Piccoli blocchi dello scrittore crescono

foto_passeggino_disegno

Dunque, questo è il fatto. Dopo i primi mesi di vita il bambino, quando acquisisce una certa coscienza di sé e del mondo circostante – in primis la madre –, comprende che da lui ci si aspetta una cacca bella e regolare: «Ma che bella caccona che hai fatto!». L’avranno detto pure a te, anche se non te lo ricordi. Fare la cacca, o trattenersi dal farla, crea un momento di gioia e di suspense. Uscirà o no lo stronzetto? E di che consistenza sarà? Molle o duro, a pallini o allungato? Da questa primordiale «produzione creativa» l’esserino trae una conclusione logica: la mia creazione è sempre geniale, la reazione positiva della mamma lo certifica. Da qui alla merda d’artista il passo è breve e obbligato.

Passano gli anni. Il nostro piccolo è cresciuto, è giunto nel mondo adulto, ha un profilo Facebook dove dichiara di essere scrittore, ha dei follower, dei beta-lettori, dei lettori ordinari semplici, tutti maturi al punto giusto per il suo romanzo capolavoro. Apre allora un file di word immacolato e nel momento esatto in cui i polpastrelli sfiorano i tasti per scrivere l’incipit, ecco il panico sotto forma di blocco. Uno pensa che sia il blocco dello scrittore, e invece è un inaspettato ritorno della fase anale. Lo certifica Freud. Il fatto è che non sei più sicuro che la tua «produzione creativa» sia geniale, che riceverà l’entusiastico giudizio né della madre (che da tempo ti dà del perditempo) né dei tuoi lettori sempre pronti a confrontarti con Proust o King o Volo, quando ti va bene. L’immagine ideale che avevi di te da piccolo ora non ti sorregge più nei tuoi sforzi creativi.

Tu credi che la pagina bianca resti bianca perché ti mancano le idee o le parole. In realtà ne hai di bellissime, ma temi di sporcarle offrendole al mondo. Finché resteranno nella tua testa o nella tua pancia, sono perfette. Ma se le metti su file non escono affatto come le hai pensate, e soprattutto sono sottoposte al giudizio altrui, al parere del mercato a volte. E si sa, il mercato è sempre spietato. Non «che bella caccona!», ma «che brutta cagata!». È sempre un problema di sfumature linguistiche, non puoi farci nulla. Meglio crogiolarsi nella stitichezza letteraria e preservare la spinta ideale interna dell’essere il nuovo Proust.

Annunci

10 commenti

Archiviato in Moleskine

10 risposte a “Piccoli blocchi dello scrittore crescono

  1. Grilloz

    Alla fine torna il discorso del pensatoio di cui si parlava qualche giorno fa 😉
    Del resto lo diceva anche Hemingway: “La prima bozza di qualsiasi cosa è *** “

  2. Seme Nero

    Uno dei primi concorsi ai quali partecipai, il primo sotto lo pseudonimo di Seme Nero, l’unico di cui mi vanti, fu Racconti di merda, del blog Obbrobbrio (sì, con la doppia b). Pensai: se vinco questo, e certifico il mio status di scrittore di merda, il resto è tutto in salita.
    Che dire, ho ancora fieramente appeso al muro il portabanana del vincitore XD

  3. iara R.M.

    Si, è un po’ come quando da bambina disegni un cavallo e tutti a dire: oh, ma che bello questo cane!

    • Io, da ragazzino, copiai un cavallo da una foto. Quando videro il mio disegno, mi chiesero perché avessi disegnato un maiale. E poi uno finisce per forza a darsi alla scrittura, no?

      • iara R.M.

        🙂 Sono i grandi che non ci capiscono niente!
        Io sicuramente avrei capito che era un cavallo.
        Nel tuo caso specifico, però, è stato un bene passare dalla matita alla penna. 🙂

    • Grilloz

      c’è qualcuno che questi problemi se li è portati dietro fin da grande

  4. In questi casi si risponde come Ewan Proclaimer, personaggio del film “Maybe baby”, una cosa tipo:
    Tu dici che la mia sceneggiatura è una merda, vero? Beh, sai qual è la differenza tra me e te? La differenza è che io so SCRIVERE una merda, tu non sei capace a scriverla, tu sai solo DIRE che la MIA sceneggiatura è una merda, ma tu non sapresti mai scrivere la TUA merda!

  5. Mi pare che esista la “merda d’artista”, no?
    E beffa del destino l’artista si chiama proprio Manzoni! 😀

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...