Io confesso

foto_fiori_testa

Sulla mia bacheca di WordPress, nella sezione «Novità-Articoli più letti» mi imbatto per caso in un post dal titolo interessante: «Io non leggo le donne, perché dovrei nasconderlo?». Incuriosito, giungo così su Libroguerriero, il blog di Marilù Oliva, autrice impegnata in prima linea sul fronte del femminicidio e della parità tra i generi.

Innanzitutto potete leggervi l’articolo in questione, che è una lettera aperta al direttore di una grande libreria di Bologna, il quale parlando con una giornalista di Repubblica riguardo ai suoi gusti letterari, a una domanda specifica sulle scrittrici («Di autrici nemmeno una?») risponde: «Lo confesso, non ne leggo molte. E non volevo barare, né fare il politicamente corretto».

A onor del vero Brunella Torresin, l’autrice dell’intervista, non si scompone affatto per l’ammissione di colpa dell’interlocutore (uno che confessa è sicuramente colpevole di qualcosa), ma procede spedita verso la conclusione della chiacchierata, perché l’importante è arrivare a dire che Marco Mengoni sarà presente in libreria, dove si aspettano l’arrivo di mille persone, e questo sì che ha valore culturale, oltre che monetario.

Chi invece se la prende è la scrittrice del blog. Un po’ perché conosce personalmente l’uomo, un po’ perché si fida del libraio, un po’ perché è donna, un po’ perché è scrittrice: insomma, di po’ in po’ il vaso si riempie e poi l’acqua trabocca. Morale: avrebbe preferito sentire una piccola bugia – sì, leggo parecchie scrittrici – a una verità politicamente non corretta che rialza barriere culturali che invece andrebbero abbattute. Da qui scatta la perplessità, la contrarietà, l’indignazione verso chi ha, in quanto libraio, un ruolo nella diffusione della cultura. Probabilmente da domani cambierà libreria per i suoi acquisti.

Possiamo discutere se abbia fatto bene lui a dire quello che pensa, se abbia ragione lei a dire che non doveva dirlo, ma non è questo il punto che mi preme sottolineare.

Devo però ammettere, anzi confessare, che neppure io ne leggo molte di donne. Mi viene in mente solo Oriana Fallaci e Mary Shelley, e un po’ me ne sono sempre vergognato. Possibile che pur preferendo le donne nelle conversazioni, nelle amicizie, sul lavoro, nella vita, nei blog e anche nei personaggi letterari, quando poi entro in libreria non mi viene mai in mente di immergermi in una scrittura al femminile?

Vero è che prediligo i classici, gente morta da almeno cinquant’anni, e a quei tempi alle donne venivano date poche occasioni culturali; vero anche che non seguo la letteratura di genere dove la presenza femminile è oggi pari, se non superiore, a quella maschile.

Ma se non leggo scrittrici divento automaticamente un lettore maschilista, uno che non legge le donne in base a qualche preconcetto inconscio? Spero di no. Nel 2016 cercherò di colmare questa mia lacuna leggendo anche qualche scrittrice, come suggerisce, ma forse un po’ vorrebbe imporre, l’Oliva.

Resta comunque salvo, come dice Pennac, il diritto di non leggere (né uomini né donne). Sul dovere di non discriminare siamo invece tutti d’accordo, spero.

Annunci

54 commenti

Archiviato in Moleskine

54 risposte a “Io confesso

  1. Io, invece, nell’ultimo anno credo di avere letto più donne che uomini.
    Quindi, Helgaldo, sei a posto:
    «e, se nun entra nelle spese tue,
    t’entra ne la statistica lo stesso
    perch’è c’è un antro che ne magna due.»

