Bisognerebbe scrivere un’altra storia…

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Non amo i thriller, c’è già abbastanza violenza intorno a noi, fisica e verbale, per sentire la necessità di occupare il tempo di lettura con ammazzamenti e serial killer. Eppure la storia che voglio proporvi oggi, sperando che ispiri qualcuno di voi amante del genere, riguarda proprio un serial killer.
Diciamo allora che ci troviamo in una piccola cittadina, in Italia o all’estero, dove non succede mai niente. L’investigatore di turno è pressoché disoccupato. Qualche caso di droga, violenze domestiche, furti. In una parola, la routine.
Però una mattina viene trovato cadavere un cinquantenne, uomo agiato, senza macchia. Un professionista stimato (pensate voi a qualche professione che vi aggrada). Freddato con un colpo alla nuca. Debiti? Donne? Macché, non si sa. Interrogatori che non portano a nulla e il caso è messo in soffitta.
Dopo sei mesi altro delitto. Anch’egli cinquantenne, ma questo è un balordo. Stessa modalità di esecuzione, però. Colpo secco alla nuca. Malgrado si pensi a qualche regolamento di conti le indagini non portano a niente che giustifichi l’esecuzione. Il nostro detective prova a mettere in relazione i due morti, ma a parte che sono nati nella stessa via non c’è altro che li unisca negli anni. L’esecuzione è molto simile, ma potrebbe essere solo una coincidenza. Anch’essa viene schedata come caso irrisolto. Ma quando sei mesi dopo è una donna cinquantenne a morire sparata alla nuca, e no. Qui c’è qualcosa di seriale. Anch’essa è nata nella stessa zona degli altri due, e poi al funerale c’è qualcosa che attira l’attenzione dell’investigatore: è venuta qualche ex compagnia di classe delle elementari a dare l’ultimo saluto. Tutta gente sui cinquanta. Scatta una scintilla: i tre morti ammazzati erano compagni di classe alle elementari. Coincidenza o punto di partenza?
Recuperata la lista degli altri ex compagni di scuola, emerge che ci sono state altre morti, negli anni e in altre città, è sempre con la stessa dinamica omicida. Esecuzioni che però si perdono indietro negli anni, e che solo adesso si fanno più ravvicinate. Mai messe in relazione però. Il detective parla con alcuni di loro, teme che possano essere vittime potenziali di un serial killer «scolastico». Ma il movente? Furto di merendine?
A parte che il detective si può anche innamorare di qualcuna delle interrogate, l’indagine non sembra approdare a nulla. I ricordi dell’infanzia sfumano, spesso non rammentiamo nemmeno il nome del nostro compagno di banco dopo tanto tempo.
Un giorno però in tv o sul giornale legge di un tale dalla memoria prodigiosa. Ricorda tutto come se fosse successo cinque minuti fa: date, fatti, parole. Esistono queste persone, e vengono studiate. Nel servizio televisivo una cosa però colpisce il nostro protagonista: «Non dimentico mai il male ricevuto, è come se mi venisse inferto per l’ennesima volta, con la stessa intensità della prima. Una vita d’inferno». E se il serial killer fosse un caso simile? Una persona apparentemente normale, ma che se ha subito un sopruso a scuola da piccolo non lo ha dimenticato e trova solo oggi il modo di scatenare tutta la sua rabbia repressa che allora dovette immagazzinare in qualche meandro del cervello? Un’ipotesi così strampalata da farlo scambiare per matto. Gli interrogati però sono reticenti, qualcosa che aveva avuto a che fare con bullismo e soprusi c’è stata nei corridoi della scuola. La psichiatria può dare poi risposte credibili? Chi potrebbe essere degli interrogati quello che nasconde una memoria tanto prodigiosa e pericolosa? Come attirarlo in una rete, come fare per farlo uscire allo scoperto, usando magari la donna con cui ha una relazione come preda? Eh, ma non posso dirvi tutto io… Alcuni fatti li ho messi in fila per voi, altri dovete pensarci da soli. Chi di voi offre di più per questa bozza di romanzo? Base d’asta cento.

12 commenti

Archiviato in Trame e personaggi

12 risposte a “Bisognerebbe scrivere un’altra storia…

  1. Lo scrive Tenar, giallista, insegnante, ha tutti gli elementi, io poi le faccio sinossi e quarta 😀 bello però!

    • Grazie, grazie, troppo buona. Però potresti cimentarti anche tu. Se punti sulla storia d’amore e sul tema dei ricordi, il thriller si tingerebbe di altri elementi ugualmente interessanti e più sulle tue corde. Anche in questo caso credo che la storia sia carica di potenzialità inespresse.

  2. miscarparo70

    Tenar, votata all’unanimità per alzata di mano! 🙂

  3. Io non ho tempo, devo aggiornare il blog e stare dietro ad agenti e editori 😀

  4. Ma tu te lo immagini un thriller – vero – tempestato di punti e virgole? 🙂

    • Eh, no. Effettivamente il punto e virgola è per un romanzo più meditativo. Orgoglio e pregiudizio, per esempio. I Buddenbrock. Per un thriller invece è un susseguirsi frenetico di virgole, punti e due punti.

  5. iara R.M.

    Wow! Scrivete scrivete… mi offro volontaria per leggere! ^__^

  6. Intanto Tenar non si esprime…

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