Storia d’amore di tre uomini

foto_tre_facce

Bisognerebbe scrivere la storia d’amore di tre uomini.

Il primo dei tre al 31 di dicembre del 2016, per la precisione alle ore 22.30, ha 34 anni, lavora per una onlus di livello internazionale, ama viaggiare e starsene a contatto con la natura.
Dieci anni fa ha conosciuto una ragazza di un anno più grande di lui, amica degli amici, durante un viaggio in Amazzonia, fatto tutti insieme appassionatamente. Scoprendosi anime gemelle, di ritorno da quell’esperienza sono andati subito a vivere insieme. Lei lavora in un ristorante di Milano, ristorante di livello internazionale, precisamente nelle cucine. Parla quattro lingue, fatica undici mesi all’anno giorno e notte per diventare chef, e ama prendersi poi trenta giorni di libertà assoluta, non necessariamente ad agosto, e tuffarsi insieme al suo compagno nella natura selvaggia di un paese lontano. Africa, Cina, Australia, Canada, Burundi (se sapessi dov’è il Burundi). Entrambi sognano di partire un giorno, meta uno di quei paesi, e di non fare più ritorno, lasciandosi tutta la civiltà alle spalle, come Ulisse oltre le colonne d’Ercole. Questo sogno comune è la loro forza. Li tiene uniti nelle difficoltà, dà un obiettivo e un senso alla loro convivenza, li aiuta a dissetarsi nell’amore dell’altro quando arrivano quei momenti di siccità di coppia che conoscete bene.
E così avviene che circa sei mesi fa, nell’ennesimo viaggio in Kenia tra giraffe ed elefanti, nel posto più bello del mondo, a fianco di una pozza d’acqua limpida dove gli animali della savana vengono ad abbeverarsi lungo tutta la giornata, animali che si possono ammirare da dietro le vetrate di un famoso hotel, proprio lì lei riceve un’offerta di lavoro come chef, tanto è simpatica e in sintonia con il luogo e con le genti, ed è una proposta indecentemente bella, tanto è appagante e inaspettata. E così ritornano in Italia per sistemare tutto quello che va sistemato per poi partire in un qualsiasi momento del nuovo anno.
Ma ecco la sorpresa. Lui, che non avrebbe difficoltà a svolgere il suo lavoro da qualunque buco del mondo basta che ci sia un collegamento a internet, prima le chiede di pensarci bene, di valutare i pro e i contro; poi, quando lei ribatte che ci sono solo pro in quest’offerta di vita nuova, allora l’invita a raggiungere al più presto possibile il suo sogno, che lui arriverà dopo, con calma, appena sistemate due o tre questioni di lavoro e familiari che devono essere regolarizzare prima della partenza.
Però i mesi successivi, mentre lei si prepara al grande viaggio, piena di entusiasmo per la nuova vita che li aspetta, lui sembra disinteressato, non cambia di una virgola la sua quotidianità. E si finisce che dopo l’acquisto del biglietto solo andata per una persona, non se ne parla più. Non è che le cose girino male, la tenerezza è quella di prima, forse anche l’amore. Ma è come se ci fosse un velo che offusca il futuro, e non fa più intravedere il sogno come comune, che da sogno di coppia si trasforma giorno dopo giorno in sogno da vivere da soli. E così si arriva al 31 di dicembre, cioè oggi, dove sono al mare con gli amici, come ogni anno, e bisogna festeggiare l’anno nuovo e augurarsi tutto il bene reciproco.
Il mare d’inverno, lo dice anche una canzone famosa, quest’anno per la prima volta gli appare in bianco e nero, e anche se il sole basso disegna sulla spiaggia due ombre che si allungano, quella di lui sembra stranamente più corta di quella di lei, che invece è affusolata, lunghissima, infinita.
Così lui è talmente triste, che per vincere la tristezza inizia a bere e alle 22.30, quindi proprio in questo istante è ubriaco fatto, non sta in piedi e stramazza nel letto, perdendo coscienza, addormentandosi in un sogno nero, così che non può salutare con lei la fine del vecchio anno, né augurarle buon viaggio con il nuovo.

