Post per sole donne

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Sono rimasta curva per un giorno intero su quel buco della serratura da cui spiarvi, cari maschi, alternandomi con altre signore curiose quanto me di sapere quali argomenti avreste sfoderato per parlare, tra voi, di noi… e invece si sono coraggiosamente fatti avanti soltanto un misogino prestato alla modernità e un nostalgico dell’era preistorica.

Risultato: un gran mal di schiena e poca soddisfazione!

Suvvia, uomini, ma l’arena era vostra ed Helgaldo ha lanciato una bella sfida con diversi input interessanti! Ma dove siete, già in vacanza, forse?

Va be’, avete avuto la vostra occasione, ora toglietevi di mezzo e lasciate parlare noi. Sarete voi, questa volta, a spiare le nostre chiacchiere tra «comari», come quelle che si affacciavano sull’uscio di casa nelle strade vecchie di Trezza. (La tua premessa, Helgaldo, citava Boccaccio, io mi rifugio in un esempio classico di matrice sicula: il buon Verga de I Malavoglia).

Ma poiché siamo moderne e le donne, negli anni, si sono emancipate (eh sì, che guaio, è accaduto pure questo!) facciamo come le «amiche» di Silvia Ballestra che ogni mattina condividono un caffè al bar per parlare di sé e di quello che accade intorno a loro.

Vediamo chi raccoglierà questo mio invito a partecipare alla discussione.

Intanto anch’io ho qualcosa da dire, anzi da ridire.

Bravo Marco, carino il tuo intervento, la donna è un essere divino, celestiale, brillante e poi che fai? Sbandieri il numero uno dei luoghi comuni per difendere il tuo Ego maschio?
Perché mai la capitana che guida l’aereo dovrebbe essere considerata cazzuta? sol perché sa fare bene una cosa «da maschi»? Come dire che io considero splendido un uomo che sappia lavare bene i piatti o cambiare il pannolino a un neonato. Eppure non proverei alcun desiderio di portarmelo a letto se mi dimostrasse di avere due ovaie e le palle riuscendo a non confondersi di fronte a un programma quotidiano del genere: sistemare casa, fare la spesa, cucinare, andare a pagare le bollette alla posta, passare dal dottore per una ricetta, essere puntuale all’uscita della scuola dei ragazzi, fare trovare alla moglie, al rientro dal lavoro, lenzuola stirate e cena in tavola.
E Michele, d’accordo hai la mente da matematico, lavori con numeri e statistiche, ma tu riduci tutto a un freddo calcolo! Alla domanda di Helgaldo «lettore o lettrice?» mi apro in un sorriso: «lettrice, naturalmente» – rispondi e, dopo, continui parlando… di analisi economica?
«La maggioranza del mercato di chi acquista libri è formato da donne» – dici. Dunque la «donna» ti aiuta a vendere più copie? Le soddisfi (ops) per mero tornaconto?
Ma un po’ di trasporto emotivo, di sentimento, di «ah, le donne!» no?

Anch’io potrei giocarmi la carta dei luoghi comuni, uno fra tutti: l’uomo è protettivo, certo. Attentissimo: attento quando la propria donna esce, attento quando torna, attento quando guida e poi al primo raffreddore… dio ce ne scansi e liberi!
Invero ho un grande cruccio: vi rendete conto o no che questo è un mondo che va al contrario?
Spacciare per società in divenire una ricerca, voluta, di confusione: donne che si realizzano solo se vengono riconosciuti loro ruoli maschili, uomini che fanno di tutto per spogliarsi della loro mascolinità.
Ma come? L’ommo per essere ommo ha da puzzà e ci sono maschi che prendono l’appuntamento dall’estetista per farsi fare le sopracciglia a forma di ali di gabbiano? Si vestono come le Lollipop per seguire la nuova moda dello stilista di turno che propone le ballerine ai loro piedi o i pinocchietti con le svoltine che io indossavo a quindici anni?
Questi uomini moderni sono diventati surrogati del maschio-maschio. La società, le nuove idee progressiste mirano a eliminare le differenze di sesso e l’unico modo malato che rimane a molti per dimostrare la propria virilità è usare la violenza contro donne fragili e indifese?
Ci manca poco che chiedano alla ricerca scientifica di farsi venire le mestruazioni: sai che scontri epici in quei giorni, dentro casa!

E voi, signore? Maschio rude e peloso o faccia d’angelo con la messa in piega?
Qual è il ruolo che attribuite ai vostri uomini? Che tipo di maschi avete o vorreste avere accanto? Cosa vorreste dirgli che loro ancora non sanno? Insomma, esprimetevi liberamente. Parliamone insieme.
Tanto… loro non ci sanno ascoltare!

Chiedete al barista di Marina, vi aspetto seduta a un tavolo!

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84 commenti

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84 risposte a “Post per sole donne

  1. Innanzitutto ringrazio Marco che nel post maschile mi ha citata e davvero sono felice per la stima assolutamente ricambiata.
    Mio marito è uno che si cura molto, no omo ha da puzzà, e mi piace anche per questo. Sa un sacco di cose poi e pure questo è importante per me.
    L’uomo che vorrei è un amico, io e mio marito non eravamo così amici quando ci siamo messi insieme in realtà, però lo siamo diventati dopo. Io con lui mi faccio un sacco di risate, l’uomo che vorrei ha molte sfaccettature, è la mia roccia e il mio cielo, davvero.
    Io sono molto cerebrale, però la sua hellenicità mi ha smosso l’ormone!

    • iara R.M.

      Ben tornata Sandra! ^_^

    • Sandra, hai visto? Sei tornata nel momento giusto! Felicissima della tua osservazione rompighiaccio.
      Uomo colto e curato va benissimo, ma spero che il tuo non si depili per la prova costume! 😛
      Solo noi donne siamo capaci di dire senza inibizione che vorremmo al nostro fianco un uomo che sia roccia e cielo insieme. Vagliela a strappare una cosa del genere all’uomo tutto d’un pezzo: direbbe di noi donne che siamo croce e delizia, più croce che delizia! Gran romanticismo nelle sue parole!
      E poi, però, quando scrivono…

  2. Tiziana

    Chi ha scritto questo post?

  3. iara R.M.

    Oh… finalmente, è il nostro turno! Arrivo ora, e sono stanchissima, ma due paroline le voglio scrivere subito. Non mi schiero tra le femministe. A me, piace essere donna, femminile, avere il ciclo, non riuscire a sollevare o spostare pesi da palestrato, truccarmi, mettere i tacchi, occuparmi della casa e di mio figlio, ecc… ecc… Ma detesto essere ridotta a una bambolina che ha prescritto nel suo DNA limiti e possibilità. Le capacità organizzative o la creatività, non dipendono dal sesso, ma dagli studi, dalle esperienze, dalle necessità, da attitudini e talenti che di certo non consultano i preconcetti umani prima di svilupparsi. Mi sento strozzata da tutte le convenzioni culturali in cui io stessa sono stata costretta a crescere! Il celeste è per i maschi, il rosa per le femmine: E perché? I colori sono dotati di organi riproduttivi? Macchinine e soldatini per i maschietti e cucina e bamboline per le femminucce: non voglia il cielo che a un bambino piaccia giocare con bamboline e pentoline! Ogni volta, che si discute di differenze tra uomo e donna, sento di volermi dissociare. Siamo persone e se prescindiamo dalle differenze fisiche e biologiche, tutto il resto dipende esclusivamente da noi. Quindi, per prima cosa, l’uomo che vorrei non dovrebbe essere tra quelli che credono di sapere tutto delle donne o che fingono di non saperne niente, quando hanno la testa impastata di pregiudizi e luoghi comuni. Se guido male la macchina e non so parcheggiare, non dipende dal fatto che sono donna, ma dall’evidenza che non ho imparato! Se gioco a calcio e preferisco bere birra e uscire con le amiche, a una relazione fissa, non è perché sono nata nel corpo sbagliato.
    Vabbè, questo era solo per dire le prime due cose che mi sono passate per la testa. Ma è solo l’inizio.

    • Io adoro il celeste e detesto il rosa. E quando sono nati i miei figli ho comprato loro una gamma di colori per abitini e pagliaccetti che andavano dal giallo, al verde, al blu scuro! Mio figlio, da piccolo, voleva che gli regalassi la cucina con tutte le pentoline e i fruttini finti, hai presente, ma… beh, non l’ha mai avuta: mio marito non era molto per la quale. In compenso gli ho offerto la possibilità di usare pentole vere e di cucinare con me. Adesso, spesso, è lui che cala la pasta e fa un sugo spettacolare. Non so se c’entri il pregiudizio o le convenzioni, però mi piace l’idea di potere dimostrare a un uomo che non sempre ha ragione, con i fatti. Le parole le usano loro, noi scegliamo di essere concrete.

      • iara R.M.

