Leggere è peccato

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Gira uno strano meme in questi giorni. Dirò subito che i meme non mi sono mai piaciuti, forse perché vanno bene per tutte le stagioni; forse perché sono l’occasione per serrare le file e trovarsi tutti d’accordo su un determinato argomento; forse perché sono il tramite per farsi i complimenti a vicenda e dirsi grazie grazie; forse perché semplicemente sono antipatico e polemico per il gusto di esserlo: credo che quest’ultimo sia il motivo vero del perché i meme non mi piacciono, ma torniamo al meme in questione.

È un meme che riguarda la lettura. «Leggere non è peccato», ecco l’ho detto. L’idea è di diffondere questo messaggio per invogliare quella maggioranza di italiani che non ha mia aperto un libro e crede che i libri siano noiosi, a ricredersi. Iniziativa meritevole… Leggere non è peccato.

Ma ve l’immaginate uno che non pecca? Uno che non salta mai una messa, che da writer pulisce i muri, che da ferrarista va a 130 in autostrada, che da politico è onesto, che da fedifrago è pentito. Niente alcol in discoteca, basta con la droga, solo comportamenti omologati a norma di legge. I divieti, tutti rispettati. Insomma, perfetti cittadini in un mondo noiosissimo. Perfetti cittadini anche in letteratura, è ovvio.

Eppure dove c’è un divieto, un «vietato entrare» che impone un limite invalicabile, un’ordinanza che imprigiona la protesta, anche un meme che mi dice che leggere è bello, piacevole e intrigante, in tutti questi casi a me viene voglia di invertire la rotta, di andare controcorrente, di dileggiare il buonsenso. Se mi comporto in modo poco amichevole nei confronti di questo meme date però la colpa ai libri che ho letto, perché sono loro i responsabili della mia illegalità.

Perché leggere dovrebbe essere vietato. Non fa bene alla vista, leggendo non hai amici, devi startene da solo, tu e il tuo cazzo di libro. Non leggere, vai a studiare. Non leggere, vai a dormire. Non leggere, vai a giocare. Leggere non va bene, non è mai andato bene. Leggere è vietato. I dittatori imprigionano chi legge, per le donne in molte parti del mondo c’è il divieto di lettura. Meglio ricamare. Eppure c’è chi sfida le galere patrie, le fruste religiose, l’ira delle mamme, pur di leggere illegalmente.

Leggere non ha nulla a che vedere con la bellezza, con il piacere, con l’intrigante. Leggere è per pochi. Altrimenti la lettura è come tutto il resto, come i gattini sui social non serve assolutamente a nulla, come il videogioco non vi porta a nessun livello superiore. Leggere è una conquista individuale, una provocazione continua, un mandare a quel paese quelli che si ingozzano di mondi di mezzo inconcludenti e rassicuranti.
Leggere non è peccato? Ma andatevene tutti in Paradiso… lasciate l’Inferno a noi che ci piace vivere peccando.

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7 commenti

Archiviato in Leggere

7 risposte a “Leggere è peccato

  1. Come partecipare ad un meme, pur odiando i meme. 😉

  2. Leggere? Niente di ché, una delle tante attività… leggere.

  3. Leggere è una conquista individuale! Questa sì che è una bella frase!

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