Il secondo dei tre al 31 di dicembre del 2016, per la precisione alle ore 22.30, ha 43 anni, sta festeggiando con la sua famiglia a tavola l’arrivo dell’anno nuovo. Ha due figli maschi e una moglie. Una famiglia normale, come tante. Un lavoro normale, come tanti. Viaggia molto, su e giù per l’Italia. E anche in tempi di crisi come questi riesce ancora a piazzare i rimorchi refrigerati o coibentati della sua ditta in tutte le aziende di trasporto, in tutti gli stabilimenti alimentari. E quando viaggia in autostrada con la sua famiglia e supera un tir, sfilandogli accanto, una volta su due gli senti dire che «quello lì gliel’ho venduto io al sciùr Brambilla». Non è uno che ha studiato molto, anzi ha solo il titolo di terza media. Ma i pivellini con la laurea alla Bocconi se li mangia col camogli all’autogrill. Bada al sodo perché il resto è chiacchiere e distintivo. Ha un solo vizio, anzi due. La birra doppio malto alla spina e le donne. Quelle sì, gli piacciono. Una in particolare incontrata davanti a un camogli un anno fa in una sosta in autostrada. Da allora è la sua amante, pressoché fissa. Niente grandi discorsi. Anche perché manca il tempo per concluderli.
Possono vedersi solo quando gira nelle aziende della sua zona, il che capita più o meno una volta al mese. La passa a prendere, si fiondano in un motel per qualche ora, e via col sesso. Ci sono cose della vita di lei che vorrebbe anche sapere, se non fosse troppo complicato dopo averle sapute. E anche rischioso. A casa ha sempre una moglie e due ragazzi, meglio stare sulle generali. E poi a lei va bene così, le piace che sia una storia solo di sesso. Siamo animali sensibili all’amore, dice una famosa canzone. Per ora solo animali, per l’amore non c’è il tempo. E in fondo lei è una donna libera, a cui piace essere sbattuta senza tante storie. Che poter essere un po’ puttane fregandosene dei moralismi, è la vera emancipazione femminile, dice lui.
E così alle 22.30 del 31 dicembre, cioè adesso, avrebbe una gran voglia di rinunciare al cotechino con le lenticchie per saltarle addosso, infilarle le mani sotto la camicetta, slacciarle il reggiseno e poi rovesciarla sul letto e farla godere, o godere almeno lui. Così se ne va in bagno con il cellulare e dopo avere chiuso a chiave le invia un messaggio per l’anno nuovo: «mi manchi tanto». Ma un attimo dopo si è già pentito di tanta ipocrisia. Macché mi manchi tanto? Se c’è una cosa che lei ama di lui è proprio la sua sincerità bambina, pensa lui, non dire mai una bugia agli altri per nascondere la verità a se stessi, via perciò con il secondo messaggio, molto più esplicito: «ti stropiccerei tutta se fossi qui con me».
Sarà ora il caso di ritornare a tavola, sono già le 22.35, non manca molto al nuovo anno e il cotechino si raffredda.

Il terzo dei tre al 31 di dicembre del 2016, per la precisione alle ore 22.30, ha 46 anni, e fa il copywriter non si ricorda più da quanto. Alcuni degli slogan più famosi che hai nella testa, alcuni dei prodotti più comuni chiusi nel tuo frigorifero, nascono nella sua agenzia. Vive in una grande città del nord, direi Milano, e soprattutto vive di parole. Dagli tre parole, come dice una famosa canzone, e ne farà una storia. Uno storyteller, si direbbe oggi. Lui preferisce definirsi, spero ironicamente, un paroliere di emozioni a pagamento. Emozioni sempre al servizio delle aziende, ovvio. Ma poiché crea emozioni finte per gli altri, non ne trova di autentiche per sé. E così, spesso quando non lavora, ma a volte anche quando lavora, si perde nelle chat d’incontri con vari nickname e incrocia donne fatali e bellissime, almeno virtualmente.
Da un mese circa però ne ha conosciuta una diversa dalle altre. È bastato un suo commento spiazzante e visionario, per incuriosire Karenina81. E da quel giorno si ritrovano in chat, parlando come tutte le altre coppie, vere o virtuali, non hanno mai più fatto dai tempi di Romeo e Giulietta. Lei è stupenda, ha una bella mente. Lui è preveggente, gli legge nei pensieri. Percepisce i giorni no di Karenina analizzandone le virgole. Passati amori, attuali delusioni, future speranze, riempiono le intercapedini delle loro esistenze, quegli spazi vuoti, autentiche voragini di sentimenti mancati, che nessuno ha mai sospettato esistere. E così senza mai vedersi, sentirsi, toccarsi, si amano due volti senza sguardi, due corpi senza forma, un essere uomo e un essere donna senza contorni limitati dall’essere uomo, dall’essere donna. Amore e innamoramento insieme.
E la promessa dell’ultima chat dell’anno vecchio che si sono fatti è stata quella di pensarsi e abbracciarsi virtualmente alla scoccare della mezzanotte. E ora che sono le 22.30 manca poco al pensiero più dolce di tutto il 2016, pensa lui.