        Io invece, a dispetto di tutte le critiche ricevute, a mio figlio ho comprato una cucina giocattolo completa di tutto e lui, adora cucinare e organizzare pic nic in soggiorno. Ha anche due bambolotti, un maschio e una femmina, con cui da più piccolo ci giocava. Direi che sta crescendo abbastanza bene, nonostante tutto. Inoltre, sarà la memoria di razza, ma per selezione naturale e spontanea, adora le macchine (armadi pieni), soldatini, pistole e armi laser varie (roba da maschi!).
        Riguardo ai colori, non l’ho mai vestito di rosa, perché a lui non piace e a me, non fa impazzire, però, davvero non vedrei il problema… anzi, lo vedrei il problema, perché la maggior parte delle persone guarderebbe con sospetto un maschietto con quel colore e sarebbe preso in giro dai coetanei culturalmente avanzati. Molte volte, mi chiedo cosa sia più giusto fare: difendere le proprie idee rischiando un certo margine di emarginazione o conformarsi (anche fintamente) e avere un’esistenza più facile. Per quanto mi riguarda, spesso, scelgo la prima soluzione, ma non posso osare questa libertà con mio figlio, le conseguenze sarebbero sue. Quindi… è così che poi, mi spiego come vanno avanti certi inutili stereotipi culturali.

  4. Tiziana

    Io sono un po’ contro-corrente. Difficilmente parlo di me alle mie amiche di cose veramente personali, quasi intime.
    Mi succede con i miei amici uomini. Nel senso di pensieri, catastrofi, episodi belli e brutti. Dei miei progetti, delle mie vittorie, ma anche di disastri. Sicuramente non argomenti a doppio fine o cose volgari.
    E mi trovo bene.
    Forse perché le persone più importanti e che ho avuto sempre vicino erano uomini.

    • Posso farti una domanda, se non sono indiscreta? Preferisci un’amicizia maschile a una femminile, giusto? Come mai? Qual è il segreto degli uomini? Hanno un’arma speciale per conquistare la tua fiducia?

      • Tiziana

        Preferisco le vere amicizie, anche pochissime. Non importa il sesso.
        Per quanto riguarda le mie amicizie maschili, sono sempre state uniche. Credo sia abbastanza predisposta verso questo visto che ho vissuto fin da piccola in un mondo prevalentemente maschile. Il segreto degli uomini è che sanno sempre proteggerti. Conquista la mia fiducia chi ha un buono stomaco, non ha paura di niente, gioisce insieme a me, mi dice quello che pensa, e mi viene a riprendere se mi perdo e mi fa emozionare con cose piccole per gli altri, ma grandi per me.
        Sicuramente tante cose, ma io do tanto e non mi piacciono le mezze misure.

  5. iara R.M.

    Anche l’aspetto evidenziato da Tiziana è molto interessante. Uno degli stereotipi più diffusi dell’universo maschile è che gli uomini non ascoltano le donne o che se le ascoltano è solo per portarle a letto, ops…

    • Infatti non credo molto all’amicizia fra uomo e donna, contrariamente all’entusiasmo mostrato da Tiziana a riguardo. E non è solo perché l’uomo può avere un secondo fine, ma perché spesso il secondo fine lo ha la donna! 😀

      • iara R.M.

        Ma viva Dio, che tra i due sessi ci sia ancora quell’energia chiamata attrazione!

      • Dipende dal tipo di amicizia, credo. Se è basata su interesse comuni, credo si possa andare sul sicuro. Uno dei miei migliori amici è un mio compagno di corse storico, con cui condivido anche letture e gusti musicali. Sono stata con lui a concerti e mostre d’arte, oltre che a corse e gare di ogni tipo, ormai siamo amici da vent’anni, io felicemente sposata, lui (spero felicemente) fidanzato. Io il secondo fine non l’ho mai avuto, se lui l’ha avuto io non l’ho mai colto (nella mente non gli leggo, ma, ecco, non mi pare). Delle mie compagnie storiche, poi, una è quasi esclusivamente maschile e sono talmente inserita alla pari che quando si è organizzato un addio al celibato un amico mi ha chiesto con candore perché io non venissi e ho dovuto ricordargli che sì, sarei una donna, dopo tutto… (e dire che non sono per niente mascolina, anche se non mi trucco).
        Per contro mio marito ha due amiche storiche, vicine di casa, compagne di scuola, coinquiline all’università. Una l’ha ultimamente un po’ persa di vista per motivi lavorativi, ma l’altra è diventata una mia carissima amica, è palese che lei e mio marito si considerano come fratelli o cugini. Tra l’altro lei è la moglie del sindaco che ci ha sposati, cosa che ha generato dei dubbi nel figlio (allora di sei anni): “mamma, ma se papà è già sposato con te, come fa a sposare anche Nicola, che oltre tutto è un uomo?”

      • Tiziana

        Secondo te allora un’amicizia tra uomo e donna non più esistere. E tutti quelli che la hanno? Ci sarà un doppio fine? Non credo, altrimenti saremmo tutti amanti.
        Ben vengano le amicizie tra uomo e donna. Ti arricchiscono. Meglio di tante donne. Sono selettiva. O amicizie maschili o femminili ma dotati di grande intelligenza. È uno stereotipo pensare che uomo e donna devono solo riprodursi e che non possano avere un rapporto d’amicizia. Non sono un animale in quel senso, non credo nemmeno gli altri.. Provare malizia nel pensare che un’amicizia di sesso opposto sia qualcosa di più, non lo ho provato. Senza cognizione, meglio non giudicare. E poi non ci dovrebbe essere secondo fine in nessuno, nemmeno tra donne e donne. Una donna può anche o far finta di essere amica solo perché si sente sola, per opportunità (quante ne ho viste), poi dietro a parlar male. Gli uomini non lo fanno. Né tra uomo e uomo, né tra uomo e donna. Se un uomo è amico lo è, anche se hanno idee diverse, passa con una pacca sulla spalla. Una donna non sempre, scattano gelosie, vendetta, invidia e protagonismo nelle più frustrate. Ora, continuo?
        Meglio di no.
        Concludo solo dicendo che ho delle grandi amiche donne e grandi amici uomini. Non ho pregiudizi o stereotipi.
        Nelle prime (tra le mie amiche) noto un’intelligenza unica, nei secondi ugualmente, insieme ad un grande rispetto. (visto che nessuno si sognerebbe di mancarlo, visto le nostre rispettive famiglie).

      • No, Tiziana, diventare “amanti” è solo la deriva sciatta di qualcosa che può fermarsi solo allo stato mentale. Io posso sentirmi attratta da un uomo sotto molti punti di vista, senza per forza pensare di volere andare a letto con lui. Gli uomini, forse, ridurrebbero tutto a una mera soddisfazione sul piano fisico. Però nemmeno mi sento di dire che le amicizie maschili siano sempre spassionate. È la curiosità che spinge alla conoscenza e la curiosità nasce quasi sempre da un interesse. Che poi non si finalizzi va bene, per carità, ma sono convinta che nel 90% dei casi una delle due parti in causa (lei o lui) ceda di fronte alla consapevolezza di non potere ottenere di più.
        Sul fatto che le donne possano essere fra di loro più o meno invidiose, gelose, cattivelle, sono d’accordo con te, come sento più sincero e apprezzo di più il complimento che mi fa una donna piuttosto che quello ricevuto da un uomo.
        Ecco, vi piace di più sentirvi dire brave o belle da una voce maschile o da una femminile?

      • Tenar, hai ragione, ci sono amicizie uomo/donna molto belle e vere. Ma ho sempre analizzato le mie e se vado alla fonte verifico che hanno avuto un incipit (a proposito di incipit) di natura quasi sempre interessata. Dunque è probabile che la mia opinione sia influenzata dalle mie esperienze.
        Del resto, prima di diventare mio marito, l’uomo che ho accanto è stato un mio caro amico e prima di lui, l’amicizia spassionata nata fra i banchi di scuola con un mio compagno di classe, nel tempo si è trasformata e ha avuto un esito che forse rimpiango (ma solo per come è finita). Ho tanti amici maschi certo, ma con loro parlo poco in modo confidenziale e se lo faccio è perché, sotto sotto, vorrei conquistarli. A che pro? Nessuno, ovviamente. Mi viene naturale. È come una molla che mi scatta dentro!
        Non è proprio una caratteristica femminile, vero?
        (Mi sa che l’ho sparata grossa, meno male che siamo fra di noi!) 🙂

    • Tiziana

      Essendo uno stereotipo, è tale per questo. Altrimenti sarebbe una certezza.
      Esiste eccome l’amicizia tra uomo e donna.

      • Avendo io amici maschi molto cari, ma che trovo attraenti come un rastrello da giardino e avendo un marito che ha amiche molto care mi trovo un po’ spiazzata. Forse perché le mie amicizie sono sempre nate sulla base di un interesse comune, lo sport, un’associazione culturale, degli hobby, poi si è passati dal parlare dell’occupazione contingente allo scoprire altri interessi comuni e infine alle confidenze personali, magari anche molto intime (quando corri tutti i giorni per oltre un’ora con una persona, ad esempio, finisci per avere ben pochi segreti, stessa cosa succede in un cantiere archeologico, otto ore fianco a fianco a raschiare terra, inizi col parlare del tempo e finisci col rivelare cose che pensavi non avresti mai detto a nessuno). Magari è perché queste persone le ho trovate sul mio cammino, non mi ci sono avvicinata spinta da un’attrazione (dei miei, pochi, ex e di mio marito invece ricordo di aver subito pensato che erano attraenti o che avevano qualcosa che mi piaceva), ma un po’ per caso e un po’ per affinità intellettuale. Non saprei. Di certo ho almeno 4/5 amici maschi molto cari, che frequento da più di quindici anni, a cui voglio molto bene, di cui desidero la stima, ma spero proprio di essere ai loro occhi lo stesso rastrello da giardino che loro sono per me (anche per la serenità delle loro mogli/fidanzate)!

