Digiuno con profumo

foto_pontiac_hd_2

Mi chiedono a bruciapelo qual è la prima parola che mi viene in mente per associazione di idee con profumo. È una richiesta di aiuto giunta tramite mail. Lanciato come sono sul Ferrarino in terza corsia, la domanda mi coglie di sorpresa e rispondo istintivamente digiuno. Metto quindi la freccia a destra e decelerando in tre secondi e due, come scriverebbe Quattroruote, accosto sulla corsia di emergenza, mi slaccio la cintura, scendo, guardo per un attimo il Cavallino stampato sulla fiancata con le zampe posteriori sollevate – la frenata deve aver prodotto effetti fisici anche su di lui – e mi chiedo come sia possibile che Helgaldo associ digiuno a profumo.

Chi me l’ha chiesto magari aveva l’urgenza di creare uno slogan pubblicitario di successo o di costruire un accostamento poetico di un certo pregio. Profumo-digiuno mi pare quindi un’associazione anomala, per non dire bizzarra e inutilizzabile. Ora perciò starà sicuramente pensando che io non sia granché bravo con le parole, soprattutto con le associazioni di idee. Come dargli (darle) torto? Già non me la cavo con le idee prese una alla volta, figurarsi con idee a grappoli. Mi darei cinque meno meno, praticamente quattro.

Avrei potuto anche mentire, pensarci su un bel po’ e poi uscirmene con un’associazione intelligente. Il fatto è che anche pensandoci a oltranza non mi viene fuori niente legato al profumo che non sia il digiuno. Mi chiedo, mentre gli altri automobilisti rallentano per osservare incuriositi il Ferrarino con lo stronzo appoggiato alla fiancata perso in meditazioni incomprensibili, mi chiedo perché mai la compressione di profumo abbia prodotto l’allungamento di digiuno. Quale molla mentale ha reso possibile questa associazione?

Ben è vero – i miei neuroni si stanno mettendo solo ora in moto – che le pubblicità dei profumi in tv o sulla carta stampata ci propongono modelle extralusso che con due gocce di Chanel n° 5 arrapano gli addominali del tartarugato di turno, mentre noi uomini flaccidi saremmo attratti più facilmente dall’aroma di lasagne n° 5 alla bolognese. Ma poiché quando si parla di profumi di qualità non si è mai nei pressi di un’osteria, di un chiosco degli hot dog, ma nelle stanze reali di palazzi sontuosi dove è più facile introdurre un carico di coca che una fetta di salame, ecco che l’accostamento di profumo e digiuno ha una qualche giustificazione.

Rinfrancato dal ragionamento, smetto di meditare e risalgo sulla mia Kia modello Giuditta – sono rientrato nella realtà grazie al salame – e sgommo si fa per dire verso casa. Ma più mi avvicino alla meta e più le mie giustificazioni mi sembrano deboli. Decido quindi di consultarmi con tutti voi per offrire il massimo di associazionismo: così, di getto, se vi dico profumo che parola vi fa venire in mente?

Annunci

17 commenti

Archiviato in Dove vanno le parole

17 risposte a “Digiuno con profumo

  1. Profumo > anarchico > sovversivo > sregolato > frenato > sobrio > misurato > digiuno!

  2. Vaniglia bourbon
    Cocco, Fresia, Iris, The verde, Muschio bianco, Lime…
    Whisky, Limoncello, Gianduia…
    Fondente al Rum…
    Mi sono persa e m’è venuta fame :/
    E comunque non ce n’è una che fa rima.
    Tutto fuorché il digiuno!

  3. Marco Amato

    Fesso!
    Non tu… al profumo associo: fesso. Secco e senza rima.

    • Fesso? Che strano aggettivo… Sembra quasi un pizzino cifrato. La tua è un’associazione… mafiosa. Si vede la sicilianità. 🙂

      • Marco Amato

        Io al profumo avrei associato la primavera.
        Ma tempo fa mi sono ritrovato a parlare con un rappresentante di profumi griffati. Mi raccontava che i laboratori che preparano le essenze dei profumi sono pochissimi nel mondo. Ciascuno seleziona migliaia e migliaia di essenze naturali o chimiche e da queste materie prime crea i cataloghi del profumo.
        Pertanto l’azienda sottomarca o il grande stilista attingono dalla stessa fonte. La qualità è identica, cambia solo la fragranza. Solo che l’azienda sottomarca vende a poco prezzo. Lo stilista grazie al suo brand, a una bottiglietta di vetro ricercata, impone dei margini di guadagno stratosferici.
        Il profumo è una bottiglietta d’acqua profumata che non costa più di 1€, ma che poi viene venduta a 30, 50, 100€ e oltre.
        “Il consumatore che compra il profumo del grande stilista è un fesso.”
        Proprio così mi ha detto ridendo il rappresentante dei profumi di marca. “Voi consumatori siete tutti fessi.”

  4. Tiziana

    Non credo che pensi che tu non sia un granché bravo con le parole, altrimenti non te lo avrebbe chiesto. E forse il tuo aiuto è più grande di come pensi. Non importa se non sarà esatta la parola associata, ma l’aiuto che hai dato e lo sforzo di averci pensato. Se ti darà un 5, non ci ha capito niente. La prossima volta, non fermarti nella corsia d’emergenza, ma arriva prima a casa.
    Casa…? Ecco, forse… profumo in casa. Di cosa?
    Mentre si cucina?
    Vedi se può essere utile….
    Puoi sempre chiederle cosa intende creare con questa parola.
    😊😊😊😊

  5. Profumo/digiuno è un’associazione perfetta per dare il via a un giallo. Poi mi hai già dato un abbozzo di trama, le pubblicità dei profumi, una modella anoressica trovata morta (o che uccide chi la vuole così magra)?

    • Ottimo soggetto per un giallo dalle sfumature thriller. E poi il digiuno rende ascetici, si può anche sentire il profumo di Dio o del Diavolo a forza di digiuni.

  6. A casa di Michele, invece, a profumo risponde fame. E non è proprio la stessa cosa. Fame intesa propriamente come buco nello stomaco, reale o figurato, motivo fondante per cui si mettono in moto i meccanismi arcaici della caccia. Reale o figurata che sia.

  7. iara R.M.

    A me, viene immediata l’associazione Profumo/Pelle.
    Penso semplice; stasera, almeno. 🙂

  8. Profumo di casa mia, contrapposto all’odore della cucina di mia zia, che cucinava spesso con aglio e cipolla, quando ero a casa sua quindi digiunavo, pensando alla deliziosa torta al cioccolato della mamma.
    Non che mia madre cucinasse solo dolci, ma quello era il profumo che aleggiava più spesso da noi.

  9. Ah! questa: Per comperarmi il costoso profumo che ho sempre desiderato, ma mai comperato: Van Cleef da donna. Mi sono messa a dieta, doppio vantaggio: ho risparmiato abbastanza, mi sento più leggera e profumata.
    Con il digiuno ho potuto realizzare il sogno di sentire quella paradisiaca fragranza sulla mia pelle.

  10. Profumo. Crema idratante, quella di cui non so fare a meno e più è profumata più godo! (Ops!)
    Profumo. Pane. Il profumo del pane caldo: cosa c’è di più buono e inebriante?
    Profumo. La carta dei libri.
    Profumo. La casa dei miei genitori a Caltanissetta. È il nido dei miei ricordi più belli e da quarant’anni ha sempre lo stesso odore.

    (Sono le prime cose che mi sono venute in mente di getto)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...