Guida definitiva alla correzione

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Vi ho proposto ieri un’interessante «prova di correzione» alla quale sottoporre voi stessi, ma soprattutto utile per valutare la professionalità di un correttore al quale affidare il vostro romanzo.

Il brano che vi ho chiesto di osservare attentamente alla caccia di errori e incongruenze era il seguente:

Franklin Benjamin (1606-90) scrittore, scienziato e uomo politico americani. Si interesso di elettricità e meteorologia; formulò la prima teoria generale dell’elettricità e inventò il paralume. Fu uno degli estensori della dichiarazione di indipendenza (1776) che portò alla fondazione degli USA. In suo onore si chiama franklin (Fr) l’unità di misura della carica elettrica nel sistema cgs elettrostatica.

Vi dico subito tre cose. Il brano è tratto dal Piccolo manuale del correttore di bozze, un testo che potrebbe interessarvi anche (soprattutto) in qualità di scrittori. Secondariamente, contiene cinque errori. Terzo, tutte le considerazioni che seguono sono personali e non appartengono agli autori del libro: l’esempio riportato all’interno del manuale serviva per spiegare alcuni concetti sulla correzione che non hanno nulla a che vedere con lo scopo in base al quale ve l’ho proposto nel mio blog.

Vediamo subito i cinque errori. Ovviamente errori voluti, di scuola: difficilmente un testo enciclopedico come questo mostrerà simili smagliature in così poco spazio. Dovremmo altrimenti ricoverare l’estensore della voce.

Errori di grammatica e di sintassi: americani, anziché americano; interessò, al posto di interesso; elettrostatico, non elettrostatica.

Errori di contenuto: parafulmine, e non paralume; la data di nascita di Franklin è il 1706, e non il 1606, come riportato nel testo, facilmente intuibile in quanto avrebbe altrimenti scritto la Dichiarazione di indipendenza americana da morto.

Bravissimo che di voi ha scovato tutti e cinque gli errori. Non si trattava di andare su Wikipedia a leggersi la vita di Franklin: bastava conoscere grammatica, sintassi e possedere un po’ di logica e il brano era «risolvibile» senza l’ausilio di supporti ed enciclopedie. Non bisognava certo spulciare la biografia di Franklin per cavarsela in un caso come questo.

Adesso immaginatevi a un appuntamento al bar con il vostro correttore, e per provarne le capacità estraete di tasca un foglietto e gli chiedete di correggervi al volo le cinque righe di testo sul nostro Franklin. Non serve neppure che corregga materialmente, basta che dica a voce le sue osservazioni. Se trova le cinque incongruenze ok, è adatto al vostro scopo. Se ne trova di meno, per esempio non si accorge del paralume è grave. Vuol dire che non ragiona sulle parole altrui, e non ragionerà nemmeno sulle vostre, e quindi lo scarterei, anche se avesse un curriculum di rispetto. Anche la data di nascita sbagliata sarà una lacuna grave se a una seconda o terza lettura non si è ancora accorto che esiste un’incongruenza nelle date. Gi altri tre errori, grammatica e sintassi, sono meno gravi. Se li scova tutti e tre vi può bastare, se ne trova due, così così. Vuol dire che vi serve almeno un altro collaboratore in aggiunta per incrociare le due versioni. Solo una lettura incrociata elimina la quasi totalità dei refusi da un testo. Un correttore molto esperto porta il testo a un 95% di perfezione. Due letture incrociate lo fanno salire al 98-99. Con la lettura incrociata i refusi diventano invisibili, e possono essere rintracciati solo aprendo il libro su una pagina a caso, e vedere in quel momento l’errore. Il che capita sempre a libro stampato, per la legge di Murphy.

Ma il vero problema, ed è il motivo per cui ho pensato a questo simpatico esercizio di correzione, si ha quando il nostro correttore osservato speciale sfora i cinque errori del brano e ne trova di ulteriori, specie dal punto di vista espressivo della prosa.

Seguitemi. Il brano proposto – e questa è la sua forza – non ha nessuna pretesa letteraria. Utilizza la prosa asettica tipica di una voce enciclopedica da Garzantina. Sono andato a vedere quello che si dice di Benjamin Franklin sulla Garzantina generale, e le due voci sono quasi identiche (per la verità ho trovato anche un refuso nella mia edizione: l’Autobiografia di Franklin manca di una i… come volevasi dimostrare con l’apertura a caso del volume).

La grana maggiore che potrebbe capitarvi è quando il correttore a cui affidate il vostro romanzo oltrepassa il limite di sua competenza e si mette a riscrivere la prosa, in base a un volontà ipercorrettiva tesa a vedere errori laddove non esistono.
Se leggendo un brano neutro come questo mette una virgola qui, cambia una parola là, riscrive un concetto sviluppandolo ulteriormente in un altro punto perché così è più chiaro e pertinente, riuscite a immaginare come potrebbe riconsegnarvi la bozza che gli avete affidato?