      • Il segreto è circondarsi di amici rospi e sembrare rospi a nostra volta.
        Oddio, qualche rastrello ce l’ho anch’io in elenco…! 😀

  6. Premetto dicendo che sono per la libertà assoluta, per cui credo che ognuno debba sentirsi libero di essere come è. Ho amici “uomini veri” e amici un po’ effeminati e ognuno di essi ha caratteristiche splendide.

    Per quanto mi riguarda, sono attratta dall’uomo maschile, magari pure un po’ rude, senza per questo essere troppo all’antica.
    Mi piace la mia femminilità ma, essendo una persona particolarmente autonoma, non disdegno i lavori da uomo. Se devo prendere in mano un martello o un cacciavite non mi faccio grossi problemi, anzi la vivo come una piacevole sfida.

    Cerco di crescere i miei figli (entrambi maschi) con il giusto rispetto verso le donne e sono felice quando mi aiutano a cucinare, a fare i letti, a passare l’aspirapolvere. Il più piccolo è attratto dai giochi cosiddetti da bambina (bambole, cucinetta, ferro da stiro) e glieli ho sempre regalati senza farmi paranoie. Il grande invece è più intellettuale e (ahimè!) un po’ maschilista.

    Nel rapporto con mio marito non ho mai preteso che cambiasse i pannolini: so che non è portato per queste mansioni e non le ritengo, nel nostro rapporto, così basilari. Abbiamo ruoli diversi e inclinazioni diverse, ci veniamo incontro con l’obiettivo di completarsi senza snaturarci.

    Insomma, penso che non ci siano regole così ferree. L’importante è il rispetto reciproco e la capacità di essere complementari.

    • Oh, se è per questo, in casa mia, la manovalanza e i lavori con impiego di strumenti tipo chiodi, viti e martello sono di mia competenza: mio marito, è più forte di lui, ha un lato pratico sottosviluppatissimo! 🙂
      Ma qua si parla di attitudini più o meno sviluppate che credo, non abbiano nulla a che fare con l’appartenenza a un sesso piuttosto che a un altro.

      Quando in un rapporto uomo/donna si smette di essere complementari? Ci sono dei limiti in questo equilibrio di coppia?

  7. Eccomi. Spero di non essere arrivata tardi al nostro aperitivo sulla spiaggia, sotto l’ombrellone. Io grazie un americano.
    Perfetto. Come mi piace fare quattro chiacchiere di un argomento tanto vasto.
    Partiamo dall’inizio. Gli uomini mi piacciono, molto. Come amici, e ne ho diversi da sempre, e come compagnia, però spesso ci litigo, mi ci confronto e finisce che mi arrendo… Non perché abbiano ragione, ma piuttosto perché con loro non funziona il colpo diretto. E’ per quello che la donna è diventata furba, è meno forte, meno potente, ma efficace con altri sistemi, Ad esempio lo sciopero bianco, il mal di testa, il ciclo sventurato, il non sono mica predisposta sai…e quindi alla fine la spunta.
    Nella mia esperienza, gli uomini sono limitati a capire le cose principalmente dal punto di vista egoistico, poi per appagamento del proprio maschilismo e in ultimo se irretiti da complimenti che gli arrivano diretti al cuore (anche gli amici). Di uomini intelligenti ne ho conosciuto pochi, purtroppo, di simpatici molti, di stupidi ma piacevoli moltissimi.
    Alla fine ne ho scelto uno intelligente e bello al punto tale da farmi innamorare e perdonare i suoi difetti, anche perché ovviamente lui deve fare lo stesso con me.
    Ora a parte tutte le frivolezze, credo che essere uomini non debba essere facile. Due cervelli con cui pensare, uno primordiale ed istintivo ed uno animale e pieno di ormoni…che siano lo stesso? No, non riesco proprio a essere seria. Se penso agli uomini nella fascia intorno ai 40 mi paiono tutti Fabio Volo che giocano a fare i grandi seri, ma restano ancora quelli della serata con alterazione alcoolica elevata, ripetuta ad intervalli di poco tempo. Quelli intorno ai 50 affrontano la crisi della mezza età correndo dietro alle gonnelle, fanno di tutto per sembrare chi non sono, si atteggiano a tuttologi e poi cadono al primo confronto.
    Sarà l’epoca, ma di uomini uomini se ne contano pochi, anche perché eliminerei decisamente quelli che come massima aspirazione desiderano il petto liscio e le ali di gabbiano al posto di madre natura, non che ami l’uomo scimmia, ma insomma…
    Leverei anche quelli che fanno sfregio del loro rango per sopraffare le donne, psicologicamente e fisicamente. Ecco ne restano pochi, ed i migliori si sa sono già stati catturati, Anche se, secondo me, con tanto lavoro ed impegno cotti a puntino possono trasformarsi in ottimi compagni di vita con cui intavolare discussioni, confrontarsi sulle emozioni, provare a contaminarsi per migliorarsi e tante piccole sciocchezze che a noi donne piacciono. Come ad esempio che ti sussurri pensieri carini mentre lavi i piatti, dopo che ti ha aiutato a sparecchiare tavola e si proponga come “finisco io la cucina così poi stiamo un po’ insieme”. Ecco tanto per dirne una…

    • Dici che funziona il sistema adottato dalle donne greche della commedia Lisistrata di Aristofane, che avevano indetto uno sciopero del sesso per obbligare i loro uomini a terminare la guerra e tornare in pace presso le loro famiglie?
      L’astinenza come arma per ottenere qualcosa. 😀

      L’intelligenza è un pregio che vorremmo trovare tutti nel partner (che sia uomo o donna), ma l’intelligenza da sola senza il conforto dell’attrazione non va da nessuna parte. Attrazione non vuol dire necessariamente bellezza, quella resta sempre un parametro soggettivo (vivaddio!)

      Sai chi mi intristisce?
      L’uomo che a quarant’anni gioca a fare ancora il giuggerellone. Chi sta ancora cercando la donna della sua vita è un conto, ma quello che una donna a fianco già ce l’ha ma non ha deciso cosa fare del suo rapporto di coppia, modello eterno fidanzatino, è terribile! Sì, anche i cinquantenni in crisi di mezza età sanno essere patetici quando si impegnano. 🙂

      • Quella parte della storia greca mi ha sempre attratto e decisamente noi donne sappiamo benissimo che funziona farci desiderare.
        L’intelligenza, convengo è il vero sale di un rapporto, senza mi spiace ma non dura nulla nel tempo, perché la bellezza svanisce e la potenza del fuoco si smorza. L’intelligenza è dote innata, ma a mio avviso si può davvero coltivare.
        Per il resto da madre di un maschio e di una femmina, mi dico felice di avere l’uomo che ho. Mai tirato indietro su niente, mai discriminato su quale fosse il ruolo di uno o dell’altro. E così crescono i nostri figli. Tanto per fare un’esempio, il suo lavoro è di portare a domicilio acqua e bibite ed a turno lo aiutano faticando per qualche ora. Nessuna differenza tra loro nei giochi, avendo una distanza ravvicinata di mesi, guardano gli stessi cartoni, giocano agli stessi lego, ed hanno i medesimi amici… Be’ sì, lei è un maschiaccio, come me d’altronde, ma tempo al tempo, la femminilità verrà fuori. Qui il discorso è di essere parte di una famiglia e si collabora, nessuna differenza… solo che io cucino meglio! Il concetto è che devono essere ambedue in grado di cavarsela, senza di noi, senza nessuno con il grande valore di loro stessi, individui in grado di bastarsi, alla ricerca di altri di cui arricchirsi. Spero. Speriamo.
        Uomo, donna… odio il maschilismo ed il femminismo, per me siamo individui meravigliosamente sconosciuti e fragili alla continua scoperta di noi stessi e dell’amore, che ci faccia stare bene però!!!!!🙃

      • Ma per tornare alla curiosità che m’e venuta e che ho postato da qualche parte in questo spazio di commenti: tuo marito, per esempio, come si comporta con la figlia femmina? Ha un occhio diverso rispetto al maschio? Non parlo, ovviamente, di preferenze affettive, ma proprio di richieste in campo pratico. Non so quanti anni hanno i tuoi figli, però, se sono in età di uscita con gli amici, il maschio ha un orario di rientro e la femmina un altro? C’è un controllo su abbigliamento e frequentazioni della femmina? Una preoccupazione diversa, insomma!

