Libri di stato, stato dei libri

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Mentre sto scrivendo questo post il nostro presidente del Consiglio è in visita a Machu Picchu, parentesi culturale nel suo viaggio diplomatico in Sudamerica. Come sapete questo blog non si occupa di politica, ma quando la politica entra in libreria prima di volare oltre oceano, come potrei fingere che non sia avvenuto?

Il buon Matteo prima di salire sull’aereo per Santiago del Cile, prima tappa del suo tour turistico-istituzionale, si è fiondato la mattina presto nella libreria dell’aeroporto e non si è limitato a uno o due volumi come noi comuni mortali. No, ne ha acquistati addirittura otto, come potete vedere nella foto di apertura del post. Come farà a leggerli tutti nei pochi giorni della trasferta è un mistero glorioso, su cui neppure il sinodo dei vescovi osa pronunciarsi.

Però è bravissimo questo premier, un vero lettore forte. E anche etero, per la verità, perché gli piace un po’ di tutto: L’ultimo arrivato di Marco Balzano; Solo bagaglio a mano di Gabriele Romagnoli; Anna di Nicolò Ammaniti; La mia vita nell’inferno di Ceaucescu di Herta Muller; I vostri padri dove sono? E i profeti vivono forse per sempre? di Dave Eggers; La zona di interesse di Martin Amis; Ognuno potrebbe di Michele Serra. Ultimo, ma non meno importante, L’elenco telefonico degli accolli di Zerocalcare.

Complimenti, Matteo: una bella scorpacciata letteraria. Che onnivoro che sei: dal premio letterario al libro classico, senza tralasciare il fumetto d’autore che tanto piace ai giovani.

Mi dispiace solo che in Italia esistono persone come me, che pensano che politica e cultura non vanno mai a braccetto. Che se un politico va in libreria e acquista un libro e poi il suo spin doctor personale, in questo caso nomfup, ossia Filippo Sensi, twitta la notizia in rete con le foto che mostrano i libri che ha acquistato in modo che si veda che il presidente del Consiglio legge e cosa legge e che legge un po’ di tutto, un po’ di Serra e un po’ di Amis, uno Zerocalcare alternativo e un premio Campiello istituzionale, pensa immediatamente che è solo apparenza, marketing, comunicazione dell’immagine. Cultura niente, amore per i libri e quello che contengono non pervenuto.

Peccato quindi che in Italia ci siano persone come il sottoscritto, che un libro ci mettono una vita a leggerlo e ad assimilarlo, e otto in una settimana è addirittura stupido pensarlo. Gente retrograda.
Tu vuoi farci cambiare verso, ma quelli che i libri li leggono per davvero, quelli come me, non c’è proprio verso di cambiarli.

Che almeno il tuo spin doctor ci mostri lo scontrino, caro Renzi: staremmo pure più sereni.

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16 commenti

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16 risposte a “Libri di stato, stato dei libri

  1. Sei sul pezzo che è una cosa incredibile. Anzi, sulla caviglia.
    Helgaldo: il mastino dei Book-a-mille.

    Cioè, davvero. Sono proprio impressionato.

  2. Ariano Geta

    Sull’attuale presidente del consiglio che ricopre la carica senza essere stato eletto meglio stendere un velo pietoso. Quando lo chiamavano “Renzusconi” pensavo fosse una reazione della sinistra più estrema che non si adattava a un segretario stile Tony Blair, negli ultimi mesi ho invece capito che il cittino fiorentino è il più spudorato piazzista di se stesso.
    Probabilmente, se qualcuno per assurdo glielo chiederà al ritorno, affermerà di aver letto tutti e otto i libri mentre stava in aereo.

  3. iara R.M.

    Bisognerebbe interrogarlo, che dite? 🙂
    Ma poi penso e mi dico: A chi prende in giro?
    Fingere di sapere, non è sapere.
    La cultura non può essere una recita e la pienezza che ti offre un libro non è correlata allo spazio occupato in una valigia. Che la sua immagine sia legata all’apparenza, immagino non sia più un mistero per nessuno!
    Buon pomeriggio 🙂

  4. Per leggerseli tutti deve portarseli fino in cima, e non alzare gli occhi manco per vedere il panorama!

  5. Perché sei in mala fede, caro Hell. Renzi legge, ha buon gusto e se – giustamente – ti stai chiedendo come faccia a leggere tanto (e bene) in così poco tempo, la risposta è semplice: adotta il metodo di lettura veloce brevettato da lui stessissimo, cioè: non li legge, li assorbe. Infatti, il nostro Matteo, è meglio della carta assorbente. Potremmo quasi dire che la cultura lui la sniffa, ma non sarebbe delicato: si potrebbe interpretare male. Insomma: se ne nutre; si sa mai che a Machu Picchu un piatto di spaghetti non glieli facciano trovare. In fondo, che mangiano in Perù: lama?

  6. Siete prevenuti, ma non lo sapete che lui legge alla velocità della luce come le sue riforme! Avete presente il biondino della serie “Criminal Minds” che legge i libri sfogliando velocemente le pagine di un libro, sì quello che noi facciamo per annusare l’odore della stampa, Renzi ha gli stessi poteri.

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