Indagine sull’uomo comune

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«Mettere un individuo ordinario in una situazione straordinaria è un mezzo per indagare la natura dell’essere umano».

Roger Jon Ellory

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21 commenti

Archiviato in Arti e mestieri

21 risposte a “Indagine sull’uomo comune

  1. Massimiliano Riccardi

    Questa è una grande verità. Nel bene o nel male nelle situazioni critiche esce sempre fuori ciò che realmente siamo. La viltà, il coraggio. la generosità, l’aridità, sono tutte cose che emergono appieno solo nei momenti dove il rischio di esposizione e talvolta di compromissione della propria sicurezza è a rischio. L’ho visto accadere molte volte. Ho imparato molto anche su me stesso quando mi sono dovuto misurare con situazioni straordinarie.

  2. iara R.M.

    Già. Ci sono situazioni eccezionali in cui non possiamo limitarci a recitare noi stessi. Mi vengono in mente i test psicologici che si trovano sui giornali, dove siamo tutti bravi a dare risposte da fighi.
    Però, se concordo con la citazione la discussione termina qui. Allora, aggiungo a (S)proposito che ci sono anche vite in cui l’eccezione (nel senso di evento straordinario) è potersi concedere qualcosa di diverso dall’essere semplicemente se stessi.
    In entrambi i casi, si spera che quello che venga fuori dal proprio essere, non sia niente di cui doversi vergognare per sempre.

  3. tizianabalestro

    Mi sento sempre in situazioni straordinarie.
    A volte più grandi di noi.
    A volte difficili da superare.

  4. Nelle situazioni estreme semplicemente non si hanno anche le risorse per mentire e non essere se stessi, si è già troppo impegnati ad affrontare il momento contingente.

  5. Grilloz

    E se si mette un uomo straordinario in una situazione ordinaria che succederebbe? Se Ulisse facesse il bagnino a Rimini o l’impiegato alla FIAT (anzi FCA)?

  6. tizianabalestro

    Mi piace l’entusiasmo di Isabella, anch’io spesso parto in quarta con idee e scrivo, scrivo. (Sarebbe bello scrivere a quattro mani). Poi ho bisogno di rivederlo o chiedere consiglio a chi è grande in scrittura per vari motivi. Sono fortunata, dopo aver “bazzicato” i blog di scrittura come questo, ho trovata “tanta” solidarietà, pazienza, e spero amicizia. A volte mi prende male perché alcune lacune di scrittura ci sono e lo noto confrontandomi, ma più che altro è una mia vergogna di non essere sempre all’altezza. Nessuno mi ha mai detto scrivi male, anzi forse sempre troppo buoni. Ecco forse mi succede di essere una persona ordinaria, in un contesto straordinario.

  7. Bene Tiziana! Se scrivessi male qualcuno te lo direbbe… io sono molto sincera. Non per stroncare, ma per evitare che gente impreparata si butti su Amazon aspettandosi recensioni positive. So quanto lavoro ci vuole per sfornare un lavoro decente. Io accetto sempre le critiche, che sono quelle che mi permettono di migliorare. Sono contenta quando qualche mio Beta Reader mi dice “Sei migliorata molto!” vai avanti così. So che la strada è lunga, ma la passione è tanta e spero di imparare e migliorare. 🙂

  8. tizianabalestro

    Accetto le critiche e soprattutto gli insegnamenti. Ho superato quella timidezza e chiedo,mi butto, male che vada faccio qualche figuraccia o scrivo qualcosa da correggere.Non lo vedo così grave.Non uccido nessuno. Al contrario sono diventata molto “rompi” perché ne ho bisogno. (Qualcuno lo sa quanto rompo).Questo chiedere(ma obiettivamente do molto,ne ho le prove dai miei compagni di studio) ,me lo ha insegnato però lo studio linguistico. Se non avessi tolto la vergogna di scrivere o pronunciare male, nessuno ti avrebbe aspettato che ti passase o ti avrebbe capito in un’altra lingua. Ti dovevi buttare,sbagliare e farti aiutare.
    Una buona palestra. Imparare a scrivere in italiano non è tanto diverso.Studio,leggere, confrontarsi, farsi correggere e buttarsi.

  9. tizianabalestro

    Ti ringrazio Isabella. Tra tutti credo di essere quella meno preparata, ma non importa. Non c’è un tempo o un’età o una gara. Il bello della scrittura è che egoisticamente ti gratifica in primis per te stesso. Poi, ovviamente, se trasmetti qualcosa a colui che ti legge, sarebbe il top.

    • iara R.M.

      Anche io non sono preparata, però come te, ho tanta voglia di sperimentare e imparare. In questo gruppo, ho trovato il contesto ideale e le persone giuste con cui provare. 🙂

  10. tizianabalestro

    Lo credo anch’io. Le persone giuste anche per un’amicizia vera.

  11. Sono stato scollegato tutto il giorno e quando torno vedo che state parlando tra di voi. Bellissimo. Questo è il regalo più bello che potevate farmi. Questo blog non è solo mio, anche voi avete le chiavi di casa e su Da dove sto scrivendo siete a casa vostra. Tutti possono entrare quando vogliono e parlare di tutto con chiunque. Helgaldo vi invita per la festa, ma la festa siete voi.

  12. Questa riflessione mi fa pensare un po’ a tutti quei romanzi fantasy che trattano di un individuo normale che si ritrova in un mondo che non conosce – che alla fine sono un po’ tutti, ma specialmente quelli che trattano di mondi “paralleli”, come “Le Cronache di Narnia”:
    Credo che una gran parte della letteratura che conosciamo si basi su questo principio, a pensarci bene.

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