      • Differenza di comportamento al momento pare di no. Le età sono ancora troppo infantili per registrare problematiche varie. Lei ha 10 anni e lui quasi 9 quindi due bimbi. Però le prevedo per il futuro, visto che la gelosia è una caratteristica insita nel suo carattere. Prevedo battaglie e complicazioni con gli amici che verranno introdotti a casa…ma non avendo la sfera di cristallo…
        Però si aspetta che sia innanzitutto completa come donna, che sappia arrangiarsi, che sia intelligente e furba da non farsi prendere in giro. Tornando al discorso che ho letto in qualche post in alto, lui per primo è stato un “bastardello” e sa benissimo a che mondo va incontro, sa come sono gli uomini, prima ancora ragazzi, temo soffrirà lui stesso per le azioni della sua categoria, questa volta rivolte a sua figlia.
        Il maschio sappiamo arriverà a tutto questo con un leggero ritardo permettendoci forse di essere già abituati all’idea. Quindi ad ora ne siamo meno preoccupati. Lui comunque tende a vederli ancora molto bambini e non si rende conto di come trascorra veloce il tempo, io che sono ansiosa e di natura emotiva sono più sul chi va là, quindi tendo ad anticipare cose che ovviamente lui per ora smorza.

    • Sai, invece mio marito voleva avere una figlia femmina e invece abbiamo avuto due maschi che stanno crescendo con un’idea credo superatina della donna! Vedono ovviamente me come il migliore esempio di moglie e madre, perché ho scelto di rimanere a casa con loro e, purtroppo, sono convinti di trovare una donna, in futuro, che farà le mie stesse scelte.
      Pensa che sono costretta a convincerli che non è detto che sia così, che è giusto che anche le donne lavorino e si realizzino.
      Una forma di maschilismo acerbo direi involontario.
      Spero che, crescendo, capiscano senza bisogno di spiegazioni! 🙂

      • Quello che dici è verissimo. I figli solo in minima parte sono corruttibili dal nostro pensiero, molto dalla società ed ancora di più da un’innata predisposizione a pensarla a proprio modo…
        I miei anche hanno l’idea che ogni donna avrà figli, si fermerà a casa, come ho fatto io… ma intanto sto loro inculcando che non si smette di sognare, di tirare fuori i propri talenti e credere in sé stessi. Quando mi vedono scrivere infatti per loro sto lavorando, anche se da casa, anche senza guadagnare un soldo. Forse i miei cresceranno con l’idea che scrivere e leggere dà soddisfazione e non riempie la pancia.

  8. Misoginia al femminile. È questo che chiede Marco per un confronto ad armi pari.

    Helgaldo parla di ottimi padri di famiglia con prole femminile, che una volta superato l’uscio di casa odiano le donne. È terribile il pensiero di questi genitori, che hanno un atteggiamento iperprotettivo nei confronti delle figlie femmine, ai limiti del maniacale, perché vedono in loro il potenziale sviluppo verso ciò che in primis loro vedono nella donna. Come se volessero preservare la figlia femmina dal vederle fare una brutta fine!
    Esistono invece mamme fiere dei loro figli maschi, che una volta superato l’uscio di casa odiano l’uomo? Cioè il punto di vista può essere lo stesso?

    • iara R.M.

      Io mi chiedo come possa essere possibile che un individuo, uomo o donna che siano, riesca a essere un buon genitore con dei presupposti mentali deviati. Un uomo che odia le donne che educazione e quali valori trasmetterà a sua figlia? E a suo figlio? Idem per una madre che odia gli uomini. Le parole sono solo una piccola parte nell’educazione di un bambino. Moltissimo si insegna con l’esempio, attraverso comportamenti evidenti, gesti quotidiani. Una mente piena di pregiudizi rischia di seminare pregiudizi, stereotipi e intolleranza. Voglio credere che il confronto culturale e le esperienze esterne attutiscano l’impatto e l’influenza familiare, ma temo solo in parte.
      Poi, se per buoni genitori si intende accudire ai loro bisogni e il bacio della buona notte, allora, si può essere.

  9. Darius Tred dice che la donna gestisce meglio dell’uomo certe situazioni. In fondo, vista la corposa e influente presenza di donne in politica, sembra proprio vero che esse si prestino bene a gestire “cose da uomini” (aziende, creatività, persino intere nazioni).
    Darius si chiede: ma gli uomini sono bravi a gestire “cose da donne”?

    Se la cava con una onestissima posizione neutra:
    “una grande donna non può stare senza un grande uomo. E un grande uomo ha sempre bisogno di grandi donne Entrambi hanno bisogno l’una dell’altro per crescere, per vivere, per essere felice. Se viene soddisfatta questa premessa, allora qualsiasi donna (o uomo) può fare qualsiasi cosa (da donna o da uomo).”

    Siete d’accordo?

    • iara R.M.

      Dopo vado a spiare la discussione. La posizione sostenuta è fortemente diplomatica! Non dico che quella espressa non sia sincera, ma non credo che il pensiero dominante si muova su sponde politicamente corrette. Tendo a pensare che tra uomini e donne, ci sia chi sostiene posizioni di superiorità o tante discussioni non ci sarebbero.

      Dopo torno per approfondire… è che ora sono contemporaneamente occupata a scrivere e a dare la caccia ai pokemon !

    • chiarasole1981

      Certo che le gestiscono meglio…
      Per questo la società le ha ridotte per secoli ai margini.

      • 🙂
        Non c’è però il rischio che per coprire anni, anzi secoli, di marginalità, si voglia strafare?

      • chiarasole1981

        Cosa intendi per strafare? Se il rischio è che la donna, come dicevo sotto, punti a diventare un uomo, vuol dire che non ha capito niente. Non è piegando le nostre qualità (perché ciò significherebbe rinunciare al nostro potere creativo) dalla sfera del sentire a quella del fare che dobbiamo farci accettare, ma facendo in modo che la società dei maschi le accolga senza sentirsene minacciata.

      • Che per dimostrare di avere raggiunto la posizione nella società che spetta loro vogliano occupare ogni ambito possibile rinunciando a quel minimo ruolo che dovrebbero continuare a preservare. Stavo pensando alle donne militare, quelle alla soldato Jane, un’insopportabile figura che non riesco a capire: si radono i capelli, indossano la mimetica con quei pesanti anfibi e si fanno sputare in faccia così diventano cazzute pure loro. E magari imbracciano il fucile meglio degli uomini. È ridicolo.
        Ma questo è più un fenomeno americano, forse.
        Dunque sì, intendevo quel rischio lì. E sono d’accordo con te.

  10. chiarasole1981

    Ogni volta che vado dal parrucchiere (e succede circa una volta ogni 40-50 giorni) incontro un uomo intorno al 25 che fa la piega, le sopracciglia e le unghie. Un giorno ho domandato a L.: “ma questo viene da te tutti i giorni?”, e lui mi ha detto “quasi”, spiegandomi che si suole etichettare con il termine: “metrosessuali” gli uomini che, pur essendo eterosessuali, curano il proprio corpo come una donna, se non di più. Ecco: io non mi sento minimamente attratta dagli uomini così, li trovo poco virili. Non mi piace, però, nemmeno il modello scimpanzé panciuto. Diciamo che il mio attuale compagno e i miei due ex più importanti hanno in comune tre requisiti:
    1) sono più alti di me
    2) hanno una quantità accettabile di peli
    3) sono fisicamente in forma senza sforare nel modello “palestra 24 h”
    4) hanno i capelli: non mi piacciono i calvi, né i rasati.
    Questo da un punto di vista puramente estetico.
    Per quel che riguarda invece le dinamiche domestiche, io prendo le distanze da quello che chiamo “il modello (mio) papà”: lui è passato dalla madre alla prima moglie alla seconda moglie e non sa fare nemmeno un uovo sodo. La mia matrigna gli sceglie addirittura i vestiti. Quando lei ha avuto 39 di febbre, sono dovuta andare io a casa sua per preparargli la cena. Nella sua mentalità, l’uomo deve essere servito, riverito e trattato come un dio. Come cent’anni fa.
    Siccome io so che non si tratta di pigrizia, ma c’è tutta una mentalità dietro, mi sono sempre dissociata da questo modo di pensare. Sono stata fortunata, perché mio marito ha allevato sua sorella e per tanti anni ha lavorato nella cucina del ristorante dei suoi, quindi sa come gestire una casa e sa stare ai fornelli. Inoltre, quando ci siamo trasferiti a Sanremo, lui ha avuto qualche difficoltà a trovar lavoro, per cui si è creata una situazione strana, a ruoli invertiti: lui badava alla casa e io portavo i soldi. Una cosa del genere però è energeticamente squilibrata, i ruoli devono esserci, quindi è durata poco perché eravamo tutti e due esauriti, abbiamo anche rischiato di lasciarci. Ora lavoriamo entrambi e badiamo alla casa entrambi. Per lui è più facile, visto che è a Sanremo, torna a casa a pranzo, e ha più tempo di me per fare la lavatrice. Spesso la sera cucina lui mentre io scrivo. Mentre alla spesa e al bucato preferisco pensare da me. Direi che c’è equilibrio, e la cosa mi piace: il modello papà è stato scongiurato.
    Sono assolutamente d’accordo sul fatto che le donne tendono a “mascolinizzarsi” per essere accettate nell’ambiente di lavoro. Le colleghe che sono a livelli alti, sono tutte uomini mancati, soprattutto nel modo di fare. Per questo motivo, io metto spesso la gonna e/o i tacchi, mi comporto con dolcezza e valorizzo le qualità caratteriali tipicamente femminili, a partire dalla creatività. Voglio infatti far capire che io sono perfettamente in grado di sopravvivere in un ambiente di uomini senza diventare come loro. 🙂

    • Non ti sembra che ci sia sempre questa sorta di ansia da prestazione delle donne per dimostrare agli uomini di essere alla loro altezza? Quale altezza, poi?
      Certe volte penso che il nostro atteggiamento troppo spinto verso la ricerca di questa rivalsa porti ancora di più l’uomo a convincersi della sua superiorità. Come se noi fossimo sempre lì a dire: “vedi? Anche noi possiamo fare quello che sai fare tu”, come ammettere di volerlo imitare perché, appunto, superiore a noi. Non so, però, se mi sono spiegata.

