Fabio Volo al volo

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Qualche giorno fa mi ero chiesto quale fosse il segreto della scrittura di Fabio Volo, l’autore italiano più venduto negli ultimi anni. Di questo nessuno mai ne parla, neppure lui stesso, quasi che l’argomento sia tabù o non appartenga alla sua vita. Forse li scrive qualcun altro i suoi libri? A pensar male si fa peccato, diceva Andreotti, ma spesso si indovina.

Per fortuna sabato scorso sulle colonne della Stampa è intervenuto a fugare ogni mio dubbio Bruno Gambarotta. Lo scrittore e conduttore televisivo astigiano, recensendo l’ultimo romanzo del Fabio nazionale – recensione ampiamente positiva – sentite un po’ che cosa dice della scrittura dell’ex iena.

«È tutta la vita è il suo ottavo romanzo e ha un incipit degno del Tolstoj di Anna Karenina: “Per una coppia felice nulla è più pericoloso di un figlio”. Magnifico, in una riga di racconto tutta la trama. Fabio Volo sa per esperienza diretta che in uno spettacolo il vero punto critico sono le entrate e le uscite e che quello che c’è di mezzo conta molto meno. Applica la lezione alla scrittura: tutti i 28 capitoli aprono e chiudono con frasi perfette, tanto da pensare che l’autore proceda scrivendo prima l’inizio e la fine di ogni capitolo e provveda poi a riempirlo». Illuminante.

Sorvolando sull’affermazione un po’ azzardata che l’incipit di Anna Karenina sia pari a quello di Volo – Tolstoj ha in realtà solo da imparare dal nostro Fabio –, per il resto l’analisi di Gambarotta mi pare credibile e facilmente verificabile. E infatti ho verificato immediatamente.

Mi sono perciò fiondato in libreria e ho letto in quattro minuti esatti, comprensivi del tempo per voltare le pagine, i 28 capitoli del libro seguendo il metodo Gambarotta. Devo ammettere che la trama è cristallina, cinematografica, banale ed efficace. Vi invito a leggervela per conto vostro, perché si apprende più in questa lettura al volo, che in tutti i manuali di scrittura creativa che vi sono passati per le mani in tanti anni, ovviamente per libri pensati per diventare dei best seller commerciali da milioni di copie.

Giusto per farvi capire di che cosa sto parlando vi mostro i primi quattro capitoli del libro, presentati in questo strano modo. Ma completare la lettura per conto vostro vi assicuro che non sarà tempo sprecato.

 

Capitolo 1

Per una coppia felice nulla è più pericoloso di un figlio.

Il segreto di una relazione non è continuare ad amarsi, ma far andare d’accordo le due persone che si diventa stando insieme.

 

Capitolo due

Un pomeriggio di cinque anni fa era successo un disastro.

È stata la prima volta che ho visto Sofia.

 

Capitolo 3

Non so se esiste un disegno divino, se le persone che s’incontrano sono destinate a farlo o se la vita è solo una serie di coincidenze, di incognite che casualmente si impongono. Non ho mai avuto una idea chiara a riguardo, posso solamente dire che alcuni eventi della nostra vita si muovono in maniera così sincronizzata da far pensare a qualcosa che li guidi.

Ho sentito scoppiare un boato, sulle note di Start Me Up ho lasciato lo stadio per andare da lei. Non riuscivo a capire cosa mi facesse sentire così leggero. C’è voluto del tempo ma alla fine ci sono arrivato: ero felice di aver trovato una persona che aveva la forza di farmi fare quello che stavo facendo.

 

Capitolo 4

Quando sono arrivato alla stazione ho cercato il binario del treno per Bologna e mi sono messo a correre: non sapeva che stavo andando da lei, non l’avevo avvisata. Se non fossi arrivato in tempo non glielo avrei mai detto.

«Quando ci vediamo te lo dico.»

 

Concludo soltanto dicendo che poi si passa dall’innamoramento al sesso; poi la voglia di vivere assieme; poi di sposarsi; poi arriva il figlio; poi la logistica del figlio; poi la coppia si raffredda; poi l’occasione che fa l’uomo fedifrago; poi l’avventura di una notte con la collega a una fiera all’estero; poi il pentimento; poi il finale. Il finale però non ve lo dico, non vorrei bruciarvi il libro.

Un romanzo di duecento pagine in quattro minuti non mi era mai successo.

