Poesia automatica d’amore

foto_yoga

Non ce ne rendiamo nemmeno conto ma viviamo immersi nelle parole. E non mi riferisco solo a ciò che leggiamo e scriviamo quotidianamente su libri e blog. Le parole abitano i luoghi che abitiamo, bivaccano sui cartelloni pubblicitari per la via, si muovono sugli schermi televisivi, si aggrappano alle etichette dei prodotti, vivono sui volantini che ci danno in mano mentre camminiamo per strada.

Tutto questo fermento di parole mi dà continui stimoli creativi che immancabilmente si riflettono sulla scrittura.
In questi giorni di atmosfera natalizia le parole in giro per la città sono intrise di buoni sentimenti, anche se non ce ne siamo accorti.

Me ne sono reso conto viaggiando in metropolitana e cogliendo mozziconi di parole in bella vista alle varie fermate della linea 3 che mi portava sul luogo di lavoro. Ne è nata la solita poesia automatica, ma questa volta rispetto al passato, improntata sul tema dell’amore.

Che l’amore nasca da casualità statistica, meccanica, disumana, inconsapevole, non l’avrei mai sospettato. Potevo far finta che non fosse successo? Soprattutto, potevo non condividerlo con voi?

SENZA TITOLO

Il frigo
piange
lettere
d’amore.

Sos.
Good news!
(Sono
aperte
le
iscrizioni
per
chi
ama)

Questo
si
chiama
volare
dalla
raucedine
al
karaoke.

Cenerentola,
che
l’ultravelocità
sia
con
te.

 

Post Scritpum. Se qualcuno ha un’idea per il titolo faccia un passo avanti.

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15 commenti

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15 risposte a “Poesia automatica d’amore

  1. Prendendo la prima e l’ultima di ogni “stanza”: Il frigo ama questo te.
    Fantastico gioco di parole e sentimenti in terza persona 🙂

  2. magari, detto meglio: la prima-ultima-prima-ultima dalle varie “stanze”…

  3. Bene, siccome tutto quello che idei tu mi sembra una trovata grandiosa, ho pensato di creare un’apposita poesia automatica d’autore natalizia, approfittando del mio viaggio in metro, oggi, che sto accompagnando mio figlio al conservatorio.

    Sei pronto? Ho preso le prime frasi dei cartelloni pubblicitari.
    Ho pure un titolo.
    La poesia di oggi si chiama:

    “L’Italia che va”

    Anche in Italia
    Si vendono macchine e moto in contanti.

    Niente bue
    Al ristorante giapponese.

    Quante ne combini,
    Antica città!

    Un buon giorno per indignarsi
    Con l’ultravelocità

    Mondo magico,
    Nuova meraviglia,

    Regalati un Natale speciale,
    Goditi il giapponese!

  4. Molto bello l’esperimento di Marina, mi fa sorridere Niente bue al ristorante giapponese perché è famosissimo il manzo di Kobe una specialità pare super raffinata, io l’ho mangiato una volta e preferisco la Fassona. Per cui unendo due frasi slegate si compone un significato interessante: tipo che in quel ristorante il bue non lo servono, oppure è terminato. Hel. io e Marina abbiamo un appuntamento il 26, se vuoi unirti…

  5. Grilloz

    L’ultravelocitù mi pare il filo conduttore di questo Natale

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