Conformismi editoriali

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«Se leggete solo libri che tutti gli altri stanno leggendo, state pensando solo ciò che chiunque altro sta pensando».

Haruki Murakami

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11 commenti

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11 risposte a “Conformismi editoriali

  1. iara R.M.

    Peccato che il conformismo non risparmi la cultura, anzi, è proprio questa che attacca con più ferocia. Freud, in un contesto più ampio parlò di:
    “… miseria psicologica della massa”.

  2. Però siamo in tanti ad amare Murakami, lui è il primo che induce in tentazione!

    • Su questo giudizio non concordo, in verità. Se uno scrittore pensa che un libro si può leggere in un solo modo, il conformista è lui. Se un libro contenesse anche una sola idea, un messaggio univoco, persino banale, rivendico la mia libera interpretazione dell’opera, di un passaggio, anche di una sola parola. Un milione di persone che leggono lo stesso libro possono avere idee discordanti su tutto.

      • iara R.M.

        Forse, alcune persone leggono libri di successo, solo in quanto libri di successo; senza un reale interesse a sviluppare pensieri propri e opinioni critiche. In effetti, è un po’ difficile credere che chi legge SOLO libri che leggono altri, sia poi, incline a vedere cose diverse da quello che vedono tutti gli altri. Presumo che la chiave per dare un senso al pensiero di Murakami, risieda in questa esclusività nel compiere le proprie scelte sulla base delle opinioni degli altri.

      • Davanti alla Monna Lisa chissà cosa passa per la testa dei milioni di visitatori. Quali differenti reazioni, pensieri, sentimenti possono avere? Eppure nessuno li critica, né critica il quadro.

  3. Esistono diversi livelli di lettura, è vero, del resto provato dal fatto che rileggendo lo stesso libro a distanza di anni si provano sensazioni diverse e fanno pensieri magari differenti. Poi io sono una che Murakami lo trova sopravvalutato… odiatemi!

  4. iara R.M.

    Che possano coesistere opinioni discordanti mi sembra piuttosto evidente; la stessa citazione di Murakami suscita in noi idee diverse.
    Per me, non significa che se leggo il tuo stesso libro, poi finisco col pensare quello che pensi tu e ad avere la stessa opinione.
    Io l’ho letta più come un invito a non uniformarsi, a non basare le nostre scelte solo sulle opinioni altrui o finiremo col pensare solo quello che pensano gli altri. Decidere con la nostra testa: a partire dalla scelta del libro. Ricercare qualcosa che per noi abbia valore, al di là della popolarità.
    Già questo, significa attivare la propria capacità di pensare.
    Il punto, per me, è la motivazione per cui scegliamo di fare o non fare qualcosa, di leggere o di non leggere un libro. Poi, è naturale che ognuno filtra le informazioni che riceve in base alle proprie strutture mentali.

    • Quello di Murakami non ha il tono di un ragionamento articolato come il tuo, ma mi pare più una provocazione cattivella. Se leggete solo libri che tutti gli altri stanno leggendo, in pratica i best-seller, allora state pensando solo ciò che chiunque altro sta pensando. Mi sembra un giudizio su una certa fascia di lettori, e forse anche di libri.

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