La solitudine dei numeri uno

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«L’autore ha bisogno di farsi le ossa ed è difficile che il primo libro sia quello più importante. Non invidio chi con il primo libro ha sbancato. Perché poi, se ci fai caso, i trend sono sempre in calo. Invece la piccola casa editrice ti forgia».

Michele Rossi

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14 commenti

Archiviato in Fenomeni editoriali

14 risposte a “La solitudine dei numeri uno

  1. Questa cosa me l’hanno detta tipo al secondo giorno di non so più quale corso di scrittura creativa. Verissima.

    • E oltre a questo, un’altra cosa interessante che ti hanno detto a quel corso, e che può servire a tutti noi?

      • Helgaldo caro, ho frequentato credo 7 corsi di scrittura creativa, tecniche narrative e sto andando a memoria per difetto, diciamo minimo 7, di cose me ne hanno insegnate un botto. Tu ne vuoi una così random, eccola: scrivere un romanzo senza avere in mente il committente è una vaccata.

      • 😀

        Sandra cara, non diciamole in giro queste cose… prevedo suicidi in massa di scrittori. Da aspiranti a spiranti.

  2. Concordo al 101%.
    Pensate che tristezza vivere fino a 80 anni sapendo che la tua cosa migliore l’hai scritta a 20…

  3. È un problema che non mi dispiacerebbe avere.

  4. thanatos8604

    Mi auguro che non sia il mio caso ahah!

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