Un posto pulito, illuminato bene, dialogato meglio

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– La settimana scorsa ha tentato di suicidarsi, – disse il cameriere.
– Perché? – chiese l’altro.
– Era disperato. – aggiunse il primo.
– Per cosa? – domandò l’altro.
– Niente. – risposte il primo.
– Come sai che non era niente? – obiettò l’altro.
– Ha un mucchio di quattrini. – concluse il primo.

[…]

– Adesso è ubriaco, – disse.
– È ubriaco ogni notte. – puntualizzò.
– Perché voleva uccidersi? – questionò.
– Come faccio a saperlo? – replicò.
– Come ha fatto? – indagò.
– Si è impiccato con una corda. – spiegò.
– Chi lo ha tirato giù? – interrogò.
– Sua nipote. – imparentò.
– Perché lo ha fatto? – pettegoleggiò.
– Paura per la sua anima. – predicò.
– Quanti soldi ha? – contabilizzò.
– Tanti. – moltitudinò.
– Avrà ottant’anni. – statisticò.
– Forse qualcuno di più. – geriatrizzò.

[…]

– A te cosa manca? – ritrovò.
– Tutto tranne il lavoro. – mestierò.
– Hai tutto quello che ho io. – comunisteggiò.
– No. Non ho mai avuto fiducia e non sono giovane. – invecchiò.
– Dai. Smettila di dire sciocchezze e chiudi a chiave. – chiavistellò.
– Io sono di quelli a cui piace stare al caffè fino a tardi, – tiratardeggiò il cameriere più vecchio. – Con tutti quelli che non vogliono andare a letto. Con tutti quelli che hanno bisogno di una luce per la notte. – lampadinò.

[…]

– Cosa prende? – chiese il barista.
Nada. – spagnoleggiò
Otro loco mas – catalaneggiò il barista, e gli voltò le spalle.

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33 commenti

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33 risposte a “Un posto pulito, illuminato bene, dialogato meglio

  1. Racconto divertentissimo. – enfatizzò
    Bello giocare con le parole eh? – solidarizzò
    Ancora meglio giocare con i concetti. – apprezzò
    Bravo Helgaldo. – sottolineò

  2. Bello scambio – ohibò

    😀

  3. tizianabalestro

    Perdona la molestia pero tengo que corregirte.
    Se pone así la oración : “otro loco más”.
    Equivocaste sea ponendo el plural de la palabra, sea no ponendo el acento agudo y en español es importante. Más es piú (italiano).
    Mas (es en desuso) es ma (italiano). Normalmente para decir “però o ma, en castellano se pone “pero”.

  4. tizianabalestro

    È come se avessi scritto “altro pazzi ma”😁😁

  5. tizianabalestro

    Perdonami, non ho resistito alla correzione. Sarà l’abitudine.

  6. Grilloz

    Sono sempre stato un fan del dialogo senza verbi di dialogazione, ma a sto punto come lo vedi un dialogo di soli verbi di dialogazione?
    … disse.
    … puntualizzò.
    … questionò.
    … replicò.
    … indagò.
    … spiegò.
    … interrogò.

    • … morì.

      Finiscono tutti allo stesso modo i dialoghi di soli verbi di dialogazione.

    • tizianabalestro

      Ora ho la curiosità del dialogo senza verbi di dialogazione. Dammi degli esempi dove poter leggere alcuni dialoghi.
      Io non li uso in maniera ossessiva, solo lo stretto necessario (sapere qual è). A parte gli scherzi, sto scrivendo un dialogo questi giorni (lo correggo, e non sono sicura scorra bene).
      Mi piace scrivere dialoghi senza troppi verbi di dialogazione perché ti dà l’impressione di ascoltare realmente chi parla.
      Mi distrae (da lettrice) troppo una marcazione di spiegare in un discorso tra i due protagonisti.

      • tizianabalestro

        Dammi, anzi datemi degli spunti dover poter leggere alcuni dialoghi senza un eccessi di verbi di dialogazione.

