Il matto successivo

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Il vero post è il post scriptum.

Grilloz

 

Post scriptum: Matto geniale, questo. Mi ha imbrattato il muro con un pensiero interessante. Ovviamente lui non n’è cosciente: genialità e mattitudine si incrociano per caso e guardandosi negli occhi non si riconoscono.

È vero, ha proprio ragione Grilloz, la materia viva di un blog non è il post, ma quello che viene scritto dopo. Il vero post sta nel dopo post, nelle reazioni che è in grado di suscitare, altrimenti è un soliloquio, solo un matto che parla con se stesso.

La sua frase sul muro mi ha fatto venire in mente altri matti, quelli che da cinque o sette anni scrivono regolarmente un post a settimana e quando scorro i post trovo nessun commento, nessun commento, un commento, due commenti, nessun commento. Eppure settimana prossima pubblicheranno un altro post. Robe da matti.

E poi ci sono quelli che hanno scritto un libro e l’hanno letto in dieci. Così ne scrivono un secondo e i lettori sono diventati 15. Allora saltano di gioia e scrivono il libro successivo con la motivazione che l’incremento è stato del 50 per cento. E questo mi ricorda quel matto che caduto dall’ottavo piano giunto al primo dice che per ora va tutto bene.

La Scuola Santa Rosa è una piccola struttura che può seguire solo pochi matti. Però so che c’è Amazon, una struttura immensa che accoglie tutti i matti e possono scrivere sui muri tutto quello che gli passa per la testa e non c’è nessun infermiere che controlla. Un mondo di matti liberi di stare dentro.

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9 commenti

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9 risposte a “Il matto successivo

  1. Post verità.

    E questo leggetelo un po’ come vi pare.

  2. Grilloz

    Ma io mica mi accontento di un muro qualunque 😛

  3. “Ma io non voglio andare fra i matti”, osservò Alice.
    “Bè, non hai altra scelta”, disse il Gatto “Qui siamo tutti matti. Io sono matto. Tu sei matta.”
    “Come lo sai che sono matta?” Disse Alice.
    “Per forza,” disse il Gatto: “altrimenti non saresti venuta qui.”
    (dal libro “Alice nel paese delle meraviglie” di Lewis Carroll…che è uno dei miei preferiti)

  4. Pensa che c’era un matto proprio matto, con tanto di certificazione, che continuava a dipingere quadri che nessuno voleva. Si chiamava van Gogh.
    Credo che se ogni 10000 matti c’è un van Gogh, questo fatto, da solo, giustifichi la follia di tutti.

    • Anche Ligabue era un matto vero, e noi li amiamo tutti i matti veri. Se ogni 10000 matti veri c’è un van Gogh, questo fatto, da solo, giustifica il perché di tutti i matti veri.
      Questi che dico io invece non si tagliano le orecchie, non sono mai stati ospiti in un ospedale psichiatrico. Parlano di brand, marketing e successo. Son mica matti veri nella vita.

  5. Marco Amato

    Fiuu… Io con una media di 96 commenti sono salvo. 😀
    Peccato, perché essere il matto mi piaceva di più.

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