Onniscienza? No, grazie

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«Il vantaggio della prima persona è che è diretta. Consente allo scrittore di dire solo quello che sa. E se rinuncia all’onniscienza, chi racconta può tranquillamente ammettere di non capire un certo movente, o un certo fatto, conferendo così alla storia una plausibilità che altrimenti le mancherebbe. Questo atteggiamento tra l’altro, istituisce un rapporto molto stretto fra chi scrive e chi legge».

William Somerset Maugham

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