosto che Elettra!), la Hilton, il Lapo (articolo per tutti, ché costa poco): tutta gente che si mostra per come li disegnano, ma che non si mostra mai per come sia davvero. Forse perché proprio non è.

    Anche oggi lo scrittore è al telescopio. Ma guarda dalla parte della lente grande, e non ci capisce più niente.

  3. Il tuo personaggio si chiama Paris Hilton. Ma, in effetti, può avere molti nomi… Qualcosa di più originale? Tipo: uno scrittore d’esperienza e di grande successo che però sogna di fare il blogger e non ci riesce… 😉

    • Quello è Salvatore Anfuso, grande scrittore e blogger mediocre…

      Paris Hilton è Paris Hilton, Elettra Lamborghini è una Paris Hilton molto più trendy. Comunque è originale come personaggio, anzi è l’originale per antonomasia. 🙂

  4. Scusi, ma le pare che io vada in giro a dire qualcun? Il Serianni è chiaro: se non si dice troncato è elisione! Io qualcun, troncato, non lo dico mica, non lo!

  5. Io non disdegnerei il precario e lo studente a fine corsa che non si è filato nessuno. Poveretti, seduti ai margini del Paradiso delle Storie Possibili, ad aspettare che un autore se li carichi su e li schiaffi anche loro in una storia.
    Quando all’ereditiera sul treno pendolari, anche a lei non rinuncerei così facilmente. Com’è che c’è finita, su quel treno? Immagino che già questo sia un racconto che io leggerei volentieri. A volte le storie sono banali. Ma siamo banali anche noi lettori.

  6. Ryo

    Non potrebbe essere la vittima di un assassino? Così, per dare una svolta “filantropa” alla trama? 🙂

  7. iara R.M.

    Io invece, Il treno lo lascerei fermo sui binari, per un guasto alla linea,
    per un tempo imprecisato (di solito si va dai 60 minuti a salire.) ^_^
    (Volendo, il tempo materiale per commettere/scoprire un omicidio c’è :-P)

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