      • chiarasole1981

        Sì, ti sei spiegata benissimo, e sono d’accordo con te. Penso inoltre che le donne spesso, negli ambienti di lavoro si sentano realizzate solo se approvate da qualche uomo che conta. Per molte di loro il punto di massima realizzazione è diventare assistente di un dirigente, quindi essere vicino alla stanza dei bottoni senza davvero farne parte. Arrivare a ciò significa, però, mettere completamente da parte la propria individualità per obbedire come un soldatino, essere pronte a svendere il collega pur di salvarsi il deretano. Solo le persone molto ambiziose e molto false ci riescono. Anch’io lo sono, ma ho mete diverse. Il mio obiettivo principale è ottenere l’autonomia professionale. In questo ambiente non riuscirò mai ad emergere, perché se accetto realtà che non rispecchiano i miei valori mi sembra di tradire me stessa. Ho sempre cercato di realizzarmi senza mettere da parte la mia morale, e tutto questo non mi piace.

      • Le donne cercano l’approvazione dell’uomo che conta. E l’uomo fa lo stesso? Cerca l’approvazione delle donne che contano? O ha quell’atteggiamento sempre un po’ sopra le righe, di chi non si affiderebbe mai all’unico parere di una donna?
        Chissà come se la cavano le ministre o i capi di Governo. Sì, grande rispetto, ma la credibilità è loro riconosciuta dai maschi in maniera incondizionata o sincera? Mi viene in mente il nuovo sindaco di Roma: la Raggi è stata votata e tutti a non scommettere nemmeno una lira su di lei, perché è ovvio, sarà il pupazzo manovrato da Grillo (ma faccio solo un esempio).

      • chiarasole1981

        Ti rispondo qui perché il commento sotto ha perso, non so come mai, il link per rispondere. Nessun uomo (a livello professionale, ovvio) nutre nei confronti della donna un interesse sincero. Penso che la maggior parte di loro ci considerino delle appendici, delle protesi naturale, che servono solo se il corpo a cui sono attaccate funziona bene. Per questo motivo, spesso non accettano che una donna sia libera di pensare autonomamente, e vivono il dissenso come un tradimento. Se ti distacchi dal pensiero dominante, sono pronti a buttarti via, perché non servi più.
        So che le mie parole sono piene di risentimento a causa della realtà professionale in cui mi trovo a vivere, ma sono fortemente convinta di queste affermazioni.

  11. Come hai detto giustamente tu, le cose negli ultimi anni vanno un po’ sfumando. In ogni caso, personalmente degli uomini apprezzo soprattutto la razionalità e l’approccio pratico, che nella gran massa delle donne invece manca. Non si può generalizzare, okay. Però se ho bisogno di un consiglio o di analizzare una situazione, preferisco un parere maschile, che non si perde nei dettagli o nell’emotività del momento. Se ho bisogno di essere capita o di un po’ di solidarietà, vado da una donna. Degli uomini invece detesto il modo in cui a volte sminuiscono gli stati d’animo e non capiscono le sfumature (non solo dei colori!). L’uomo ideale per me è quello che sa essere sensibile ma anche razionale.

    • Analisi corretta, anche se, certe volte, sono proprio gli uomini a perdersi in un bicchiere d’acqua! A me piace un uomo che non si vergogni di mostrarsi sensibile e che non ritenga che certe debolezze siano solo una caratteristica femminile.
      Sai che, pensandoci, forse è per questo che mi piace molto di più leggere i libri dove siano scrittori uomini a raccontare una storia d’amore, piuttosto che scrittrici donne?
      Anzi, lo chiedo a tutti:
      Lo so che a molti non piacciono le storie sentimentali, ma in un romanzo dove viene rappresentato un sentimento, preferite vedere come riesce a farlo uno scrittore o una scrittrice?

  12. Fanciulle… che devo dire ancora? Sono arrivata in ritardo e voi avete già espresso molte mie opinioni.
    Ci provo però.
    L’amicizia tra uomo e donna, nì. Dipende sempre dai casi. Ce ne sono alcuni in cui è decisamente impossibile visto che alcuni rappresentanti del sesso maschile hanno un chiodo fisso 😉
    Altre volte invece e possibile perché la mente è libera da pregiudizi e preconcetti. Oppure gliela liberiamo noi a suon di metaforiche martellate?
    Cosa che agli uomini brucia perché… vedi sotto 😊

    Un grave difetto che riscontro negli uomini è quell’idea di superiorità che li fa pensare anche inconsciamente che noi donne “non sappiamo” dire o fare. Quando invece glielo dimostriamo, inghiottono amaro diciamo… io 90% delle volte.
    E io mi diverto un mondo quando posso dimostrare che sono io ad aver ragione… che sono stata capace a fare, almeno una parte perché poi la forza fisica ce l’ha lui e non io.
    E qui veniamo ad un altro punto. Tipo d’uomo. Un santo! Ecco per me ci vuole un santo ma non da adorare. Per sopportarmi.

    Di certo odio quelli “mia mamma lo faceva meglio”. Quelli si meritano solo la risposta e vai a fartelo fare da lei.

    • Bello, Patrizia, che tu sia passata a dire la tua! Mi offrì anche l’occasione di essere più precisa riguardo al concetto di amicizia tra un uomo e una donna: penso che il rapporto di amicizia possa esserci, ma che ci sia sempre un originario dislivello di intenti, chiamiamolo così.
      Per dire: io sono una donna sposata e lo è anche il mio collega in Tribunale. Ma lui è una persona intrigante, sa fare dei bei ragionamenti e io lo guardo con gli occhi un po’ maliziosi di chi si chiede tante cose: perché non è ancora impegnato, perché non porta la fede, cioè ho tutta una serie di curiosità anche sciocche che non sono indifferenza pura.
      Poi, io so che sono innamorata di mio marito e che è lontanissimo da me il pensiero di tradirlo (entrano in gioco valori, sentimenti), allora divento sua amica, certo e la cosa finisce lì. Potrebbe essere anche il contrario.
      È il modo in cui parte un’amicizia che mi lascia perplessa, ecco!

      Sì, superiorità e superbia. Sanno tutto loro. Poi, quando li freghiamo in curva con i fatti… hai notato che ammettono a denti stretti di avere avuto torto? Quasi fosse un oltraggio! 😀
      E, per carità, le mammine formato santino no!
      Io a mio marito ho fatto perdere il vizietto. Con la stessa moneta.

    • chiarasole1981

      Su questo mi trovo a dissentire. Io ho dei carissimi amici maschi con i quali non mai è successo un accidente di niente a livello fisico (solo con uno, un bacio una volta) e che considero alla strenua di fratelli. Non ci si vede e sente spesso, perché abitiamo lontani, ma quand’ero a Milano uno di loro praticamente viveva in casa mia. In passato ne avevo anche un altro, fin dai tempi del liceo, ma anni fa i rapporti si erano interrotti a causa della gelosia della sua donna. Ora si sono lasciati, e ogni tanti ci vediamo ancora. Ce n’è poi un altro, che ha sposato la mia migliore amica. 😀

  13. Dimenticavo.
    Nonostante tutto, anche se frantumano non poco, menomale che ci sono. Che vita monotona altrimenti 😅

  14. Ahah mi è venuta l’ispirazione per una domanda terra terra:
    Ma se per esempio una persona che conoscete vi dà una pacca sul sedere, come reagite?
    Poi vi racconto cos’è successo una volta a me!

    • iara R.M.

