Pensa 14 volte

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Aneddoto. Guido Davico Bonino oggi ha 77 anni. Quando ne aveva 23 andò a sostituire Italo Calvino nel ruolo di capufficio stampa all’Einaudi.
Ebbe la fortuna di dividere la stanza con lo scrittore, il quale un giorno gli fece riscrivere una quarta di copertina 14 volte, finché verso le otto di sera gli disse: «Vada pure, se proprio deve andare. Resto io a fare un po’ di lima al testo».

Non dico quattordici, né dieci, ma cinque. Si potrebbe riscrivere cinque volte un romanzo o un racconto, o almeno un post, prima di pubblicare. Si vede che non lo fa mai nessuno, me compreso. E nemmeno lo pensa.

Fortunati a non essere compagni di stanza di Calvino possiamo continuare a illuderci di saper scrivere.

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16 commenti

Archiviato in Arti e mestieri

16 risposte a “Pensa 14 volte

  1. C’è sempre un motivo, per cui le cose sono come sono.

    • Parli come un vecchio saggio sulla montagna, ma quaggiù noi non capiamo la verità che sgorga dalle tue labbra. Spiegaci.

      • Attento Helgaldo: a me saggio non l’ha mai detto nessuno. 😛

        Negli ultimi trenta-quarant’anni mi pare che ci sia stato un progressivo slittamento verso il pensiero semplice, cioè quello che illude che esistano risposte semplici a problemi complessi. Una cosa comune, purtroppo, in tutti i campi dello scibile a cominciare dalla medicina (casi Stamina e via dicendo), alla politica estera (basta bombardare e il problema si risolve), ecc.
        Anche la scrittura non è indenne: un po’ di regole di scrittura e via, tutto risolto. Come sempre la realtà è un po’ più complessa di così e se il prodotto libro, come si dice in questi casi, ci sembra in peggioramento, è perché si risparmia sulle ore necessarie alla sua produzione. Il risultato è fuorviante: se la scrittura amatoriale si è avvicinata a quella professionale, non è per il miglioramento della prima ma per il peggioramento della seconda.

      • Mi piace il tuo ragionamento geometrico, non fa una grinza. Vedi che non mi sbaglio: sei un saggio.

      • Mi sa che mi ci ritrovo molto anch’io nella saggezza di Michele

      • … e intanto qui si continua a fare filosofia!

  2. Commento prima di leggere quanto scritto da Michele. Sono passati 50 anni, caro Helgaldo (o cara?) argh! e qualcosa significa. Rileggere una volta di sicuro sì, intendo un post, un libro molte di più. La quarta di copertina la fa l’editore, di solito, ma noi che ci siamo esercitati assai con le presentazioni (mi spiace tanto che ormai il venerdì non ci sia più nessuno) non siamo arrivati a 14 volte, ma qualcuna sì.

  3. Bello quest’aneddoto che in poche righe riporta a un modo di fare le cose d’altri tempi, con quella cura e amore per le parole che (forse?) abbiamo dimenticato. Oggi sarebbe impensabile tanto soffermarsi su poche righe, presi come siamo da certi ritmi e dalla smania di fare le cose in fretta, per poterne fare mille in poco tempo. Però il titolo che hai dato al post l’ho trovato significativo: se non riscrivere 14 volte, almeno proviamo a pensare 14 volte prima di scrivere.

  4. No, 14 volte per un post nel blog sarebbe da matti! È l’unica “rielaborazione dati” in cui, credo, non ci sia bisogno di revisioni infinite, alfa-beta-gamma readers e sdillinii letterari vari. Giusto una decina di riletture, semmai e una settimana di riflessione! 🙂

  5. iara R.M.

    Questo Aneddoto mi è StraPiaciuto!
    Lo stampo e lo tengo come promemoria sulla scrivania!

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