Pirro

foto_binari

Adesso voglio proprio vedere se aprendo a caso il Decameron e leggendo la prima parola che mi capita davanti riesco a costruire un post che abbia un qualche senso. Tra l’altro sto viaggiando in treno e scrivendo a mano, non sono collegato a Internet, perciò scoprirò una volta per tutte in cosa consiste questa roba a cui si dà il nome di cultura generale, ammesso che il sottoscritto ne possieda una.

La prima parola che vedo è «Pirro» mentre il treno lascia in questo istante la stazione di Melegnano, in direzione capoluogo lombardo: tra pochi minuti sarò a Rogoredo e il metrò mi porterà al lavoro.

Dunque, dicevamo Pirro. Un nome proprio.

Be’, sono fortunato. Per la maggior parte di noi Pirro fa subito pensare al re dell’Epiro (?): dalla mente mi affiora questa nozione scolastica, reminiscenza delle elementari. Dove poi sia l’Epiro mi lascia un dubbio più serio, con doppio punto di domanda (??). Forse un po’ verso l’Albania, quasi Grecia, o è proprio Medio Oriente (???). Diciamo che l’Epiro lascia la penisola italiana sulla sinistra, di questo almeno sono sicuro.

Il treno ferma ora a San Giuliano e non ho ancora detto che c’è la famosa «vittoria di Pirro», questa la conosciamo tutti: e che consiste nel riuscire a pubblicare o autopubblicare senza che questo migliori o cambi di una virgola la nostra vita, anzi sicuramente la peggiora.

Comunque, tornando a noi, cioè a Pirro, per me questo nome è associato soprattutto a Ugo, e qui andiamo decisamente meglio. Ugo Pirro, storico sceneggiatore di Fellini (?), altro dubbio. Di lui è famoso Come si scrive un film (?), o era Scrivere un film, o Scriviamo un film? Mi pare Come si scrive un film, sì. Che tra l’altro è uno dei primi, se non il primo, manuale di scrittura cinematografica dove un importante addetto ai lavori racconta il dietro le quinte del cinema in Italia, descrivendo la dura e oscura vita di questo strano professionista della scrittura che prende il nome di sceneggiatore. Dovrei averlo in casa da qualche parte, ora sono a San Donato e la prossima fermata è la mia, ma non l’ho ancora letto. So però che racconta un cinema che non esiste più, molto artigianale e d’autore. Un po’ naif, diremmo oggi: nulla a che spartire con l’attuale produzione hollywoodiana e i tre atti all’americana. Casomai all’amatriciana. E con questa battuta finale di dubbio gusto, mentre giungo a Rogoredo, mi sono definitivamente giocato tutta la rispettabilità pregressa.

Su «Pirro» non ho altro da aggiungere, perché non ho nulla da aggiungere, non so più niente. Tra poco trascriverò queste poche righe al computer e pubblicherò il tutto.

Casomai dopo vado a controllare quante stupidate ho detto. Meglio ancora, ditemelo voi. Sono tante, eh?

Chi ha altro da aggiungere su Pirro, sono tutto orecchie…

 

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16 commenti

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16 risposte a “Pirro

  1. Michele Pirro è un pilota motociclistico italiano, campione europeo della 125 GP nel 2004. Attualmente corre per Ducati in MotoGP, sostituendo Iannone che, accampando un dolore alle vertebre, se ne sta a casa con Belen. 🙂

  2. Pirro, re dell’Epiro, aveva degli elefanti, che hanno una storia e una genealogia assai complicata, perché discendono da quelli portati in occidente da Alessandro Magno assai prima. Quindi in mano mia “Pirro” diventa una storia di zanne.

    • In effetti il mio sussidiario mostrava l’esercito di Pirro a cavallo degli elefanti (si può dire a cavallo riferendosi a pachidermi?). Da allora in poi è stata una discesa continua nel baratro dell’ignoranza.

  3. Grilloz

    Per commentare in modo adeguato ho aperto un libro a caso e preso la prima parola che mi è saltata all’occhio: direttore.
    Boh, direi che come commento può bastare, mica devo farci un post 😛
    P.S. il libro era talmente a caso che non ho manco guardato il titolo.

  4. tizianabalestro

    Ho aperto un libro anch’io, puntato il dito e c’è scritto “incoscienza”. Il libro in questione è “Per voce sola” di Susanna Tamaro. Letto tipo quindici anni, se non di più e nemmeno lo avevo terminato di leggere. Con Pirro mi vengono in mente gli elefanti.

  5. Pirro? Peccato non avere letto ieri questo post: ti avrei detto subito che Pirro era il giullare di una corte speciale, quella che la mia città, Caltanissetta, ospitava in Viale della Regione, la via frequentata dai giovani di allora. In questa corte speciale ci riunivamo ogni sera, tutto il Liceo Classico al completo in zona Agip (una pompa di benzina sì), lo scientifico al Sandwich bar, sotto i portici, e il resto del mondo all’orologio, più in fondo.
    Pirro stava lì. Si chiamava R. Pirrone, ma tutti abbreviavamo il suo cognome in Pirro. Era molto conosciuto perché era un tipo sui generis, vestiva in modo bizzarro, fumava tanto, pluribocciato e con due fisse: i culi delle ragazze e l’eroina. Io me lo ricordo ancora con quella faccia svampita e il suo “ciao” bianco. Non lo vedevo dai tempi dell’università e poi mio fratello mi ha detto che è morto quest’estate in un modo stupido, perché morire non è mai stupido, ma riuscirci così lo è: non aveva le chiavi di casa e, abitando al secondo piano, ha pensato bene di entrare dal balcone, arrampicandosi sul tubo dello scolo dell’acqua, in piena notte.
    Si era sposato e aveva messo la testa a posto, raccontano gli amici.

    Scusa, lo so che non c’entra niente, ma quel Pirro lì ha fatto la storia dei giovani della mia generazione nella mia città e volevo dirlo a tutti.

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