Proposte editoriali decisamente indecenti

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«Agli editori, se volete pubblicare un libro, gli dovete fare una proposta che gli editori non possono rifiutare. Tutto qui».

L’ho letto sul blog di Paolo Nori, e ho pensato a tutte quelle volte che ho chiesto a una donna di metterci assieme. Quelle che mi hanno dato picche, ora che ci penso, gli avevo fatto una proposta poco interessante, che potevano rifiutare. Infatti è stata rifiutata. Quelle che mi hanno detto sì, ora che ci penso, gli ho fatto una proposta troppo bella perché la potessero rifiutare.
Con l’editoria forse è lo stesso. Resta il fatto che dopo un po’ di mesi o anni me ne sono andato, abbandonando l’editore.

Ho detto l’editore?

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50 commenti

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50 risposte a “Proposte editoriali decisamente indecenti

  1. Tiziana

    Che ce stae a provà? E ‘nnamo.

  2. Pensavo fosse il contrario, con gli editori a fare proposte che non si possono rifiutare. Perché a ben vedere ce ne sono un sacco che ti inondano di proposte rifiutabilissime: comprami 500 copie, aiutami con le spese, fatti tutto tu, garantiscimi almeno x vendite…

  3. Agli editori, se volete pubblicare un libro, gli. A parte che la frase contiene il più banale degli errori “a me mi” agli editori gli dovete” uffff. gli editori non rispondono, punto.
    Tu sei un Casanova.
    Tieni presente che col tuo anonimato il giorno 17 chiunque potrebbe tendermi la mano e dirmi “piacere sono Helgaldo!” è un casino! 😀

    • Tra gli altri che ti tendono la mano potrei esserci anch’io. Ma come riconoscermi?

    • Credo che il più banale degli errori, che mi sono guardato bene dal correggere, sia la cifra stilistica di Paolo Nori. Come dice Crozza in una pubblicità del caffè, può non piacere…

    • Nessuno ti dirà “Piacere, sono Helgaldo”. Per primo Helgaldo, si capisce.

      Tieni presente però che è possibile che ti si presenti un anziano signore, con frac e tuba. Molto distinto. Affermerà di essere il barone Burshevac de la Frontera Ciakoskij. In quel momento, se farai molta attenzione, potresti vedere che ti sta facendo l’occhiolino: allora saprai che stai parlando con Helgaldo.
      Ma non chiamarlo Helgaldo, o si romperà l’incantesimo: batterà il bastone per terra e scomparirà. Al suo posto ti troverai un ragazzetto, di quelli che adorano il grande Fratello Vip e che non capisce come sia possibile che sia finito in mezzo ai libri, proprio lui che il secondo prima era a fare acrobazie con lo skate.

      • Tiziana

        Come l’uomo in frac di Modugno. Uomo d’altri tempi.

      • Bisognerebbe scriverla questa storia dell’uomo in frac…

      • Tiziana

        Beh, sì. Molto triste quella storia.

      • Tiziana

        Una di quelle storie toste… Modugno si ispirò alla storia vera di un principe. Tema forte.

      • Tiziana

        Dici che è arrivato il momento di scrivere cose che ti sconquassano lo stomaco? Non solo nel bene, ma anche nel male. Io dico di sì. I mostri neri, che ognuno di noi ha, deve buttarli fuori. Le storie tutte zucchero e happy end non sono sempre così nella realtà. E uno scritto ha bisogno anche di lati oscuri.

      • Il blog non è posto da storie da sconquasso.

      • Comunque, scrivere storie felici e non noiose è difficilissimo.

      • Tiziana

        Non sono d’accordo. Con il consenso del padrone di casa si può scrivere benissimo storie che sono un pugno nello stomaco. Mi sono aggregata a Helgaldo che suggeriva di scrivere dell’uomo in frac. Quella storia lì è molto triste, trattando di un suicidio. Ovviamente né qui, né in altri posti mi permetterei di postare qualcosa di più di un commento senza il consenso del padrone di casa.
        No, non è facile scrivere storie in generale. Ma la fantasia non ci manca, mi pare.

      • Io parlavo in generale, non che il blog di Helgaldo non sia da storie ecc ecc.

