Manuale pratico di giornalismo disinformato

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Inizia con un morto ammazzato steso sul tavolo della cucina in casa di Ermanno Baistrocchi quel Manuale pratico di giornalismo disinformato, di Paolo Nori, di cui abbiamo già analizzato in passato una pagina impubblicabile, impubblicabile ovviamente se fosse stata scritta da noi, non certo da Nori.

Dico subito che Ermanno Baistrocchi, checché ne dica Nori, è Nori: personaggio e persona sono largamente sovrapponibili tranne che per i cadaveri adagiati in cucina. Per chi non lo conoscesse, aggiungo che Nori rientra nella categoria degli scrittori e non dei romanzieri (gli scrittori sono quelli che non gliene frega niente della trama, ndr). Non lasciatevi perciò fuorviare da un incipit tipico di una trama gialla, qui trama non ce n’è: il romanzo sta tutto nella confessione fiume resa dal Baistrocchi al magistrato prima del processo nel tentativo di giustificare la presenza del morto ammazzato all’interno della sua abitazione.
Ho detto che la storia è labile, impalpabile, inesistente. Eppure, pare strano, fatti e fatterelli della vita e della mente di Baistrocchi formano un intreccio rispettabilissimo. Insomma, si può scrivere di niente e risultare anche interessanti. L’unico problema, forse, è accettare lo stile dell’autore, quel finto trascurato in cui Nori eccelle.

So che qualcuno potrebbe trovarlo un po’ indigesto, anzi vomitarlo allegramente. Il consiglio, in questo caso, è di leggersi a sbafo qualche capitoletto (ce ne sono di brevissimi). Se lo stile di Nori piacesse, ecco allora che il Manuale pratico potrebbe diventare una lettura adatta per la spiaggia al posto del solito banale best seller Mondazzoli. Altrimenti lasciate perdere, anche per non correre il rischio di passare luglio e agosto rodendovi il fegato al pensiero che se Marcos y Marcos pubblica Nori-Baistrocchi, non capite perché non dovrebbe pubblicare il vostro distopico già rifiutato da tutti gli editori a cui l’avete spedito.

Chi di voi, più di altri, dovrebbe leggere questo romanzo? Sicuramente tutti gli aspiranti scrittori che volessero comprendere dall’interno le dinamiche redazionali ed editoriali con cui sono costretti a convivere gli scrittori italiani.

Il libro è ricco di consigli (veri) di scrittura – in fondo è un manuale pratico – ma anche di prese per il culo dei vari corsi di scrittura creativa che pullulano da noi e della fauna di aspiranti al successo letterario che li frequentano, sperando così di emergere per questa strada. Se doveste ritrovarvi raccontati in questo romanzo sappiate che è fiction, quindi è tutto vero.

Che altro aggiungere? Ah, sì. Troverete considerazioni caustiche su alcuni scrittori che vanno per la maggiore, senza mai nominarli ma riconoscibilissimi senza tema di smentita; osservazioni politicamente poco corrette sui festival letterari (altra moda diffusa in un Paese che legge sempre meno). Ci sarà il solito blocco dello scrittore come leitmotiv del romanzo, e udite udite troverete anche un lungo elenco di frasi fatte che entrerebbero di diritto nel thriller paratattico omonimo. Ma soprattutto – non perdetevela – c’è una spassosissima stroncatura del fenomeno del crowdfunding applicato ai libri. Imperdibile e divertente.

 

Post scriptum: il Manuale pratico di giornalismo disinformato non risparmia neppure giudizi non proprio benevoli su quegli aspiranti scocciatori che mandano sconclusionate mail a Baistrocchi-Nori, nel tentativo di farsi notare. Essendo uno di loro avrei gradito entrare anch’io nell’intreccio narrativo. Invece niente, non sono degno neppure di questo. Non mi resta che aggrapparmi all’ottimismo di Rossella O’Hara: in fondo, domani è un altro libro. E poiché nel caso di Nori, in fondo, letto uno ti puoi immaginare tutti gli altri, immagino già un mio cameo nel prossimo.

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10 commenti

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10 risposte a “Manuale pratico di giornalismo disinformato

  1. Sta’ a vedere che mi tocca pure comperare un libro di Nori. Mi salvo solo perché Marcos^2 aborre il digitale…

  2. PS: Parliamo di cose interessanti. Ma il giornale in foto? Secondo me è turco.

  3. Se si vomita allegramente, quasi quasi rischio! 🙂

  4. La tua recensione mi ha incuriosito, vado a vedermi il blog. 🙂

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