Autopromozione, no grazie

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«Uno scrittore che parla dei suoi libri è insopportabile quasi come una madre che parla dei suoi figli».

Benjamin Disraeli

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10 commenti

Archiviato in Fenomeni editoriali

10 risposte a “Autopromozione, no grazie

  1. Con moderazione in entrambi i casi è accettabile e poi dipende come se ne parla secondo me, ci sono aneddoti simpatici, però sì spesso si cade nello stalking involontario, come le mamme ai giardinetti, alcune sono di un irritante ma mai come quella in ufficio, perché se il giardinetto tutto sommato è il luogo deputato ai bimbi, l’ufficio è quello per il lavoro alla scrivania e continui bla bla sui pargoli distraggono e non aggiungono alcun valore.

  2. Un po’ è inevitabile, sia dei figli che dei libri. Come dice Sandra, dipende dal dove e dal come.

    • In effetti all’interno di alcuni discorsi ci sta anche bene autocitarsi. Basta che sia giustificato dal contesto. Per fortuna non ho mai trovato nei blog che frequento riferimenti spudorati e ingiustificati ai propri libri.

  3. Su questo fronte i padri non sono tanto meglio delle madri 😉 fbsd

  4. Il paragone è azzeccato ma come in tutte le cose direi che è principalmente una questione di intelligenza.
    Un saluto

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