Lo so che non siete correttori, sappiate però che è una giusta prassi editoriale il neretto per il solo cognome del personaggio (consultate una Garzantina a caso), come è altresì corretto indicare la data di morte senza ripetere le quattro cifre, se cade all’interno dello stesso secolo (1706-90), e non mettere la virgola tra il nome del personaggio e i mestieri che ha svolto. «Scrittore, scienziato e uomo politico» vanno bene in questo come in qualsiasi altro ordine (e quindi va mantenuto l’elenco che ha pensato l’autore: per esempio, sulla Garzantina è stato aggiunto anche editore e giornalista, tutte scelte di chi scrive, che non vanno toccate anche se non siamo d’accordo con la sua interpretazione).
Il franklin, come tutte le unità di misura del sistema cgs (m, km, g, ampere…) si scrive in minuscolo.

Il correttore dev’essere preciso, implacabile, negli interventi lessicali e contenutistici, ma non prevaricatore o seminatore di dubbi in tutto il resto. In una parola, dev’essere intelligente. Intelligenza in editoria vuol dire mettersi dalla parte dell’autore e dell’opera, fidarsi di quel che si dice, ma anche di come lo si scrive. Si chiama stile, ed è personale. Self-publisher avvisato, mezzo salvato.

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15 commenti

Archiviato in Arti e mestieri

15 risposte a “Guida definitiva alla correzione

  1. Marco Amato

    Ottimo, ho agito per eccesso di zelo. Prendo nota e mi compro il piccolo manuale del correttore di bozze. Bel test. 😉

  2. Marco Amato

    Però l’errore selvaggio è molto diffuso anche nella grande editoria.
    Un bravo correttore di bozze deve sempre verificare nomi e date.
    Ha fatto notizia il romanzo di Sara Bilotti, L’Oltraggio, Einaudi, (mica il bischero self) dove la stazione di Firenze viene chiamata “Stazione Centrale”.
    Anche al Sud è pervenuta la notizia che la famosa stazione di Firenze si chiama Santa Maria Novella. La Centrale è a Milano e magari in altri luoghi.

    E’ pazzesco che una sciatteria tale sia passata di mano in mano da scrittrice, a uno due (quanti) editor, uno due (quanti) correttori di bozze, di uno dei più prestigiosi editori italiani.

  3. Ariano Geta

    Dirò ad Ariano Geta (il mio correttore di bozze di fiducia) di fare attenzione a tutte queste cose
    😉

  4. iara R.M.

    Arrivo tardi, a giochi conclusi, ma ho provato a giocare ugualmente prima di leggere la soluzione. A una prima lettura, ho scovato subito gli errori di grammatica e di sintassi: americani, interesso, elettrostatica. Ho ritenuto, un errore il grassetto e quindi, correggendo avrei sbagliato io.
    A una seconda lettura, ho fatto caso alla data di nascita e al paralume.
    Arrivando per tempo al gioco, avrei di certo controllato gli altri dettagli su Wikipedia, per non rischiare di far passare informazioni errate. Non ho pensato, invece, a togliere/aggiungere/cambiare la punteggiatura, anche se immagino che una correzione di un testo preveda correzioni di questo tipo. Mi è piaciuto… ne facciamo un altro? 😛

  5. Simona C.

    Non sono una correttrice di bozze, appurato. Faccio bene, quindi, ad affidarmi ad altri 🙂

    • Tieni però conto che l’esempio proposto era tutto sommato di quelli difficili, in quanto complicato da un punto di vista di costruzione del testo che deve rispettare elementi di rigore. Un romanzo è molto più semplice da controllare.

  6. Anch’io, ho agito sulle evidenze, il correttore di bozze richiede un’attenzione che potrei non avere. È anche vero, però, che come tutte le professioni, occorre preparazione, l’improvvisazione non dovrebbe essere contemplata.

  7. Vorrei far presente che “unità di misura della carica elettrica nel sistema cgs elettrostatico” è una frase senza senso. Come avevo già detto, la frase corretta è “unità di misura della carica elettrica nel sistema CGS”. Eventualmente, “elettrostatica” al posto di “elettrica”.
    Chi ha corretto il “Piccolo manuale del correttore di bozze”? 🙂

    • Non si tratta di chi ha corretto, ma di chi ha redatto la voce. La tua osservazione è giusta e sbagliata insieme. Appena ho un attimo di tempo ne faccio un post specifico, tieni in caldo la questione. Una volta tanto parleremo di editoria scientifica e non dei soliti romanzi. Sarà divertente. Però mi fai fare gli straordinari con le tue polemiche… 🙂

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