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37 commenti

Archiviato in Fenomeni editoriali

37 risposte a “Fabio Volo al volo

  1. Grilloz

    Ecco, forse “Tutte le famiglie felici si assomigliano fra loro, ogni famiglia infelice è infelice a suo modo.” ha un altro spessore, ma solo forse.
    Fabio Volo però prima o poi mi riprometto di leggerlo, non mi piace giudicare per sentito dire, e poi sono convinto che ci sia da imparare (non imitare, eh, imparare 😉 )
    L’idea che mi dà comunque è che nell’era di facebook scrivere un libro fatto di frasi facilmente estrapolabili dal contesto e piazzabili in un meme da condividere sia una scelta vincente per vendere e poi creare una grossa fetta di lettori occasionali che cerca proprio qualcosa di semplice da poter leggere distrattamente (un po’ come guardare una soap opera per intenderci).

    • Imparare si impara da tutti. Proverò a ripetere il test con un altro beat seller di Volo. Voglio capire se è voluto o frutto del caso. Però da poche righe ho intuito benissimo il tipo di trama. Per funzionare ha funzionato. 🙂

      • Grilloz

        Devo dire che il test è stato interessante, sai, questo gioco mi ha ricordato un po’ quello di “se una notte d’inverno” dove mettendo insieme gli incipit di tutti i capitoli si costruiva un’altra storia, beh, lì era su un altro livello 😉 ma non è detto che il gioco non possa essere sfruttato.

      • Questo gioco con Calvino non lo conoscevo, Ma ho qui il libro.

      • Grilloz

        Leggilo, cosa aspetti 😀 (spero di non aver spoilerato troppo :P)

      • Hell… non lo conoscevi perché non hai letto il mio post che ne parla. XD

      • Non conoscevo il gioco di unire gli incipit. Il libro l’ho letto, me lo ricordo perché mi sono annoiato. 😀

      • Grilloz

        Mi pare che lo dica in modo esplicito nel finale 😀
        beh, il gioco sugli incipit si fa presto 😉

      • Ricordi bene Grilloz, lo dice in modo esplicito proprio nel “quasi” finale. Il finale vero è l’unione in matrimonio tra lettore e lettrice: un’occasione persa, secondo me, per fare un bel romanzo perfettamente circolare… 😛

        Hell: è vero, è un po’ noioso.

    • Grilloz

      A me era piaciuto, non lo ricordo noioso, ma sono passati vent’anni, mi sa che è quasi ora di riprenderlo in mano

  2. iara R.M.

    Non so… Forse, bisognerebbe prima di tutto capire cosa si vuole. Capisco che molti scrivano con l’aspirazione di pubblicare e vendere, così da rendere il sogno, la passione anche un lavoro; però, è come dire che io volendo recitare pur di riuscirci vado a girare film porno.
    OK il compromesso, ma poi cosa resta?
    La scrittura è anima, magari sgrammaticata;
    ma l’anima non si dovrebbe vendere per qualche copia in più. Ora, lo so: il mio, è il discorso di una ingenua, romantica idealista che forse, non vuole neanche fare la scrittrice e che ancora forse, oggi è scesa dal letto col piede sbagliato.
    Però, Volo poi lo leggo se riesco a fare un salto in biblioteca; così, per capire.
    Felice giornata! 🙂

  3. Io un suo libro l’ho letto (non ricordo quale), un paio di anni fa: è lineare, banalotto, ma fa il suo dovere. Inoltre mi pare che la scrittura di Volo sia superiore a tanto self. Non credo che questo tipo di narrativa sopravviva a se stessa, ma vende e quindi…

    Bell’analisi, grazie.

  4. Come sempre sono i fatti che contano e le chiacchiere stanno a zero. Vende, è indubbio. Vende ed è primo in classifica. Ergo, sono gli altri a sbagliare: su questo non credo ci siano dubbi. Se poi qualcuno si sente talmente superiore da puntare addirittura sui posteri, per la propria gloria… buona fortuna. 🙂
    La costruzione dei capitoli fatta così non mi pare una grande novità, però è probabile che lui abbia portato la cosa ad un certo livello di perfezione, così come è indubbio che sappia scrivere quello che più o meno la gente cerca. Anche questa è una dote non facile da avere. Studiarlo, come sempre, non può che fare bene.

    • Tutto chiacchiere e distintivo, chiacchiere e distintivo, sei solo chiacchiere e distintivo. Ma dove l’ho letto? O l’ho sentito? Mah…

      La lettura veloce, credimi, dà delle sorprese.

