Pamela versus Elisa

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«Perché dovrei leggere, io, oggi, Pamela di Richardson, e non piuttosto vedere Elisa di Rivombrosa?». Se lo chiede Giorgio Ficara, in Lettere non italiane.

Mi sembra una domanda interessante alla quale però non so cosa rispondere.

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11 commenti

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11 risposte a “Pamela versus Elisa

  1. Perché nel secondo caso sai cosa aspettarsi (da che ricordi, le fanno tutte con lo stampino le telenovela), nel primo no. Io non so proprio di che parli, ad esempio, Pamela di Richardson; però, grazie a mia nonna, ho maturato una profonda quanto scorcertante esperienza con le telenovelas… O.O

    • Ma Elisa di Rivombrosa non è una telenovela, Salvatore!
      Una decina di anni fa, non mi perdevo una puntata: era una produzione televisiva con protagonista Alessandro Preziosi, uno che merita! 😛

    • Era proprio una rivisitazione di Pamela di Richardson, almeno in origine, trasposta in un’Italia piuttosto fantasiosa. Però ricordo che molti recuperarono il romanzo e qualcuno si appassionò alla letteratura dell’epoca. Non tutte le Rivombrose vengono per nuocere.

      • Giusto, qualche spettatore sale di un gradino, e si interessa al romanzo (com’è capitato con Dante dopo la lettura di Benigni). Ma non avviene sempre più spesso anche il contrario, cioè alcuni scrittori scendono di un gradino e si mettono a scrivere romanzi alla Rivombrosa anziché alla Richardson?

        Tu che segui il giallo, e sei ancorata a Sherlock Holmes. In generale i giallisti di oggi scrivono nel solco della tradizione letteraria gialla o si ispirano di più ai film primi negli incassi al cinema?

    • Il problema, a parte la bellezza dell’interprete che scalda i cuori femminili ancora adesso, non è Rivombrosa o Pamela. Il problema è se è Rivombrosa il tipo di narrativa che ormai piace al pubblico. Inoltre, siamo sicuri di essere immuni, in quanti scrittori, dallo scrivere con i linguaggi standardizzati tipici delle fiction?

      • Direi che il giallo classico ha ancora grande successo letterario e scarsissimo cinematografico, mentre funziona bene con la serialità televisiva. Non mi sembra però che ci sia particolare filiazione dallo schermo alla pagina. Avevano cercato di fare qualcosa sulla scia di CSI, ma con scarso successo e ricordo dei romanzi della Signora in Giallo, ma in quel caso è quasi preistoria. È ancora più comune il contrario. Le buone indagini letterarie finiscono sullo schermo. Con esiti non sempre felici, per altro.
        PS: non sono “ancorata” a Sherlock Holmes. È la mia valvola si sfogo narrativa, ci sono molto affezionata, e si pubblica più facilmente. Però settimana prossima sono in edicola con tutt’altro (fine pubblicità).

      • Ancorata non tu, ma l’editore che chiede agli autori nuove storie di Sherlock Holmes.

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