Doti dell’ambientazione

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Ecco l’incipit del Partner di John Grisham:

Lo trovarono a Ponta Porã, una piacevole cittadina brasiliana, a due passi dal Paraguay, in un territorio ancora conosciuto come la Frontiera.
Lo trovarono in un’ombreggiata casa di mattoni in Rua Tiradentes, un ampio viale con una fila d’alberi al centro e ragazzini scalzi che giocavano a calcio sull’asfalto rovente.

(In due frasi è tratteggiato un mondo perfettamente riconoscibile: la precisione geografica – Ponta Porã è una cittadina di frontiera tra Brasile e Paraguay – è accompagnata da una serie di annotazioni minori – la casa di mattoni, la fila d’alberi, i ragazzini scalzi che giocano a calcio sull’asfalto rovente. Questo mondo non è mai fine a se stesso, perché la descrizione è funzionale alla circostanza che lì, proprio lì e non altrove, è stato trovato qualcuno. Non sappiamo ancora chi è stato trovato, ma questa preposizione – ripetuta come un’anafora all’inizio di ciascuna frase – ci immette all’istante in una storia, ci fa dischiudere l’ambiente alla luce di una narrazione).

Luca Ricci

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10 commenti

Archiviato in Arti e mestieri

10 risposte a “Doti dell’ambientazione

  1. Finalmente un incipit scritto bene. Dopo tre parole i miei occhi leggevano Grisham, ma la mia testa stava recitando questo:
    «Molti anni dopo, di fronte al plotone di esecuzione, il colonnello Aureliano Buendía si sarebbe ricordato di quel remoto pomeriggio in cui suo padre lo aveva condotto a conoscere il ghiaccio. Macondo era allora un villaggio di venti case di argilla e di canna selvatica costruito sulla riva di un fiume dalle acque diafane che rovinavano per un letto di pietre levigate, bianche ed enormi come uova preistoriche. Il mondo era così recente, che molte cose erano prive di nome, e per citarle bisognava indicarle col dito».

  2. tizianabalestro

    Grisham un grande. Mi sto soffermando su Luca Ricci. Lo sto scoprendo grazie a te.

  3. Grisham è uno dei pochi dal successo planetario meritato, scrive bene e ha inventato qualcosa: il legal thriller poi copiato da molti. Bravissimo fin dalle prime battute, i suoi romanzi mi tenevano inchiodata sul serio.

  4. Bello. Più bello Marquez, però!

  5. D’accordo con Marina sul tenere separate cose differenti. C’è una medaglia olimpica per ogni disciplina anche se è tutto sport. E poi si sa, a mischiare viene mal di testa e poi si vomita 🙂

    Da dilettante, mi alleno un po’ per tutto, ispirandomi ai campioni, poi inventerò la mia disciplina olimpica personale!

  6. Insomma: sono io l’unico a trovare un’eco nella musicalità dell’incipit di Grisham con quello di Márquez. Non dico lo stile, né l’ovvia ambientazione. È proprio qualcosa di più nascosto, tra ritmo e sonorità.

    Oppure è l’otite 😀

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