  5. Grazie a questo post per la prima volta ho letto delle frasi di Fabio Volo e le ho trovate molto molto meno peggio del previsto. Una scrittura pulita, lineare che arriva subito al sodo. Ci vuole tanto mestiere per questo. Non è la letteratura che interessa a me, ma più per le trame che per lo stile, direi, ma non mi permetterò più di usarlo come esempio di pessima scrittura.

    • Io però ne ho lette delle pagine, e ti assicuro che scivola spesso e volentieri, tanto da rendere difficile a volte non chiudere il libro e mollarlo lì. La verità, come sempre, sarà nel mezzo. La consistenza è quella che è (e magari è proprio sua-sua?), il mestiere c’è (sarà suo-suo anche quello?) 🙂

  6. Allora, io di Volo ho letto credo 3 libri, poi ho smesso, non li trovavo così validi, e dovendo scegliere cosa leggere per la legge per cui non potrò leggere tutto ciò che vorrei, lui è stato scartato. La trama di questo mi pare abusata, scusa eh, ma qui: poi l’occasione che fa l’uomo fedifrago; poi l’avventura di una notte con la collega; poi il pentimento; poi il finale. Il finale però non ve lo dico, non vorrei bruciarvi il libro. Dio è identico al mio Ragione e pentimento.
    Ma la cosa più sconvolgente di questo post è che io ieri sera ho messo in bozza un mio post dove parlo anch’io dell’incipit di Anna Karenina.
    Io e Helgaldo uniti da un filo invisibile, mah.

    • Allora sei tu il ghost di Volo, quella che gli scrive le trame. Oppure… ti ha copiato! Plagio!! Sandra, denuncialo, chiedi i danni! Ragione e plagiamento.

      • Titolo: Plagio e ragionamento

        Quarta: Sandro Nuoto è l’autore bestseller del momento, e vende carrettate di libri. Però è chiaro a tutti che le cose che pubblica sono sciape e non è difficile scoprire che seguono la corrente principale del pensiero di Massa. Fabia Saè, promettente scrittrice, decide di bruciare le tappe: scrive quello che sarà il prossimo bestseller di Nuoto, pronto a prenderlo in castagna e a denunciarlo per plagio. Riuscirà nel suo intento?
        Un romanzo che fa le pulci all’editoria, e che metterà a nudo i sentimenti degli scrittori che voglio vendere i libri, invece che farli scaricare gratuitamente da oscuri siti russi.

      • Domanda: perché avrò scritto “Massa” e non “massa”?

        Non è subliminale, è che proprio me lo domando pure io…

      • Grilloz

        Ti riferivi alla città? 😛

      • Gli ho tanto sciacquati i panni in Arno, deh, ch’ ormai c’è solo Massa 😉

  7. @ Michele, sei mitico sul serio, non tanto per dire, grazie grazie

  8. Almeno con la sua scrittura genera posti di lavoro 😀

  9. Simona C.

    Continuo a non capire se il successo sia dei libri o del personaggio. Non lo conosco abbastanza per giudicare e non ho tanta voglia di leggerlo per capire, visto che il genere non mi attira. Il collage di frasi dei Baci Perugina in apertura e chiusura dei capitoli sembra funzionare ed è perfetto per la condivisione sui social. Bravo lui o chi per lui.

  10. Ehi, io faccio la fila al ricevimento di mio figlio (sono la settantesima e qui siamo ancora a cinquantaquattro, farò notte!) e voi da queste parti “volate” alla grande!
    Ho letto un libro di Fabio Volo, una volta, perché volevo sapere se un personaggio pubblico che lavora in radio e in televisione fosse in grado anche di inventare storie leggibili. Mi sono tolta lo scrupolo, senza troppe paturnie. Non sono diventata una sua fan sfegatata, ma, alla fine, buon per lui! Certo, quest’ultima storia è un tripudio di cliché!

  11. Nel mio prossimo post pensavo di parlare di Fabio Volo, collegandomi al tuo commento, ma hai già scritto tutto tu caro Hell, quindi inutile ripetersi …
    anche se forse qualcosa scriverò sul tema.
    Fabio Volo è un fenomeno commerciale probabilmente molto ben supportato e costruito.
    Però io ho letto due suoi libri e li ho trovati molto carini, la scrittura è scorrevole e spontanea (magari è un gioco fatto ad arte, chi può dirlo, io no).
    Sicuramente Volo piace per questo, si legge bene e ci si ritrova perché tutti, chi più chi meno, vivono analoghe situazioni.
    Corro anzi volo a comprare il libro 😉

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