Tetrapiloctomia

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Arte di spaccare il capello in quattro, riscontrabile nei blog di scrittura di prima, seconda e terza fascia, in cui la discussione verte su questioni tipo: «Viene prima la trama o il personaggio?». Oppure: «È più importante il personaggio o lo stile?». Ma anche: «Meglio puntare sullo stile o sulla trama?». Tetrapiloctomici sono i dibattiti sulla morte del congiuntivo e se e quando uno scrittore può definirsi scrittore. Infine, tetrapiloctomiche con sfumature di ossimorica oligarchico-popolare sono la querelle cartaceo-digitale, quella che verte intorno alla supremazia dei filtri editoriali rispetto alla loro assenza e le questioni legate al raggiungimento del successo editoriale grazie al metodo fiocco di neve in contrapposizione all’ispirazione tout-court. Se inserito finto distrattamente all’interno di un post o di un commento, il termine tetrapiloctomia serve a comunicare in modo sottile e pervasivo agli astanti il connubio intellettuale tra lo scrivente e il semiologo Umberto Eco, creando quella sudditanza psicologica che prende popolarmente il nome di autorevolezza.

[voce creata su richiesta di Darius Tred]

 

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20 commenti

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20 risposte a “Tetrapiloctomia

  1. Sanctum per saecula nomen legatus.

    • Dimenticavo: l’eziologia della tetrapiloctomia è la stessa che porta alla cosiddetta “sindrome da self”. Ergo: diagnosi, prognosi e cura sono le stesse.

      Rx: digestivo antiacido, uno per die, fino a scomparsa dei sintomi. Dieci pagine de “I promessi sposi” la sera, per favorire il sonno.

      F.to Dott. Prof. Gran. Figl. di Putt. Scarparo

  2. Un po’ come parlare del sesso degli Angeli, insomma? 😀

    • Il sesso degli angeli è più da tetrapiloctomia filosofica. Per noi scrittori mi pare più adatto disquisire sul sesso dei libri: i libri sono maschi, femmine o ics? Bisognerà pure che qualcuno affronti l’argomento prima o poi. 😀

  3. Sì, i famosi blog con post di diecimila parole su come sia meglio scrivere un racconto… e nessun racconto mai scritto da parte del blogger 😀

  4. E io che ho capito subito che l’autorevolezza usa termini troppo complicati mi sono data a thriller e cazzeggio! 🙂

    • Hahahaha io sono il Re del cazzeggio. Per il resto ho imparato che l’autorevolezza ha basi solide, si acquisisce “facendo cose”, coloro che si ergono e che ti vogliono insegnare la vita al riparo nella loro virtuale grotta di anacoreti emotivamente stitici, alla prova dei fatti, cadono tutti come birilli. 😀 . Bisogna vivere, scrivere (anche cazzate), scrivere , vivere, scrivere. Tutto il resto sono chiacchiere e distintivo. Come te: scrivi e sei una madre, scrivi e sei una moglie, scrivi e sei tanto di più. Scrivi perché nel mondo CI SEI. In questo modo la tua scrittura è viva anch’essa, piaccia o non piaccia.
      Hahahaha non ho ben capito quello che ho appena detto, come dicevo mi limito al cazzeggio 😀

    • Dovremmo metterci tutti insieme intorno a un tavolo, lasciare da parte le diversità di opinioni, e discutere con spirito libero e scevro da ipocrisie se il thriller sia un cazzeggio assoluto o un’occasione di letteratura alta. Fare anche un cineforum con proiezioni di thriller russi in lingua originale.

      • Hahahaha ok, io porto da bere. Comunque, sarà colpa della mia scarsa cultura, ma io non riesco a fare distinzioni di genere. Un libro o è bello oppure è brutto, anzi proprio per essere onesti dovrei dire o mi piace o non mi piace… non vorrei essere percosso dal buon Anfuso a colpi di volumi di Bachtin rigorosamente rilegati 😀 😀 😀

      • Ma quale da bere, Max, porta la tua versione del Thriller: non ti vorrai perdere l’occasione di cazzeggio che si fa alta letteratura, spero!

  5. Perbacco! Ora sì che c’è un post che parla di tetrapiloctomia.
    Un post autorevole, niente da dire, sul serio.

    Un po’ TETRO (non riesco a leggere tra le righe, sebbene lo sfondo sia di un bianco luminoso), senza PILO sulla lingua e con un malcelato istinto da serial-(selfer)-killer con predilezione per la vivisezione (“CTOMIA”).

    E pure con i commenti che fanno da ECO (potevo farmi sfuggire una battuta così scontata? 🙂 ).

    Ehm, di grazia, dott. Scarparo, potrebbe essere più terra-terra in merito alla sindrome da self ? 😀 😀 😀

    Chissà che non mi ci scappi un post, visto che conosco qualcuno che potrebbe esserne afflitto…

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