Breve storia della scrittura creativa (1920-2003)

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scrittura creativa o creative writing, l’arte di scrivere in quanto oggetto di insegnamento. L’espressione viene usata anche per indicare l’insieme delle tecniche e degli esercizi che hanno lo scopo di formare la professione dello scrittore.
La s.c. è stata teorizzata fin dagli anni Trenta da Dorothea Brande (Diventare scrittore, Becoming a Writer, 1981, pustumo), ed è materia di insegnamento nelle università degli Stati Uniti dagli anni Cinquanta; il corso più noto è quello dello Iowa Writer’s Workshop, un «laboratorio per scrittori» le cui origini risalgono al 1922 e che ha avuto una notevole influenza sulla letteratura americana: tra i suoi allievi si possono ricordare Flannery O’Connor, il precursore del minimalismo Raymond Carver (che, dopo avere tenuto a sua volta corsi di s.c., avrebbe condensato in suo insegnamento nel libro Il mestiere di scrivere, trad. it. 1997), John Gardner (autore di un altro testo sulla s.c., Il mestiere dello scrittore, On becoming a novelist, postumo, 1983) e T. Coragghessan Boyle. Secondo i critici, gli allievi di questa scuola tendono a produrre opere piuttosto convenzionali, caratterizzate da un realismo quasi documentaristico e lontane da qualsiasi forma di sperimentalismo linguistico e innovazione delle strutture narrative. In Italia i corsi di s.c. hanno avuto un boom negli anni Novanta, ma fuori dall’ambito accademico, in scuole private, sorte intorno a scrittori di forte personalità; tra di essi Alessandro Baricco per la Scuola Holden di Torino (che prende il nome dal protagonista del celebre romanzo di Salinger), Giuseppe Pontiggia per la Scuola Creativa di Milano, Giulio Mozzi (autore di Parole private dette in pubblico. Conversazioni e racconti sullo scrivere, 1997) a Padova. Altri autori italiani hanno consegnato i loro insegnamenti e consigli in forma saggistica (si pensi a Parole incrociate. Guida allo scrivere, di Raffaele Crovi, 1995, o ai Consigli a un giovane scrittore, di Vincenzo Cerami, 1996).
I corsi di s.c. sono tenuti a volte da professori di letteratura, ma più spesso da narratori e poeti (negli Stati Uniti hanno insegnato in questi corsi, tra gli altri, Frank Conroy, John Barth, Norman Mailer, John Irving, Philip Roth e Grace Paley), oltre che da giornalisti, drammaturghi e sceneggiatori cinematografici e televisivi; in qualche caso vengono anche organizzati incontri con gli autori affermati e operatori del settore editoriale. L’aspetto caratterizzante dei corsi è la produzione da parte degli allievi di testi che vengono poi sottoposti al giudizio degli insegnanti e dei compagni di corso. In genere è previsto anche l’apprendimento di una serie di nozioni e tecniche: le figure retoriche, i generi letterari e i registri linguistici, i principi della narratologia e le strategie comunicative (il personaggio, il punto di vista, la voce – o le voci – narranti, la trama, ecc.) e la conoscenza delle letterature moderne e contemporanee, con particolare riguardo agli aspetti pratici della produzione letteraria e non solo alle modalità di consumo (lettura, interpretazione). Un altro aspetto dei corsi di s.c. è l’ambizione di far emergere nell’allievo la consapevolezza dei propri mezzi e la definizione di uno stile personale.

L’Universale Garzanti, 2003

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8 commenti

Archiviato in Fenomeni editoriali

8 risposte a “Breve storia della scrittura creativa (1920-2003)

  1. iara R.M.

    Mi piacerebbe frequentarne uno di questi tempi.

  2. iara R.M.

    Corsi. Era corsi la parola!

  3. “Un altro aspetto dei corsi di s.c. è l’ambizione di far emergere nell’allievo la consapevolezza dei propri mezzi e la definizione di uno stile personale” …

    oppure quella di dimostrare una mancanza di mezzi e di stile personale, dunque la certezza di potere avere successo come scrittore.

  4. tizianabalestro

    Sono indecisa. Ho pareri discordanti da diverse persone sulla efficacia o meno di un corso di scrittura creativa. Mi aiutate?

  5. Ho frequentato un Laboratorio di Scrittura Creativa in passato e ne ho condotto per anni uno a valenza più terapeutica che letteraria in Psichiatria. Oggi mi metto alla prova come conduttore in un contesto “normale” e ne sono molto felice. Penso che i Laboratori di Scrittura Creativa possano offrire stimoli e ripulire un po’ lo stile degli scrittori esordienti e che offrano agli stessi la possibilità di condividire ciò che per sua stessa natura è attività solitaria: la scrittura.

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