Ora, se sei giunto fino a questo punto della storia, caro scrittore e cara scrittrice, bisognerebbe che scrivessi i pensieri che passano nella testa di una donna in un minuto preciso del 2016.

Precisamente, dovresti scrivere i pensieri di quella donna che al 31 di dicembre del 2016, per la precisione alle ore 22.30, ha 35 anni, e il suo compagno è a letto completamente sbronzo in una camera d’albergo fronte mare, e in quel momento riceve due messaggi a distanza di un minuto dal suo amante che di nascosto incontra quasi tutti i mesi da circa un anno. E soprattutto a mezzanotte starà tra le braccia del suo Romeo virtuale, l’unico che potrà accompagnarla, senza mai farla sentire sola, in quel viaggio oltre le colonne d’Ercole verso la sua nuova vita nel 2017 in Kenia.

Lo so, questa storia è difficile da digerire. Figurarsi scriverla. Ma qualcuno, uno veramente bravo, dovrebbe almeno provarci, perché a suo modo è bella. Ricordandosi di aggiungere. ovviamente, che ogni riferimento a persone e a fatti reali è puramente casuale.

Annunci

22 commenti

Archiviato in Trame e personaggi

22 risposte a “Storia d’amore di tre uomini

  1. Oh, Hel ho adorato leggere questa cosa, davvero. Grazie, vado a fare il risotto.

  2. Chiedi poco! 🙂
    Ma stanotte sono in viaggio a cavallo di una magnifica scopa. Magari passo a salutarti! 🙂

  3. Ho iniziato a leggere chiedendomi: e che cosa lega questi tre? E ho capito all’inizio della frase “bisognerebbe che scrivessi i pensieri che passano nella testa di UNA donna”.
    Però mi ha fregato del primo racconto un particolare: ero convinta che lei fosse già partita in Kenia… Perché mi son persa? Forse con l’acquisto del biglietto pensavo fosse già partita.

  4. E niente: io speravo in un bel triangolo omosessuale ma, arrivato alla fine, non mi resta in mano che il solito esagono ripiegato sul proprio apotema. (Apotema… chi era, costui?)

    • Non mi immagino una figura piana, ma un tetraedro, quattro facce, tre trame diseguali, una donna intera in un minuto. Perché un romanzo o è così solido da sembrare una storia vera o è così piatto da sembrare un libro finto.

  5. Ah, dimenticavo il pensiero della donna:

    «Vagito d’anno –
    a me stessa non sfuggo,
    per quanto corra».

  6. Helgado in versione befana che ci fa un bel regalo: una storia da scrivere 🙂 Sei un tesoro.
    Roba da trecentocinquanta pagine…
    Magari posso provarci per il MiniNaNo di gennaio.

  7. Grilloz

    Però non vale, io sono un lettore, e ora chi me la racconta il resto della storia?

  8. Simona C.

    Credo non ci sia bisogno di parlare di lei. I suoi tre uomini sono sufficienti a descriverla senza che entri in scena. Come gli astronomi intuiscono la presenza di un pianeta dalle interferenze che crea nell’orbita di altri corpi celesti o nella luce delle stelle. Certo, poter osservare direttamente il pianeta racconterebbe molto di più, ma è troppo lontano. In fondo siamo quello che gli altri vedono, è spesso la loro percezione di noi a definirci, più della nostra perché anche il “troppo vicino” distorce la realtà. L’equilibrio tra chi sei e chi ti guarda è molto raro, forse la giusta distanza non è umana.

    • Ah, che strazio questi scrittori che vogliono rovinarmi una così bella storia, dalle grandi potenzialità!

