Di punteggiatura e cacche di mosca

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«Amo le virgole. Detesto i punti e virgola. Non hanno nulla a che fare con il raccontare una storia. Ho smesso con le virgolette da un sacco di tempo. Non mi servono, e sembrano cacca di mosca disseminata sulla pagina».

Edward Lawrence Doctorow

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19 commenti

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19 risposte a “Di punteggiatura e cacche di mosca

  1. Grilloz

    Sul punto e virgola sono abbastanza concorde. Sulle virgolette non saprei, non mi sono ancora formato un’opinione.

    • Non avere un’opinione sulle virgolette è una lacuna gravissima. 😀
      Rimediare il prima possibile.

      • Grilloz

        Non prendo opinioni così alla leggera io 😛 ad esempio, contano anche i gradi da caporale tra le virgolette? Le doppie e le singole? Solo le doppie? Solo le singole?

    • E l’hai usato anche nel commento…
      Il punto è virgola è la nobiltà della scrittura. Personalmente lo uso e mi piace molto. Non lo uso però istintivamente, devo pensarci se una frase lo richiede o no. Questo dimostra però che non è un segno interpuntivo di quelli istintivi nella prosa.

  2. Il punto e virgola sta quasi sparendo… Credo di essere una delle poche scrittrici a usarlo ancora; sarà che alle elementari ha avuto un’insegnante dal metodo classico.

  3. Io, invece, fan del punto e virgola!
    Perché non vi piace?

    • Mi piace, mi piace, ma come dico in un altro commento devo pensarci se usarlo o meno. Non mi viene naturale. Tu quando lo usi? Fammi un esempio…

    • Grilloz

      Io non ho nulla contro di lui, ma è lui che non viene da me 😛
      Diciamo che non ne sento la necessità, punto e virgola svolgono adeguatamente le loro funzioni, il punto e virgole è un di più, un orpello.

    • Il display del pannello segnapunti mostra la squadra avversaria in vantaggio ventuno a venti. La vittoria si gioca sul filo del rasoio. Irene guarda per l’ennesima volta verso le tribune, sperando di intravedere la madre, ma un rapido sguardo non basta per notarla in mezzo al pubblico; si piega sulle ginocchia, allargando la coda dei capelli stretti da un elastico. Concentrata, aspetta il fischio dell’arbitro per il servizio effettuato da una sua compagna. La palla si alza in volo in una traiettoria potente e precisa; viene intercettata dal libero del campo opposto che la direziona verso l’alzatrice pronta a riceverla sul lato destro; la schiacciatrice abbassa implacabile il braccio sulla palla con energia e giusta angolazione, ma Irene non lascia che tocchi il suolo, si allunga e riesce a recuperarla; un coro di incitamento accompagna la sua abile mossa. L’azione dura qualche secondo senza che i rispettivi lanci siano risolutivi; le giocatrici di entrambe le squadre si producono in azioni straordinarie, con prese impossibili, rimbalzi corretti e nessun fallo sanzionabile. Ma il punto è di nuovo appannaggio del “Volley club Bagheria”: sul tabellone si accende il numero ventidue.

      (Ho descritto un match di pallavolo)

  4. Per me il punto e virgola è estinto. E le virgolette stanno molto male.
    PS: forse perché non ho mai scritto cronache sportive?

  5. Io sono una grande fan dei due punti.

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