  2. Faccio bene io che non guardo chi è l’autore prima di comprare un libro? Guardo i titoli, se uno mi attira leggo la trama e se mi ispira compro il libro. Poi, forse, guardo di chi lo ha scritto. Se mi dovessi chiedere chi è l’autore del libro che sto leggendo o di quello che mi è piaciuto di più, con molta probabilità non saprei risponderti, salvo per quelli di etologia animale che sono andata a cercare appositamente.
    Sessista chi non legge le donne? Non direi. Sono semplicemente gusti; magari non piace lo stile di scrittura femminile e quindi non si preferiscono le scrittrici, ma non mi sembra un crimine. 🙂

    Buona giornata

    • Eccoti di nuovo qui! Grazie del tuo intervento. Sì, anch’io spesso scelgo un libro per ragioni che non hanno nulla a che vedere con il nome dell’autore. Però quasi sempre poi il nome è maschile, ma ripeto, se leggi l’Ottocento difficilmente ti capita una donna, per motivi anche storici. Invece non ho opinioni sullo stile di scrittura al femminile. Però Anna Karenina, per esempio, piace sia a uomini sia a donne, vorrà dire che anche un uomo riesce a raccontare qualcosa dell’universo femminile dall’interno. Perché è questo che conta, il personaggio non lo scrittore. Di personaggio femminili importanti o secondari bellissimi, da Shakespeare a Flaubert, ce ne sono tantissimi, ed è questo che dovrebbe farci amare un libro.

  3. Grilloz

    Ecco, da lettore mi avvalgo della facoltà di scegliere cosa leggere.
    Ora io non lo so se leggo più donne o più uomini e non mi interessa verificare, semplicemente perché quando scelgo un libro lo faccio perché mi ispira la trama o ne conosco e apprezzo l’autore, non mi interessa sapere se è uomo o donna (mica ci devo provare :P), non devo sentirmi in colpa perchè non ho bilanciato le quote rosa insomma.
    Poi magari un direttore di libreria dovrebbe essere più accorto nelle sue risposte, ma preferisco una scomoda verità ad una confortevole bugia.

    • Come ho già risposto a qualcun altro anch’io non scelgo in base al sesso dello scrivente, ma con motivazioni più razionali, razionali in base a come intendo la scrittura e i temi che mi appassionano, ovviamente. Dici la verità anche sul ruolo che alcune persone si trovano a svolgere nell’editoria, anche se in questo caso l’errore secondo me era assolutamente veniale, e la polemica un po’ forzata. Però una mezza bugia a volte aiuta. 🙂

  4. Posso dire che mi fanno una cordiale antipatia entrambe le posizioni delle persone chiamate in causa?
    1) questo femminismo che se dici “donna” devi sapere come dirlo, quali accorgimenti usare, quali toni adottare se no è tutta un’esplosione di orgoglio e frustrazione, francamente a me sta sulle palle!
    2) d’altro canto, c’è la spocchia di chi quasi si fa vanto del fatto di non leggere donne scrittrici (chissà che possono raccontare ste poverine!) e poi si nasconde dietro la finta umiltà di chi preferisce essere sincero! Ma levati di torno!

    Conclusione: leggere è il più asessuato dei piaceri, a me non interessa chi scrive, mi interessa cosa scrive.

    • Grilloz

      Però io onestamente la spocchia del librario non l’ho proprio notata

      • Vero, ho letto l’intervista e non c’è spocchia. Ho colto l’occasione per generalizzare un mio personale giudizio sulla tipologia di persone che si comportano in un certo modo: una volta ho battibeccato con uno, in libreria, perché si lamentava di trovare, ovunque si girasse, narrativa di donne. Beh, si vede che avete meno fantasia, voi uomini – gli ho detto. Alla fine, il tipo mi ha delicatamente mandato a quel paese! 🙂

      • Che ci stava a fare in libreria quel tizio. Chissà che cosa stava cercando. Si accettano scommesse.

      • Grilloz

        🙂 in generale concordo, aggiungendo alla schiera tutti quelli che:
        io non leggo italiani
        io non leggo stranieri
        io non leggo esordienti
        io non leggo scrittori famosi

        😛

      • Nell’articolo non l’ha notata neppure l’intervistatrice, che dovrebbe secondo il pensiero della scrittrice essere a questo punto complice del misfatto. Con lei però non se la prende.

