Mi piace, non mi piace il personaggio

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Così come del maiale non si butta nulla, allo stesso modo il post di ieri – Mi piace, non mi piace – va sfruttato fino in fondo per creare personaggi.

Innanzitutto una considerazione per noi che abbiamo partecipato ieri, e un invito per gli altri che non hanno fatto in tempo, e che potranno aggiungersi oggi, ma anche provarci per conto proprio in futuro: stendere una lista di ciò che ci piace e non ci piace è uno dei modi più veri per esprimersi e raccontarsi al cento per cento.

All’inizio forse non era chiaro cosa volessi da voi. Ma è bastato un commento o due, e la regola del gioco è stato subito applicata: dire che cosa piace o non piace senza doverlo giustificare, come in un elenco della spesa. Motivare sempre quello che pensiamo, crediamo, speriamo non lo rende infatti più vero, casomai il contrario. Capita nella vita, ma soprattutto capita spessissimo nella letteratura. Parlando di personaggi, quello che sento dire è sempre e solo una cosa, anzi quattro: devono essere credibili, non devono essere marionette, quello che fanno dev’essere giustificato, la psicologia del personaggio.
Mi sembrano ossessioni da principiante, che producono proprio quello che vorrebbero evitare, cioè il personaggio-burattino che si muove solo se è motivato dall’interno. Invece un personaggio credibile si costruisce soprattutto dal di fuori, da quello che si vede di lui, da come vive, da cosa fa.

Per esempio ieri ho comprato una quantità industriale di dolci, che conto di sbafarmi allegramente. Non ho motivato il mio acquisto: mi sento triste e solo? Bar Rafaeli si è sposata con un altro invece che col sottoscritto? Carenza di zuccheri? Di carezze? Intanto che voi fate le vostre ipotesi da scrittori, i dolci non ci sono più e io sono tornato alla carica con l’acquisto del salato.

Nel post di ieri, però, ho trovato che se tutti noi siamo accomunati dall’amore per la scrittura siamo anche unici per tutto il resto. Ognuno ha mostrato l’istantanea di se stesso, un’istantanea che non lo racconta totalmente, è ovvio, ma lo racconta in profondità. Andate nella sezione Chi sono di un qualsiasi blogger (non fatelo con me perché non esiste) e vi renderete conto di quanto sbiadite e false siano le parole che si usano per descriversi. Parole che invece di mostrare, nascondono il blogger. Il mi piace, non mi piace è invece molto più sincero, vero e dinamico (e anche scritto bene), proprio perché non punta l’attenzione sulle motivazioni e sulla psicologia che, l’avrete già capito, vorrei debellare dalla vostra testa, almeno in letteratura. Quindi bravissimi, e grazie di esservi esposti in modo così profondo e allegro. E ora parliamo del maiale, cioè di come si crea un personaggio a partire dal mi piace non mi piace.

Credo che però l’abbiate già intuito. Bastiamo già noi cinque o sei con i nostri gusti e retrogusti per creare personaggi positivi, negativi, parzialmente negativi, parzialmente positivi. Basta combinare, intrecciare, fondere alcuni dei nostri gusti con quelli altrui, superando così i confini della nostra limitatezza.

Per esempio, posso creare un personaggio positivo a cui piacciono sì i cannoli siciliani (questo sono sicuramente io) e che si scalda al sole della Grecia, scrivendo pensieri oziosi su un quaderno ancora vergine. Già questo vi aiuta a vedere il mio protagonista. Ma grazie e voi ho scoperto che inoltre si sveglia presto al mattino per curare le sue piante, e nel pomeriggio inoltrato va alla marina ad ascoltare i racconti degli anziani. Questo non l’avrei mai potuto pensare se non vi avessi invitato a questo gioco. Questo personaggio potrebbe essere un anziano professore in pensione, trasferitosi su un’isola greca da anni, con una vita alla Pereira. Ma che potrà mai succedergli a un personaggio siffatto? Un incontro, certo. Magari con un ragazzo che mischia caratteristiche positive e negative tra quelle che avete prospettato. Con in sottofondo la crisi economica greca. Quasi quasi lo scrivo davvero questo romanzo, perché ho già intuito che si tratterà di un romanzo. Una vera miniera di sentimenti, esistenze, spunti l’archivio personaggi a disposizione di tutti noi, di voi che leggete. Vi pare poco?