      Marina, io mi immagino una circostanza scherzosa, con un qualcuno molto molto amico, con cui si è molto molto in confidenza. In tal caso, una risata e un bonario “Giù le mani dalle mie chiappette!”
      In tutti gli altri, occhiataccia e cartellino rosso!!! 😛

      • Ero al primo liceo classico (oggi sarebbe il terzo anno) e un mio compagno di classe faceva lo spiritoso allungando le mani sulle altre mie compagne. Lo scopo del gioco era riuscire a toccare più culi schivando i ceffoni delle malcapitate. Loro reagivano perché in qualche modo ti senti “violata”, no?la mano di un maschio che viene a farti popi popi è fastidiosa, è oltraggiosa… Quel giorno era il mio turno: questo ragazzo si avvicina e a piene mani mi palpa il sedere, mi giro che lo odiavo a morte, ma lui si aspettava lo schiaffo e si è subito messo sulla difensiva, io, invece, ho allungato la mano e gli ho strizzato hai capito cosa.
        L’ho fatto sentire come me.
        Non si è più avvicinato.

    • chiarasole1981

      Se un amico mi dà le pacche sul sedere scherzando non ho nessun problema. Però l’altro giorno mentre uscivo dal lavoro uno mi ha fischiato e ho avuto voglia di menarlo. Non ho fatto una piazzata solo perché ero davanti all’ufficio, e se qualche collega mi avesse visto ne avrebbe parlato fino al 2030.

  15. iara R.M.

    Mi piace moltissimo il discorso di Chiarasole, sul non perdere la nostra identità e i nostri valori, solo nel tentativo di diventare (brutte) copie maschili. Identità, valori, natura, non sono però, necessariamente legate al genere. E’ questo che io proprio fatico a farmi entrare in testa. Per me, un uomo che piange, è un uomo. Uno che va dall’estetista perché peloso non si piace, è un uomo. Poi, può non piacermi il tipo, ma sinceramente, credo che abbia tutto il diritto di fare come crede; così, come io ho la libertà di mettere i pantaloni. I gusti non si discutono. Il problema è quando si legano le capacità personali al sesso; questo non mi va bene. E nei contesti di lavoro, ancora accade che certi pregiudizi persistano. Più che altro, perché fa comodo portarli avanti.
    Riguardo al discorso amicizia, la penso come Marina. Sono possibili, ma o sono l’evoluzione di qualcosa o tra i due non c’è la minima attrazione.
    Quello che mi è venuto da pensare sull’argomento e che mi rattrista un pochino, è non ritrovare la complicità necessaria tra donne. Spesso, siamo invidiose ed entriamo scioccamente in competizione. E’ di certo una generalizzazione la mia, come tante altre… ma negli uomini sotto questo punto di vista ho riscontrato più intelligenza.

    • E però, se guardi dal punto di vista di un uomo (non di tutti, fortunatamente) per loro piangere è una manifestazione da femminucce, invece sembrare delle femmine con tutti quegli accorgimenti (non dimentichiamo che i maschi si truccano e ricorrono al chirurgo estetico) è segno di evoluzione verso una società senza pregiudizi.
      Dunque la parte esteriore conta più di quella interiore, che significa più superficialità e sufficienza.

    • chiarasole1981

      Grazie Iara, sono contenta che il post ti sia piaciuto. Ci tengo però a chiarire una cosa. Io non ho mai detto che un uomo che piange non sia un uomo, ma penso che ogni individuo abbia una dominante energetica, che porta con sé determinate caratteristiche. Tempo fa, ne avevo parlato in un guest-post sul blog di Salvatore Anfuso: https://salvatoreanfuso.com/2016/03/11/energia-maschile-femminile-nella-scrittura/

      Queste due energie sono perfettamente integrabili (e molte persone ci riescono) ma la società tende a considerarle come una alternativa all’altra. Se una donna ha di base una dominante di energia maschile, sicuramente avrà meno difficoltà a districarsi in un mondo di uomini, ma io ho notato che molte di noi, negli ambienti di lavoro, per raggiungere alti livelli, spesso rinunciano alle qualità positive dell’energia femminile, scegliendo comportamenti e atteggiamenti tradizionalmente associati agli uomini. Io ho assistito a trasformazioni – da parte di amiche e colleghe – che mi hanno letteralmente spiazzato, e riconosco che c’è un condizionamento sociale, in questa rinuncia alla propria naturale espressività. Io, del resto, sto facendo il percorso inverso: cresciuta in una famiglia in cui dominava (anche nelle donne) l’energia maschile, ho spesso visto demonizzare il mondo emozionale, al punto da arrivare a reprimere tutto ciò che sentivo per paura del giudizio altrui. Ora sto ritrovando una nuova libertà, e questo da un lato mi fa sentire più a mio agio, dall’altro mi sottopone a critiche e giudizi continui. Mi piacerebbe inoltre trovare un lavoro che assecondi le mie naturali inclinazioni, perché qui mi sento un pesce fuor d’acqua, tutto ciò che sono non va bene.

      • iara R.M.

        Ho letto l’articolo che hai scritto e mi è piaciuto molto. Tra l’altro, per motivi di studio, ho approfondito la psicoanalisi junghiana e ho abbastanza familiarità con i concetti legati agli archetipi; trovo molto piacevole trovare qualcuno che mostri interesse per l’argomento. ^_^

        Il discorso sull’uomo che piange, non l’avevo attributo a te; era una mia riflessione generale sull’argomento.

      • chiarasole1981

        Sono contenta che ti sia piaciuto, e penso che ora il mio ragionamento risulti più chiaro. Anche io apprezzo molto l’opera di Jung. 🙂

  16. iara R.M.

    P.S.: Ehm, però… carino il barista di Marina 🙂 😛
    Tanto per fare una domanda frivola da liceale… ma se a voi un tipo piace, lo fate il primo passo? Infondo, lo stereotipo vuole che sia l’uomo ad agire per primo… o no?

  17. Cara Iara, io mi ricordo le feste di compleanno fatte in casa dei compagni dove si aspettava la scopa durante i lenti per sperare di ballare con il tipo che ci piaceva. Te lo dico subito: a me non mi si filava nessuno, anzi sì, quelli sfigatissimi modello occhialini, brufoli e apparecchietto ai denti. Io mi innamoravo sempre dei ragazzi che nemmeno col binocolo! Allora, nel tempo, ho affinato tecniche diverse e sì, a modo mio, ho imparato a fare il primo passo, molto velatamente, con strategie di avvicinamento studiate ma in apparenza naturali. E poi li colpivo con l’arma più efficace di cui dispongo, che non svelerò, ovvio! 😛
    Oggi, però, è cambiato anche questo garbo nel farsi avanti: le ragazzine sono sempre più sfacciate, anche aggressive (ne ho testimonianza con i miei figli che hanno avuto esperienza con coetanee disinibite, capaci di fini dichiarazioni d’amore fatte come se stessero dicendo ciao).
    Ai miei tempi c’era tutto un preliminare, l’amica che chiedeva al compagno di scuola “ma ti piace Tizia?”, un giro di interposte persone…
    Dunque ecco, ormai il maschio oggi ha perso anche il piacere di andare alla conquista della femmina,tanto fa tutto lei. Ha abdicato pure al suo ruolo istituzionale!

    • iara R.M.

      Il tuo discorso sulle ragazze disinibite, esuberanti e con poche timidezze mi offre l’occasione per esprimere un altro mio pensiero. A me, piacerebbe tanto che ci fossero uomini capaci di scorgere oltre la folla l’unica o le poche ragazze che non sgomitano per farsi notare a tutti i costi. Lo so, è un po’ utopia, specie con tutta la vitalità che c’è in giro, ma che posso farci? Di mio, ti dico che se mi piace qualcuno divento timidissima; fortunatamente, con il tempo qualche soluzione sono riuscita a trovarla, ma arrivare a essere sfacciata non rientra proprio nelle mie attitudini. Tuttavia, le donne intraprendenti non mi dispiacciono se sanno esserlo con eleganza.

      • Mi sono convinta che l’attrazione sia una molla inevitabile. Vedo, però, gli uomini più orientati verso un’attrazione immediata: il loro occhio cade subito sul “bello” e “appetibile”. Pensa che io sorvolo sui belli belli e mi soffermo su quelli che passano inosservati, ma hanno quel quid… Dunque sì, sarebbe bello essere individuate alla stessa maniera da un uomo in mezzo a tante cosce e rossetti sgargianti, senza dovere dare dimostrazioni aggiuntive di valere qualcosa.
        Siamo donne, oltre le gambe c’è di più! 😀
        (P.s. Non ho nulla contro cosce al vento e rossetti sgargianti!)

    • chiarasole1981

      Io so qual è perché ti ho fatto il tema natale! 😀
      D’accordo sul fatto che le donne siano diventate troppo disinibite: ho sentito di recente una storia assurda su un tentativo di abbordaggio in discoteca di cui è stato oggetto un mio amico, fidanzatissimo, con conseguente stalking.
      Penso che alla base di questi atteggiamenti ci sia una grande confusione su cosa significhino libertà e parità. Da un lato, la televisione propina determinati modelli femminili. Dall’altro, la società tutta preme sulla necessità di “essere come gli uomini”. Risultato? Un’orda di donne vestite come Belen che bevono, ruttano e bestemmiano come Mimmo O’ Animalo, il contrabbandiere dei romanzi di Biondillo.

  18. A parte che la misoginia al femminile si chiama misandria, ma nessuno di noi sa dire in che cosa potrebbe manifestarsi l’odio verso il genere maschile?
    Certo, uscire dai luoghi comuni è impossibile, ma qualcosa di mai sentito su una caratteristica maschile mal tollerata, a nessuno viene in mente?