      • – Dove sei stata? – chiese Macomber nell’oscurità.
        – Ciao, – disse lei. – Sei sveglio?
        – Dove sei stata?
        – Sono andata a prendere una boccata d’aria.
        – Sì, proprio.
        – Cosa vuoi dire, tesoro?
        – Dove sei stata?
        – Fuori a prendere una boccata d’aria.
        – Adesso la chiamano così? Una puttana, sei.
        – Be’, tu sei un vigliacco.
        – Va bene – disse lui – E allora?
        – Niente, per quanto mi riguarda. Ma non parliamo, per piacere, caro, perché ho un gran sonno.
        – Tu mi credi capace di sopportare tutto.
        – So che lo farai, tesoro.
        – Be’, non è così.
        – Per piacere, caro, non parliamo. Ho tanto sonno.
        – Doveva essere finita. Hai promesso che sarebbe finita.
        – Be’, non è finita, – disse soavemente lei.

        La breve vita felice di Francis Macomber, Ernest Hemingway

      • tizianabalestro

        – Se fai una scena ti pianto, caro, – la moglie gli disse placida.

        – Oh! Non mi pianti, – disse Macomber.

        – Provati e vedrai.

        – Non mi pianti.

        – Non ti pianto, ma tu comportati bene.

        – Io? Strana maniera di parlare!

        – Sì, tu. Comportati bene.

        – Perché, piuttosto, non cerchi tu di comportarti bene?

        – Ho cercato così a lungo…

        – Odio quel maiale dalla faccia rossa, – disse Macomber. – Detesto il solo vederlo.

        – E invece è tanto caro!

        – Oh, zitta, – gridò quasi Macomber.

      • Grilloz

        Così su due piedi non saprei darti un esempio, ma ne ho letti tanti. In alcuni casi, soprattutto se il narratore è bravo, chi parla è chiaro dalla battutta: Ad esempio se il marito entra in casa con due borse di plastica piene, chi potrà mai dire la battuta: «Hai preso la frutta?»

        P.S. ho scritto alla Crusca per far accettare verbi di dialogazione 😛

      • A questo punto, dovrei rimandare a un mio vecchio post (“Cassiopea”, mi pare) in cui avevo provato a fare un dialogo in un commissariato senza neppure un verbo di dialogazione. Ne è stato fatto anche un thriller (il 32) sul “non uso” delle legature…

      • Non lo ricordavo. Dopo molte variazioni il thriller diventa una bottega dove si può trovare ogni sorta di prodotti linguistici e narrativi a seconda della richiesta. Una vera miniera.

  7. tizianabalestro

    Grazie. Infatti non credo serva sempre riempire un dialogo con questo tipo di verbi eccedendo nell’uso. Mi annoia, da lettrice. Ritorna sui tuoi passi e “torna” quando hai qualche suggerimento di testo che hai letto. :p
    Lavurar… ( non so scrivere in milanese, però rendeva meglio il concetto di darsi da fare) :p

  8. tizianabalestro

    Direi perfetto.
    Lo stile che piace a me. Grazie.

  9. (versione letteral-musicale 😀 )

    – Come ti senti? – domandò lui.
    – Non saprei… sento un misto di rabbia. Ma anche di orgoglio – orianizzò lei.
    – Dai, non ci pensare. Facciamo una passeggiata, usciamo a rivedere le stelle – disse lui alighierizzando.
    – Scherzi? Non ci penso nemmeno. Dopo quella volta in cui un indovino mi disse… – terzanizzò lei.
    – Ancora? Hai sempre avuto una vita spericolata – vaschizzò lui interrompendola bruscamente – e ancora credi a quelle baggianate!
    – E’ vero, ho avuto una vita spericolata. Ma quando ti sei presentato con l’anello tutto è cambiato – tolkienizzò lei sospirando.
    – Già, tutto è cambiato: io non faccio altro che vivere tra te e il mare – pausinizzò lui convenendo.

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