      No, Simona, lei è tutto in questa storia. Le tre storie raccontate dai tre uomini descrivono una donna che non è la stessa. Ognuno di loro vede, percepisce, racconta una parzialità di una donna. Il lettore non sa che è sempre la stessa. Tu lo sai perché ti ho raccontato nel finale che è lei. Di fatto sono tre storie d’amore raccontate dall’universo maschile secondo il suo punto di vista. L’unico legame delle tre storie, per tutto il libro, dev’essere l’orario a cui giungono le tre storie: 22.30 del 31 dicembre 2016. Anzi, le storie, per essere più affascinanti dovrebbero partire da quel momento e andare indietro. Chi legge non deve assolutamente capire che si tratta della stessa donna. Ognuno dei protagonisti la percepisce in maniera diversa e parziale. Ognuno vede fisicamente e psicologicamente la donna in modo diverso. Il primo racconta dei suoi occhi e la sua voce, il secondo invece di questo non ne parla mai, ma ci fa conoscere aspetti del suo corpo, i suoi capezzoli e i suoi fianchi, il terzo se la immagina in modo del tutto diverso dai primi due, come in una immagine di Anna Karenina. Lo scrittore capace deve ingannare il lettore. Solo quando entra in gioco lei, alla fine, scopriamo nei suoi pensieri in quel minuto dalle 22.30 alle 22.31 che si tratta della stessa donna, dirà quello che ognuno di loro ha dato o no alla sua vita, e deciderà di partire, per una nuova vita, senza sensi di colpa e falsi sentimenti del passato.

      La prima storia parla dell’amore. La seconda del sesso. L’ultima dell’innamoramento. Ognuno degli uomini pensa che basti solo una di queste tre cose per rendere una donna felice. Lei invece ci farà capire che la felicità avviene solo quando tutte e tre agiscono contemporaneamente su una donna.
      Però fa un passo in più. Il finale è che la vera felicità è data dalla libertà di essere se stessi, senza condizionamenti anche sentimentali. La partenza (la fuga?) in un nuovo mondo è la giusta risposta al suo passato.

      Le tre storie (a questo punto lo impongo come condizione a chi dovesse scrivere questo romanzo: dadovestoscrivendo@yahoo.it), dovrebbero avere lunghezze diverse. La prima dura dieci anni tutti i giorni, la seconda un anno in dodici appuntamenti, la terza un mese in trenta giorni di messaggi in chat. Nei capitoli si dovrebbe andare sempre all’indietro a partire dal 31 dicembre. Decimo anno, nono anno… Dodicesimo incontro, undicesimo incontro… trentesima chat, ventinovesima chat… E poi il punto di vista. Il primo amore in terza persona, come un romanzo classico. Il secondo in prima, dal punto di vista di lui. Il terzo in forma di chat, basato solo sulle parole che si scrivono reciprocamente.

      L’unica storia che procede in avanti e non all’indietro è quella di lei dal minuto 22.30 al 22.31, dove c’è la soluzione e il legame di tutte le duecento pagine lette finora. Questa potrebbe avvenire per flusso di coscienza.

      Insomma, un lavoraccio. Per questo voglio che lo facciate voi. Non sono così fesso da volerci pensare io. 🙂

      Ma se non c’è lei alla fine tutto questo è una storia come un’altra, di quelle già trite.

      • Simona C.

        Sarebbe un romanzo bellissimo, la tua soluzione rende interessante e perfino geniale una storia banale. Ci vorrebbe un uomo a dar voce ai tre uomini e una donna a scrivere il finale. È un vero peccato che siamo tutti così pigri.

      • “La prima storia parla dell’amore. La seconda del sesso. L’ultima dell’innamoramento. Ognuno degli uomini pensa che basti solo una di queste tre cose per rendere una donna felice. Lei invece ci farà capire che la felicità avviene solo quando tutte e tre agiscono contemporaneamente su una donna.”
        Standing ovation per Helgaldo, che ha capito tutto. 😉

        L’impalcatura è un lavoraccio, hai ragione. Ma la stai già scrivendo. A quanto pare hai già abbastanza le idee chiare.
        … a meno che adesso non tiri fuori dal cilindro che questo libro esiste già, di chissà quale autore! 😛

      • Grilloz

        Da lettore avevo intuito la potenzialità della storia, ma ora chi la scrive? (in teoria potrebbe anche essere un collettivo 😛 )

  9. iara R.M.

    Se fossi… io la scriverei.

  10. Però non capisco: cerchi scrittori- fantasma? O sei un benefattore: regali a gratis idee geniali?
    Perché?
    La tua è una storia incredibile, praticamente l’hai ideata, costruita, sai esattamente come andrebbe condotta, ma perché non la scrivi tu?
    Perché vuoi che la scriva qualcun altro?

    • Cercasi bravo scrittore, volenteroso e umile, a cui affidare storia di sicuro insuccesso, ma stimolante e profonda. No perditempo.

      Come ben sai non sono uno scrittore. Sta a voi cogliere le opportunità che offro gratuitamente. Cosa si dice dei blog di scrittura? Che devono fornire risorse di scrittura? Più di questo…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...