      • Il blog di Helgaldo è da suicidio…

      • Tiziana

        Certamente. A casa degli altri si entra in punta di piedi. Non lo farei in nessun blog senza il suo volere. E infatti non l’ho mai fatto. Tutto quello che scrivo o scriverò passa e passerà attraverso un giudizio. Poi ci sono posti a scrittura libera (blog propri o forum, ma è tutta un’altra impostazione).

      • Tiziana

        Forse non mi leggeresti, Michele. O sono troppo noiosa o viro verso storie più grandi di me. Fai bene. Troppo complicato e non sempre amato come stile.

      • Amo leggere soprattutto letteratura greca e latina; vorrei ampliare i miei orizzonti, ma c’è così tanto da leggere e così poco tempo per farlo.

      • Tiziana

        Ti confesso una cosa. Giorni fa volevo mettere un testo, poi ho pensato che era troppo da sconquasso, anche se inerente al tema. Da come ho capito, non lo era poi così tanto per chi sta attento a tutto. Dalla tua riflessione noto che ho fatto bene a non metterlo. Avrei fatto del male, secondo me. Anche se invece mi è stato detto il contrario di ciò che credevo. Non fa niente. Sono ligia nel mio metro di valutazione, spesso chiedendo un’opinione esterna. Non creare disagio è ciò che mi preme. Ho un testimone della mia premura. Non sempre tutti adottano lo stesso sistema. In linea generale sì, per fortuna.

      • Tiziana

        Direi buone letture. 🙂

      • Tiziana

        Ora, conclamato che non scrivo il tuo genere preferito e non mi leggeresti, io invece ti faccio i complimenti per le ultime cose che hai scritto e non erano per gli esercizi. Continua a farlo. Poi non dite che solo gli uomini sono gentili. 😛

      • Mai detto. Anzi, piuttosto il contrario.

        Grazie per i complimenti (sono sempre sbalordito – e molto grato – di fronte al fatto che ci sia qualcuno che mi legge).

      • Tiziana

        Prego, Michele. Sembriamo cane e gatto. Che poi vanno a mangiare nella stessa ciotola. Il bello di confrontarsi. Occhio che ora ci tocca la punizione di scrivere davvero dell’uomo in frac.

      • Tiziana

        Eh, ma allora dillo che vuoi passare l’esame alla scuola Santa Rosa, Helgaldo. Questa frase ci sta tutta.

      • Tiziana

        Mi sembrava di aver dormito scomoda. 🐶🐹

      • Tiziana

        Mi vado a sentire “Vecchio frac” 😉

  4. Tiziana

    Da come leggo, non vi stanno simpatici gli editori, o sbaglio?

  5. Bisogna stare attenti, a rifiutare le mie offerte. L’ultimo che l’ha fatto, sta guardando un albero dalla parte delle radici…

  6. iara R.M.

    Si può sognare in un colpo di fulmine? Di quelli corrisposti, che cambiano le regole e conducono a gesti folli? Ecco. Io vorrei un editore romantico, fulminato da un mio manoscritto. :-p

    • iara R.M.

      “in”, ovviamente, si è inserito nel discorso a sproposito.

    • Ma è proprio questo il punto: fulminato al punto da poter dire solo di sì alla tua proposta.

      • iara R.M.

        Però, una proposta che non si può rifiutare scaturisce da una scelta ponderata, valutabile razionalmente sulla base di pro e contro. Il colpo di fulmine è irrazionale, istintivo, passione e/o follia pura. Ma forse, un editore così fallirebbe in cinque minuti.

  7. Meglio soli che male accompagnati. Che valga anche per gli editori? 😉

  8. Io quando sento (mimate la cadenza siciliana): “di una proposta che non si può rifiutare”, mi sovviene questo:

    E editori che hanno orecchie per intendere intendano… 😀

  9. Lei, Sandra. Affascinante, con il suo abitino estivo a fiori appena sotto il ginocchio, aspetta seduta al “Bar del Castello”. Lui ha portato il libro pattuito come segno di riconoscimento, una raccolta di racconti: “La storia che ho scritto per te” di Marina Guarneri. Il nostro eroe voleva proprio credere che lei fosse quella giusta, quella da milioni di copie vendute…

  10. Hai fatto bene. Abbandonare l’editore.

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