  19. Odio gli stereotipi, e le generalizzazioni, che è una ragione per cui arrivo solo adesso. Quando ero piccola, vedevo le donne della mia famiglia, mia madre, le nonne e le zie, che erano molto inquadrate e organizzate, con i mariti a lamentarsi delle fobie di pulizia delle consorti.
    Una volta, già grande, sono andata a casa di un’amica dove c’era un disordine per me insolito; il suo compagno se ne lamentava. Sono rimasta molto stupita di questo scambio di ruoli.
    Ho avuto grandi amicizie femminili e maschili, indifferentemente.
    Bella la tua reazione al liceale Marina!
    Riguardo la scrittura, poco tempo fa ho letto un romanzo rosa con un nome che poteva essere di entrambi i sessi e mi ha stupito molto scoprire (dopo aver letto il libro) che fosse maschio. Mi pare che siamo più noi donne che cerchiamo di invadere i campi classicamente considerati maschili (il giallo ad esempio, o l’horror) che il contrario.
    Mi chiedo se esista un bel libro maschile che parli di maternità 😉 Non mi dite che loro nel caso parlerebbero di paternità. I libri di fantascienza li scrivono, giusto?

    • Tiziana

      Ciao Isabella, la vedo esattamente come te. Gli stereotipi e le generalizzazioni sono irritanti. Non c’è una verità per tutt’Italia. E meno male. Idem per le amicizie. Quelle grandi sono indifferentemente maschili o femminili. Amicizia, non conoscenze. Parola molto grande, per questo da dosare a giuste dosi e con le giuste persone.
      Quando li chiamo con questo nome, vuol dire che è stra-fortunato-a.
      Adesso c’è un abuso nella parola amicizia, ma in realtà lo è chi te lo dimostra (nella famosa brutta sorte) o quando litighi o hai bisogno di lui-lei, viene naturale che ti sorregga anche in modo pesante dicendo “cosa caspita stai facendo?”.
      Quello-a che ti fa commuovere e il perché lo avete capito voi due, quello-a che non ha paura se gli confidi cose dolorose o inenarrabili o stupide… lui-lei lo capirà.
      Almeno io lo so fare con gli altri, più difficili farlo con me. Se ci riesci hai guadagnato un fortino tipo da legione straniera.

    • Giusto. Mi chiedo, allora, se esistono argomenti in cui gli uomini sarebbero più ferrati nella scrittura. Forse ci sono situazioni immaginabili, ma che solo quando sono parte di un vissuto personale assumono quel valore aggiunto che non potrebbe essere tanto delle donne quanto degli uomini.
      La maternità è una di esse: un uomo potrebbe narrare con la stessa efficacia di una donna cosa significhi diventare madri? E noi donne potremmo raccontare una guerra di trincea con la stessa intensità di un uomo costretto a imbracciare un fucile o a uccidere a sangue freddo?

      • iara R.M.

        Credo che nella scrittura sia possibile raccontare esperienze non vissute direttamente. È il tipo di lavoro da fare che è diverso. Documentarsi, osservare, intervistare, guardare video attinenti, ricercare in se stessi emozioni ed esperienze che evocano sentimenti simili. Di certo, quell’immediatezza nell’ aver sentito sulla propria pelle, verrebbe a mancare, ma sensibilità ed empatia, a mio avviso, possono aiutare a rendere credibile quello che si descrive. Quindi, no… non credo che ci siano argomenti femminili e altri, maschili. Per me, tutto è riconducibile all’ individualità.
        Penso che chi scrive riuscendo a emozionare, abbia il dono di saper cogliere l’essenziale nella vita degli altri, in quello che osserva, nelle notizie e nelle cose di ogni giorno. È in quel nucleo essenziale, che sono compresse sensazioni, atmosfere, emozioni, quello che si vuole comunicare, condividere, in una parola: la storia. Quanto di quello che si racconta si è vissuto davvero? E quanti uomini e quante donne popolano le nostre pagine? Ultimamente, vivo la scrittura come un sogno ad occhi aperti.
        Sarà per questo che soffro d’insonnia?

  20. Marco Amato

    Ecco, adesso che avete argomentato, contravvengo al divieto di commentare per gli uomini, (semmai fatemi donna solo per questo post ;)) perché mi piace approfondire le vostre impressioni. Ma non confrontandovi fra voi, ma con un uomo o almeno il mio modo di percepire le donne.

    Da uomo di quarant’anni e con una certa esperienza, mi sono fatto una sorta di ritratto delle caratteristiche ideali che dovrebbe avere per voi il maschio.

    Suddivido le caratteristiche a gruppi e non per ordine d’importanza.
    Secondo le donne un maschio ideale dovrebbe essere:
    Bello: (la bellezza è un tratto meno importante rispetto alle concezioni degli uomini per le donne. Ma se l’uomo vi piace esteticamente il non plus ultra.)
    Ben messo nel corpo (ben venga un bel fisico, magari non è fondamentale la tartaruga, ma flaccido, oddio. Al massimo si salva la pancetta del marito.)
    Curato: Pulizia del corpo (se puzza che orrore), eventuale barba e capelli sempre in ordine.

    Deve possedere le spiccate propensioni maschili:
    Forte, protettivo, sicuro: Spesse volte ho sentito dire a voi donne, non ci sono più gli uomini di una volta, proprio per carenza di queste caratteristiche.

    Ma l’uomo deve anche essere:
    Sensibile, romantico, divertente.

    Ma soprattutto un uomo deve essere attento nei vostri confronti, partecipe nelle vostre esigente, deve sapervi ascoltare e comprendervi anche quando voi stesse sapete d’essere incomprensibili.

    Diciamo che l’uomo ideale dovrebbe avere la naturale perspicacia di saper cogliere quando un vostro no significa sì e quando un sì significa no.
    La caratteristica dell’uomo paziente è un bonus sempre gradito.

    E poi è evidente che l’uomo deve essere intelligente (non mi è mai capitata una donna che dicesse io lo voglio stupido).

    Pieno di passioni, basta che le passioni non superino l’interesse per voi o lo portino a trascurarvi.

    Non deve essere farfallone e soprattutto non deve guardare le donne più giovani. (Sul guardare le anziane, (evento molto remoto per un uomo, siete più tolleranti. :D)

    Deve essere colto (Ma al punto giusto. Deve stimolarvi, ma senza essere pedante, sapientone o saccente).

    In genere preferite anche che sia distinto. (Ho sentito donne che compierebbero follie se l’uomo le prendesse mentre è in giacca e cravatta.)

    L’uomo deve essere anche compagno di vita, ma proprio nella vita spicciola, quotidiana, deve riuscirvi ad arricchire anche nelle piccole cose. (Che palle l’uomo che torna stanco del lavoro, depresso e avvilito per le sue giornate.)

    E poi c’è la biforcazione delle intenzioni femminili.
    Diciamolo il ragazzaccio prende. Il possibile stronzo che vi farà soffrire: e diamine se alla fine ne vale la pena!
    Ci sarebbero anche le varianti del tenebroso e del ribelle.

    Ma anche prende (ma meno) l’uomo più posato, che sembra poter concedere un alone di stabilità.

    Ecco, potrei continuare ancora (anche l’aspetto sessuale gioca una sua importante componente) ma mi fermo.

    Secondo voi, oh splendide donne, quando c’è di vero e quando di impreciso nel quadro che vi ho descritto?
    Ma soprattutto se il mio è un modello base (e vi assicuro che buona parte degli uomini ignora anche il modello base, per questo non vi comprendono mai :D) quali sono le possibili varianti di uomini che vi intrigano di più?

    • Carino il tuo intervento, ci leggo un pizzico di ironia, dovuta… e leggendolo d’un fiato, mi pare di sentire tanta dimessa impotenza a vestire un simile quadro.
      Io la giacca e cravatta non la sopporto, il troppo curato nemmeno, il perfetto nemmeno a morire e il bravo ragazzo mi annoia a morte. Quello che ho è quello che volevo e per mia e sua ammissione ci siamo modificati per stare meglio insieme, ma sì sull’aspetto sessuale non faccio saldi, se non funziona, crolla il rapporto… giusto per gradire questo è il mio punto di vista.

      • Queste domande sono fuorvianti: è ovvio, chi la vuole cotta, chi cruda! Esiste un modello unico? Ovviamente no, come non esiste il prototipo ideale di donna per un uomo che può volerla matura o infantile, seria o leziosa, estremamente femminile o mascolina, stronza o materna, affidabile, inafferrabile, alta, bassa, magra, abbonante, androgina, formosa, bionda, mora… e chi più aggettivi conosce più ne aggiunga!

  21. Ops! Chi è stata l’ultima a entrare? Ha lasciato la porta socchiusa e… voilà, un ospite inatteso si è intrufolato in questa nostra bella discussione!

    Non vedevi l’ora, eh, Marco? Dunque curiosità e pettegolezzo non sono caratteristiche soltanto femminili!