Per chi si ponesse all’ascolto solo adesso, vi ricapitolo il maiale.

Mi piace

Il cannolo siciliano; quando i bambini si comportano da grandi; iniziare un nuovo libro; prendermi in giro da solo; stirare guardando un film; la punteggiatura; scaldarmi al sole; fare la spesa; Cinema Paradiso; gli scrosci di pioggia mentre leggo alla sera; perdere tempo in libreria; correre al parco; il latte di mandorla; leggere in treno; le foglie in autunno; il Requiem di Mozart; camminare in montagna; le donne che non se la tirano; il profumo dell’erba appena tagliata; I Promessi Sposi; il primo sorso di birra; i quaderni ancora vergini; ridere; scrivere un pensiero su un foglio di carta; leggere i giornali; il caffè appena alzati; Mafalda; il salone del libro di Torino, il gelato al pistacchio, avere la casa in ordine, andare dal parrucchiere, leggere in spiaggia, le tartare di carne e pesce, stare con i nipoti, fare la blogger non figa, scrivere, la Valtellina, Cortona, la chianina di Cortona, le ballerine (scarpe), i miei occhi, Real time tv; gli anni 80; il cioccolato, odorare i libri nuovi, il caleidoscopio, i fuochi d’artificio, il rumore della pioggia sul davanzale, nuotare, ascoltare i racconti degli anziani, giocare a ruzzle, lavorare a maglia, rendermi utile, il mio sorriso, svegliarmi presto al mattino, stare in tuta, i temi d’italiano di mio figlio, il mare di San Vito Lo Capo, curare le piante, l’ordine, la primavera, l’odore dei pop-corn, ascoltare la musica con le cuffie, chiacchierare al telefono, chiacchierare in genere, la notte; mio figlio; correre al parco e rotolarmi nell’erba; andare sull’altalena; il mare soprattutto in inverno; fare i pupazzi di neve; andare a cavallo; cantare; camminare sotto la pioggia e se non piove, camminare mi piace lo stesso; leggere; l’alba; il profumo del caffè; le favole della buonanotte; le coccole; la pizza e le patatine fritte; il rumore dei miei pensieri; sperare; scoprire le coperte al mattino, cosa bolle in pentola, un posto nuovo, qualcosa che non conoscevo; guidare la sera; l’odore della benzina; ascoltare e osservare la gente; insegnare ai bambini; scrivere; il Natale e la famiglia riunita; la musica; le promesse mantenute; i segreti; gli amici; viaggiare; le possibilità; guardare le nuvole; i colori; la fantasia; il sole arrivato di sorpresa; l’alba sul lago vista questa mattina; le fusa del gatto; le coccole del cane; essere a metà di un libro che mi piace un sacco; avere delle ore libere senza verifiche da correggere; la poltrona comoda; il panino mangiato a pranzo; il colore delle foglie dell’acero; la pasta per la pizza che sta lievitando; un racconto da iniziare a scrivere; un libro in mano; il gelato; il cioccolato fondente; i vulcani; stelle e pianeti; tutti gli animali (e stimo i gatti); sfornare il pane che profuma tutta la casa; le stagioni (anche le mezze); trovare National Geographic nella cassetta della posta; “Strano ma vero” sulla Settimana Enigmistica; mio padre che mi porta ancora Topolino ogni settimana; il mio fidanzato con la muta da windsurf; il rugby; passare il Natale da mio fratello a guardare film horror in mutande; ricevere cartoline; la pasta e la verdura; le cose da nerd; i temporali; i siti archeologici; la birra; i quaderni a quadretti; le matite colorate; progettare un nuovo viaggio; i Simpson; trovare monete nelle tasche dei giubbotti dell’anno scorso.

