Di qualcosa si scriverà

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Quando si è bloccati, come oggi, e non si sa che cosa scrivere, l’unico rimedio è mettersi davanti alla tastiera e battere sui tasti. Di qualcosa si scriverà.

Il blocco dello scrittore – meglio sarebbe dire del blogger, nel mio caso – ti prende quando meno te lo aspetti. Fino a poche ore prima, nel cuore della notte, hai un sacco di idee per la testa, e attendi le prime luci dell’alba solo per strimpellare sui tasti del computer, sfornando come pane caldo la tua dose quotidiana di parole fresche e croccanti. (Questa metafora del pane caldo per riferirsi alla scrittura me la devo appuntare, potrebbe tornarmi utile nei momenti di magra in cui manca l’ispirazione). E invece niente, tabula rasa, non ti esce niente, né prima né dopo il caffè mattutino. Hai sfogliato i giornali in cerca di uno spunto, qualcosa in grado di illuminarti, anche solo per associazione di idee. Libero mi offre un grazioso commento di Paolo Nori sulla comunicazione politica di Patrizia Bedori, l’ormai ex candidata a sindaco (a sindaca?) di Milano; Stephen King, ci informa La Stampa, voleva essere il giustiziere della notte, cosa cavolo vorrà dire non si sa, dovrei leggere l’articolo, ma uno sguardo veloce sulla pagina non me lo fa apprezzare: leggo solo i pezzi dove compaiono dei virgolettati, meglio la voce diretta degli autori che gli arzigogoli dei giornalisti. Potrebbe ispirarmi maggiormente Il Corriere: «Le parole per lasciarsi: quando finisce una storia». Quando si discute di come usare le parole, anche se legandole a momenti drammatici della vita, è sempre un argomento che può dare l’abbrivio a un post linguistico-demenziale. Ma al ricordo di quante donne mi sono lasciato alle spalle senza dir nulla con la scusa delle sigarette (geniale, considerando che non ho mai fumato), credo che non se ne farà mai nulla.

Potrei parlare di blogger grandi e piccoli, e della diversa responsabilità che hanno gli uni e gli altri quando pubblicano contenuti. Ecco, questo sarebbe un argomento interessante, per certi versi vergine. Un blogger piccolo, Helgaldo tanto per fare un nome, può scrivere di tutto ed esprimere opinioni personali, tanto non fa danni. Ma chi invece è seguito da molti lettori ed è un punto di riferimento per chi si occupa di scrittura, può permettersi la stessa leggerezza, o quando pubblica deve sempre fare la tara alle sue opinioni, per evitare di indirizzare su strade chiuse i lettori che si fidano ciecamente dei suoi consigli? Eh, un giorno o l’altro sviscero ben bene l’argomento, magari ne nasce un post interessante. Mi fermo qui per oggi, non ho accennato nemmeno al self-publishing, tema buono per tutte le stagioni. In fondo ho già prodotto la mia paginetta quotidiana, dacci oggi il nostro pane… Amen.

 

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8 commenti

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8 risposte a “Di qualcosa si scriverà

  1. Caro professore, lei s’impigrisce man mano che ingrassa. Ormai satollo di articoli – degli altri – cosa vuole produrre più? Lasci perdere i giornali, gli scrittori, perfino i selfer e ci parli della responsabilità, affinché noi si possa dire: «Sì, professore», per poi barbarcene i ciuffetti di pelo scrotale. Frego una frase dalla Grande bellezza (film che ho adorato): «La massima aspirazione di Flaubert era di scrivere un romanzo sul nulla, se ti avesse conosciuto avrebbe avuto un grande romanzo: che peccato». XD
    P.S. sono anni che aspetto di usare – a sproposito – questa frase.
    P.P.S. la prossima settimana esce il mio, invece, di articolo sulla responsabilità della scrittura. Sono sicuro che ne riconoscerà l’incipit, caro professore. 😉

  2. Che fatica stare dietro a tutti!
    Ci sono molti permalosi in giro per il web! 😛
    Ogni tanto, però, una bella puntata di “io la dico emmenefrego” ci vuole!
    Magari è di ispirazione per qualche articolo! 😀

  3. A me, questo titolo fa tanto Moretti: Helgaldo, di’ qualcosa di scrittura 🙂

  4. Grilloz

    Ehm, sono di nuovo in ritardo, mi sa che sto prendendo il pessimo vizio dei treni tedeschi (come sono carini, in fondo, fanno di tutto per farmi sentire a casa :D)
    Sulla responsabilità dello scrittore avevo letto un bel post di un amico scrittore molto bravo, devo cercarmelo 😉

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