    Adesso perdonami, ma da padrona di casa prestata a questo gioco di ruoli mi corre l’obbligo di farti accomodare fuori e per questa volta non ti multerò per avere trasgredito le regole previste per la partecipazione.
    Altrimenti, cambia sesso e allora sì, che verrò io stessa ad aprirti la porta! 😛

    • iara R.M.

      ^_^ invasione di campo e tempestiva ammonizione! 😉

      Però, l’intervento è carino davvero, anche perché molte delle cose elencate, vengono spesso citate dalle donne. Il punto, però, è un altro, almeno secondo me. Il ritratto ideale che ha confezionato Marco riassume i desideri di donne diverse… e quindi, il puzzle non funziona quando deve diventare l’uomo ideale di una donna specifica. Ho amiche che amano fare da “mammine” e prediligono l’uomo sensibile, insicuro, timido. Altre, che lo vogliono “stronzo”, perché se non soffrono non sono contente. Io che sono timidissima, non potrei farci niente con un uomo timido come o più di me… ecco che viene naturale per me, sentirmi meglio con qualcuno più intraprendente. Continuo?
      La verità è che ogni uomo e ogni donna ha bisogno di incontrare una persona complementare, con cui raggiungere un equilibrio in base al proprio modo di essere e di sentire. Poi, voglio dire, ci sono cose che rientrano nel buon gusto e nella spontanea esternazione dei sentimenti; non si è mai visto qualcuno innamorato che non sia gentile, premuroso, attento ecc… la quotidianità, è sicuramente quello che dà maggior valore a tutto ed è proprio per questo che molte coppie alla prova “vita di tutti i giorni”, scoppiano.
      Per concludere, Boccio il modello base versione universale, per un modello sincero che faccia click con il pezzo giusto, senza forzature.
      Boccio l’uomo che guarda le altre, in modo ostentato e maniaco sessuale in crisi di astinenza, perché è davvero spiacevole e dubito che a un uomo farebbe piacere una situazione analoga. Se mi viene in mente altro lo aggiungo più tardi! 😛

      • Dio li fa e poi li accoppia!
        Allora ti dico che io e mio marito apparteniamo a due universi paralleli, lui non può essere più lontano anni luce da me: io sono paziente, lui non lo è (ergo il mio continuo essere santa ai suoi occhi!), lui ha un approccio alle cose filosofico, io sono più pragmatica, lui con i figli è guerrafondaio, io opto per le manovre diplomatiche, lui è iper apprensivo, io mantengo la calma anche nelle situazioni più difficili e potrei continuare…, eppure è il migliore degli uomini che io abbia mai conosciuto e non per la sua intelligenza (qui, ha ragione Marco: a nessuno verrebbe mai di Innamorarsi di un cretino, forse a 16 anni. È uno studioso e io dico sempre che i miei figli a scuola sono una formula 1 perché hanno preso dal padre) ma perché ci completiamo: io sopperisco alle sue mancanze, lui alle mie.
        Alla fine è questo che cerchiamo in un uomo: l’altra parte di noi e quando ogni suo difetto rimane sempre al di sotto della soglia da cui invece si innalzano i pregi, allora quello è amore.

  22. iara R.M.

    Ci sono diversi refusi… scusate. 😦

  23. Brava Iara concordo su tutto, così appassionatamente che non mi sono neppure accorta dei refusi 😉

  24. E mentre noi ci confrontiamo, ci confidiamo, ci raccontiamo, i maschi di là hanno abbandonato la discussione. Tipico! Qualcuno non se lo sarà detto: che palle, i soliti discorsi? Forse è questa la misoginia più strisciante di cui parla Helgaldo e che ha dato vita a questo esperimento: questo sembra essere un discorso da femminucce, con le loro romantiche idee sull’uomo ideale, i luoghi comuni sul femminismo, ecc ecc. Gli uomini, non sia mai! Non hanno preso sul serio una cosa tanto sciocca! Andrea, poi, non si è spinto oltre la prima riga del primo commento. Questa sufficienza sottolineata dall’opinione che le persone si classificano in base alla loro propensione alla lettura. Stop. Una chiacchiera finita dentro un libro.
    I commenti che ho apprezzato di più sono stati quello di Massimiliano, sincero come sempre e quello di Giuseppe, nel mio blog (peccato, forse dovrei dirgli di fare copia/incolla nel post di Helgaldo, perché quello che dice rappresenta un bellissimo modo di chiudere la parentesi).
    E, alla fine, Marco ha animato la festa.
    Dai, se non si va oltre questi ottanta commenti, qui, ti invito a passare per fare un saluto! 🙂

  25. Hai letto? Credo che questa volta la infrangerò io la regola riportando qua il commento di Giuseppe, fosse anche come cornice finale di questa bella discussione.
    (Resta fermo il fatto che chiunque può ancora aggiungere ciò che vuole: la nostra chiacchierata è una parentesi che rimane sempre aperta)

    E ora, gentili signore, vi propongo il commento che Giuseppe ha lasciato nel mio blog:

    Ok, prestiamoci al gioco. L’unico difetto che non sopporto in una donna è quello di vedere nemici dappertutto e nell’essere sicuri che se qualcuno ti ha fatto una mancanza, non è stato per caso o per sbaglio… ma dietro c’è sempre un malefico motivo. Attenzione, ripeto, non sto dicendo che tutte le donne hanno questo difetto, ma semplicemente che in una donna non riesco a mandarlo giù, mi viene difficile metabolizzarlo. Tutto il resto, per il mio gusto, lascia il tempo che trova. Se entro in un bar per prendere il caffè e dietro al banco c’è una donna, io mi perdo dentro i suoi occhi (ma ti assicuro sempre con discrezione) in cerca di un indizio, un frammento di vita da carpire, un odore da conservare dentro il mio taschino segreto per poi, la notte, provare con le parole a creare una musa, un personaggio, una storia da raccontare. Se una ragazza, passeggiando per il corso, cattura con la bellezza delle sue gambe una combriccola di uomini estasiati o arrapati, io rimango ogni volta conquistato, incantato non tanto dalla bellezza della donna, ma dalla sua misteriosa potenza attrattiva. E non parlo solo di fisico e sesso, ma di un mondo o meglio di mondi che ruotano dentro e fuori l’universo femminile che mai smetterò di scoprire, e questa impossibilità di conoscerli tutti… mi porta continuamente ad osservarle in tutte le sue sfumature. Mi capita di ascoltare la voce di una donna, amica o sconosciuta non ha importanza, di seguire il filo logico del suo discorso ed improvvisamente perdermi dentro le strade e i vicoli della sua anima a me sconosciuta, e mi chiedo: chi sei veramente? da che storia provieni? quali mari hai navigato e quante rotte hai seguito per affermare il tue essere donna ora, qui, in questo momento che stai parlando. Certamente sono consapevole che una donna sgradevole non farebbe scaturire in me questi pensieri, ma appartengo a quella specie rara di uomini che considerano una ricchezza straordinaria la presenza della donna su questo pianeta. Credo che la donna sia superiore in molte cose, Oscar Wilde una volta disse che la bellezza è superiore all’intelligenza perché non ha bisogno di essere dimostrata, io oso dire che non c’è cosa più bella in una donna che non nasca dalla sua intelligenza. Io dentro la scatola magica della bellezza ci metto molta roba; guardo stupito, ogni volta, come mia moglie riesca ad essere donna mamma casalinga guerriera indovina… si perché tra i tanti misteri che vi appartengono, possedete pure quello della chiaroveggenza, non sto scherzando. Io non riesco a depilarmi, non ci riesco perdonatemi donne se potete, e non faccio la barba tutti i giorni… e non puzzo, ma solo quando non sudo. Non possiedo il fisico di un atleta palestrato, ma il mio lavoro mi permette di non avere la pancetta e sinceramente la notte dormo bene. Mi arrabbio poco… ma quando scoppio apriti cielo, e possiedo il dono, come ogni scrittore, dell’osservazione. Sì mi capita di piangere qualche volta, non ho vergogna a dirlo… sì ho pianto per il finale di Balla coi lupi e per quello dell’Attimo Fuggente… la mia mascolinità sicula non credo che ne abbia risentito. Ora quello che io sono è il prodotto delle mie esperienze e credo che anche per le donne sia così, quindi non mi interessano i luoghi comuni, le frase fatte e cose del genere. Mentre mi affascina il miracolo della vita, che si rigenera continuamente attraverso questo splendido dono che posseggono le donne, e le rende uniche… e noi forse non raccontiamo e scriviamo le nostre storie anche per questo? per cercare di carpire un frammento di verità che possa dare un senso a questa nostra vita?

    • Onore e rispetto ad un commento di questo genere. Non per altro è di un’anima che scrive. Uomini così fanno onore alla categoria, uomini che si interrogano sulle donne con questa sottile curiosità, che percepiscono l’anima oltre il corpo e ne restano soggiogati. Mi spiace l’anima resterà segreta, solo l’amore ve la farà scoprire.

  26. Ora capisco il copia e incolla. Valeva la pena di leggere l’opinione di Giuseppe. E mi trovo completamente d’accordo con Nadia.

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