Non mi piace

L’avarizia; i selfie; il congiuntivo; l’alta velocità; il commercialista; il whisky; i blog di scrittura che puntano sui contenuti; fare una visita medica; Facebook; parlare in pubblico; il fegato cucinato in qualsiasi modo; il Salone del libro di Torino; le filosofie spicciole alla Steve Jobs; quando i grandi si comportano da bambini; Harry Potter; lo sport agonistico; mangiare da MacDonald’s; il marketing della cultura; gli smartphone in mano ai ragazzini; Oliviero Toscani; gli scrittori allo Strega; Renzi e tutti gli altri; Expo; la Ferrari; le botte agli operai; io ho ragione tu hai torto; le saghe fantasy; fare shopping; la domanda di rito in fondo ai post; quelli che amano gli animali e odiano i loro simili; i film horror; quelli che argomentano per punti; la bestemmia, i tacchi alti, gli abiti firmati, la volgarità, il tubetto del dentifricio lasciato senza tappo, mangiare a letto, la musica dei cantautori, i tailleur, la donna troppo truccata, il pregiudizio, il lifting, i tatuaggi, chi si fa i fatti degli altri, le catene di Sant’Antonio, l’ipocrisia, leggere a letto, il caldo eccessivo, il Carnevale, aspettare chi è in ritardo, le fiction con Gabriel Garco, la biancheria che non si asciuga in inverno, le auto di grossa cilindrata, chi butta le carte dal finestrino mentre guida, l’oroscopo; programmare; restare tutto il giorno a casa; la violenza; le persone che urlano; chi ha sempre ragione e chi ha sempre torto; le apparenze; la confusione; i cavoli e i pomodori; la morte; perdere fiducia in me stessa e negli altri; non sentirmi all’altezza; dovermi adeguare per forza; rinunciare; perdere tutto quello che ho scritto al computer e dover ricominciare daccapo; essere disturbata mentre sono concentrata a fare qualcosa; dimenticare; piangere in pubblico; mangiare troppo; chi sa sempre tutto; chi ti scavalca mentre sei in fila; il datore di lavoro che approfitta dei dipendenti; le tasse e l’aumento degli abbonamenti; i treni in ritardo; non saper disegnare; il buio; il tempo perso e quello sprecato; avere paura; perdere chi amo; le mamme che criticano i figli altrui per sentito dire; le programmazioni ancora da scrivere; le graduatorie scolastiche che vanno rifatte; un’attesa che pesa ogni giorno di più; il pelo del gatto in ogni angolo; i panni da lavare; la carne di animali che non siano mucca maiale; la scarsa empatia turistica dei liguri; il marketing spinto; le milanesi che se la tirano; i bambini che dicono ciccione a un bambino più tondetto; i gruppi omologati; mettere la crema solare protezione 50; chi mette zizzania sul lavoro; aspettare in coda; fare la spesa; stirare e le altre faccende domestiche; litigare; la folla; la pubblicità in tv; la pubblicità al cinema (mi piacciono i trailer); la puzza del depuratore del Lambro portata dal vento; quelli che puzzano come il depuratore del Lambro per fare gli alternativi; chi ti fa un favore per dire in giro quanto è bravo; chi ti parcheggia nella portiera; condividere l’ascensore con sconosciuti.

Ce n’è a pacchi di personaggi in questi elenchi, basta saccheggiarli, non credete? Se poi volete aggiungervi all’archivio sapete come fare.

 

 

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19 commenti

Archiviato in Trame e personaggi

19 risposte a “Mi piace, non mi piace il personaggio

  1. Il personaggio che hai creato con la fusione mi piace è bellissimo! Adesso raccontala tu, la sua storia!

  2. Simona C.

    Un personaggio a cui piace stirare va bene per la fantascienza 🙂

  3. Ryo

    Tanto per cominciare, per scrivere di qualcuno che stira dovrei padroneggiare l’arte… cosa che in effetti mi è estranea 🙂

  4. Oggi, una “giornata un po’ particolare” per tanti, vedo! 😀

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