        E poi sappiamo cosa si siano effettivament detti? In fondo un’intervista è la sintesi di un pensiero, potrebbe essere anche il frutto di un’interpretazione errata. Ne conosco più d’uno che afferma di essere stato frainteso. 😉

    • Sicuramente cosa scrivere è il motivo vero, profondo, per leggere un libro. Anche per me entrambe quelle posizioni distorcono la realtà, raffigurandola in maniera semplicistica. Forse il fatto davvero strano è che queste prese di posizione deformate vengono proprio da chi vive di libri e dovrebbe essere più attento alle sfumature e non monocromatico.

  5. Al di là del ruolo, che impone un certo atteggiamento politicamente corretto (anche se non è affatto detto che un uomo che confessi di non leggere donne poi, nel ruolo del libraio, non possa comunque promuovere letture femminili), io sono sempre dalla parte di chi dice quello che pensa (e se ne assume la responsabilità). Viviamo in un mondo dove si preferisce ascoltare una bugia, perché il ruolo lo impone, che la semplice verità per quanto amara; e poi ci lamentiamo dei politici che ci ritroviamo…

    Detto questo, io di donne ne leggo, di tutti i generi, ad esempio: Trudi Canavan (nel fantasy, da ragazzo leggevo fantasy), Emily Bronte e Jane Austen (nei classici), Joyce Carol Oates (nella narrativa contemporanea), eccetera. Però… però in effetti se confronto la quantità di romanzi scritti da donne con quelli scritti da uomini presenti nella mia personalissima libreria… i secondi sono nettamente più abbondanti. Perché? Forse perché ci sono più autori uomini che autrici donne; forse perché la produzione maschile è più abbondante di quella femminile; forse perché gli uomini hanno, negli anni, scritto cose che mi interessano e attraggono di più… In realtà non credo ci sia una risposta. Quello che so è che non è certamente una scelta premeditata.

    Infine, e ti stupirò, io ascolto pochissimo le cantanti donne: perché la voce maschile mi piace di più. Mengoni escluso…

  6. Simona C.

    In fondo il tizio ha solo detto che non legge libri di donne, mica li ha tolti dalla libreria (dove tra l’altro l’autrice dell’articolo dice di aver anche presentato i suoi romanzi più volte). Non si possono giudicare i gusti personali, per quanto sia stupido catalogare un libro secondo il sesso dello scrittore e non secondo il contenuto. Polemica inutile.

  7. Ariano Geta

    Anche a me sembra una polemica inutile. Mi ricorda un po’ quel che succede in America dove addirittura, per evitare proteste per film dove le “quote razziali” non sono adeguatamente distribuite (=film con soli attori bianchi) negli ultimi anni si sono viste cose abbastanza grottesche, soprattutto da parte delle majors con “l’obbligo” di compiacere il politically correct, tipo l’ultima versione dei Fantastici 4 dove la torcia umana non è più il biondo del fumetto originale ma un ragazzo di colore, mentre la donna invisibile è un’immigrata kosovara… Cioé, dai, io mi rifiuto di ritenere queste cose, o anche l’ammissione fasulla a puro scopo di “pace sociale” di leggere autrici donne, come forme di rispetto dell’eguaglianza e dell’emancipazione. L’uguaglianza e l’emancipazione, a mio modestissimo avviso, si vedono in altri comportamenti.
    Oppure, allora al prossimo film holliwoodiano ambientato in Africa m’incazzerò come una iena se la tribù dei watussi sarà composta da soli attori neri e nessun bianco o orientale. E se il produttore del film dirà di essersi basato su un romanzo scritto da una donna pretenderò che dichiari per iscritto che per il soggetto del suo prossimo film prenderà in considerazione solo romanzi scritti da uomini per par condicio.

    • Sì, il politically correct estremo porta al grottesco. Non è di troppo tempo fa la polemica su Mark Twain. Una casa editrice americana lo ha ripubblicato sostituendo nero a negro. Però poi per le strade si ammazzano per nulla i ragazzi di colore e e giudici ti assolvono.

  8. … E noi ci troveremo a pubblicare con pseudonimo maschile, come tradizione, per non spaventare il povero lettore virile…

  9. Faccio bene io, quando sto da Michele e il suo “Sostiene l’autore” a incasinare tutte le carte…

  10. Certo è che il fatto che lei se la sia presa così tanto, non fa che dar ragione a lui che non legge tante (molte) autrici 😉

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...