Punto nell’amore

foto_cuore_rosso_bianco

Qualche giorno fa ho letto su un giornale di una ricerca svolta da un’università, presumo americana, che ha studiato una gran mole di messaggi spediti con WhatsApp e Sms, riguardo alle emozioni che si comunicano agli altri, ricerca dai risultati interessanti.

La conclusione a cui sono giunti i cervelloni è che inviando messaggi del tipo «ti penso sempre pandorina mia, ti amo a tutte le ore panettoncino mio», se chiudiamo la comunicazione mettendo il punto fermo, come richiederebbe la grammatica, ecco che la carica d’affetto subirebbe una perdita d’effetto.

Il punto in fondo al messaggio suonerebbe infatti alle orecchie del ricevente come un formalismo fuori luogo, comunicando non il piacere di un dolce assaggio, ma freddezza, sintomo di un rapporto sentimentale arrivato alla scadenza.
Il precisino che mette i puntini sulle i, e d’ora in poi anche i punti in fondo al testo, è perciò avvisato: toglierli immediatamente se non vuole passare il Natale solo come un cane, mentre l’ex fidanzata sta ai Caraibi con l’amica in cerca di nuove conoscenze non grammaticali.

Mi chiedo dove le università trovino i soldi per ricerche dall’esito telefonato, anzi uozzappato. Potevano rivolgersi direttamente a me per il significato subliminale del punto fermo, l’avevo già intuito nel 1994: «Helgaldo caro ‘sto cazzo di romanzo che stai scrivendo da una vita non hai tempo mai per me mi hai proprio rotto ciao per sempre.».

A quel punto, visto il punto fermo in fondo, l’ho lasciata. Troppo formalismo, poca affettività, sentimenti da cantone svizzero. E per essere sicuro di non fare un passo indietro, di non darle un’altra chance ho abbandonato anche il romanzo. Non scriverò mai più di lei.

Annunci

19 commenti

Archiviato in Moleskine

19 risposte a “Punto nell’amore

  1. L’autobiografico non funziona.
    La frase precedente è vera, a prescindere dall’ambito semantico in cui la si voglia collocare.

  2. Grilloz

    Più che altro è interessante notare come la punteggiatura stia evolvendo per adattarsi ai nuovi mezzi di comunicazione, assumendo significati diversi da quelli previsti in origine. E nella punteggiatura ci metterei anche le emoticons, il cui uso o meno può variare l’esito di un processo per diffamazione:
    http://www.ilpost.it/2013/05/25/sally-bercow-twitter-diffamazione/

    • In realtà la ricerca, ora che mi ci fai pensare, suggeriva la sostituzione del punto fermo con una bella faccina sorridente. Mettere quindi il punto quando di lei (lui) non se ne può più. Se poi non lo capisce…

  3. Vita dura per i precisini che usano la punteggiatura
    forse invece che un punto è meglio mettere i puntini di sospensione.
    Tipo “ti penso sempre…”

  4. iara R.M.

    Io invece, metto prima il punto e poi, la faccina; così, salvo regole grammaticali e rapporti affettivi. (Almeno spero!). 🙂

  5. Helgaldo sarai il più delizioso piatto di cotechino e lenticchie che il Natale mi porterà in tavola
    (E se mi dai il tuo numero di telefono te lo wozzappo)

  6. I love you forever.

    I love you… forEVER…

    La prima è una promessa, la seconda è una minaccia.

  7. tizianabalestro

    Pandorina mia e panettoncino mio qui non si usa :p
    Regionalismo?

  8. tizianabalestro

    Non ci avevo fatto caso prima, ma forse la teoria del punto è fondata

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...